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domenica 8 febbraio 2026

Solare a Portata di Casa: Trasforma il Tuo Tetto in una Centrale Personale

Solare a Portata di Casa: Trasformare Tetti in Centrali Personali

☀️ Solare a Portata di Casa

Trasforma il Tuo Tetto in una Centrale Personale



🤔 La Grande Domanda

Vale davvero la pena installare pannelli solari sul mio tetto?

Questa è la domanda che ogni proprietario di casa si pone almeno una volta. Con le bollette energetiche in costante aumento, la crisi climatica sempre più pressante e la tecnologia fotovoltaica che diventa più accessibile, mai come oggi il momento è stato così propizio per considerare l'energia solare.

In questa guida completa, esploreremo tutto ciò che serve sapere per prendere una decisione informata: dai costi reali agli incentivi disponibili, dai tempi di ritorno dell'investimento ai miti da sfatare.

25 anni
Durata media pannelli
6-8 anni
Tempo di ritorno investimento
70%
Riduzione bolletta possibile
+15%
Aumento valore casa

🔧 Parola all'Esperto: Intervista a Marco Rossi, Installatore Certificato

Marco Rossi lavora nel settore fotovoltaico da 15 anni e ha installato oltre 500 impianti residenziali in tutta Italia. Lo abbiamo intervistato per capire la realtà del settore.

D: Qual è la prima cosa che dici a chi ti chiama per un preventivo?

R: La prima cosa che spiego è che non esiste un impianto "standard". Ogni casa è diversa. Analizzo sempre orientamento del tetto, ombreggiamenti, consumo energetico della famiglia e stile di vita. Un pensionato che sta in casa tutto il giorno ha esigenze diverse da una famiglia dove tutti lavorano fuori.

D: Quanto costa realmente un impianto domestico oggi?

R: Per un'abitazione tipo, parliamo di 6.000-12.000 euro chiavi in mano per un impianto da 3-6 kW. Il prezzo dipende da qualità dei componenti, tipo di installazione e dimensione. Con le detrazioni fiscali al 50%, l'investimento reale si dimezza. Molti pensano sia più costoso di quanto sia in realtà.

D: Quali sono gli errori più comuni che vedi fare?

R: Il primo errore è scegliere solo in base al prezzo più basso. Ho visto impianti economici che dopo 3-4 anni danno problemi. Il secondo è sovradimensionare l'impianto: più grande non è sempre meglio. Il terzo è non considerare l'accumulo: se produci energia di giorno ma la usi di sera, senza batterie sprechi molto.

D: Cosa ne pensi delle batterie di accumulo?

R: Sono il futuro, ma bisogna fare i conti bene. Una batteria da 5-10 kWh costa 4.000-8.000 euro. Se la tua famiglia consuma molto la sera, ha senso. Se sei sempre fuori e consumi poco, meglio vendere l'energia in eccesso al gestore. Tra 5 anni i prezzi delle batterie saranno più accessibili.

D: Quanto tempo ci vuole dall'ordine all'attivazione?

R: In media 2-3 mesi. Una settimana per il sopralluogo e progettazione, 2-4 settimane per le pratiche burocratiche, 2-3 giorni per l'installazione fisica e poi 3-4 settimane per l'allaccio da parte del gestore. La parte burocratica è quella che rallenta di più.

D: Un consiglio finale per chi sta valutando?

R: Fate fare almeno 3 preventivi diversi, ma non scegliete solo sul prezzo. Chiedete referenze, verificate le certificazioni, controllate che usino materiali di marca riconosciuta. E soprattutto: se il vostro tetto ha più di 20 anni, fate controllare prima se regge il peso dei pannelli. Ho visto persone spendere per pannelli e poi dover rifare il tetto!

✅ Checklist per Scegliere l'Installatore Giusto

  • Certificazioni: verificare che sia certificato da ente riconosciuto
  • Garanzie: minimo 10 anni su pannelli, 5 anni su inverter
  • Referenze: chiedere contatti di clienti precedenti
  • Sopralluogo: diffidare di chi fa preventivi senza vedere il tetto
  • Contratto chiaro: tutto deve essere scritto, compresi tempi e costi extra
  • Assistenza post-vendita: verificare chi contattare in caso di problemi


🏡 Storia Vera: La Famiglia Bianchi e il Loro Impianto Solare

Chi sono i Bianchi

Anna e Paolo Bianchi vivono a Verona con i loro due figli adolescenti. Casa bifamiliare di 120 mq, consumi medi annui di 4.500 kWh, bolletta elettrica pre-solare di circa 1.800 euro all'anno.

La Decisione

Marzo 2022: "Dopo l'ennesima bolletta shock da 250 euro, abbiamo detto basta," racconta Anna. "Abbiamo iniziato a informarci e dopo tre mesi di valutazioni abbiamo deciso di procedere."

L'Impianto Installato

Caratteristica Dettaglio
Potenza 4,8 kW (12 pannelli da 400W)
Orientamento Sud-Est, inclinazione 30°
Inverter Ibrido predisposto per batterie
Costo totale 9.200 euro
Detrazione 50% -4.600 euro in 10 anni
Costo effettivo 4.600 euro

I Risultati Dopo 2 Anni

5.800
kWh prodotti all'anno
65%
Autoconsumo
1.150€
Risparmio annuo bolletta
4 anni
Tempo di ritorno stimato

La Testimonianza di Anna

"All'inizio ero scettica, pensavo fossero solo spese. Invece è stata una delle migliori decisioni che abbiamo preso. La bolletta si è praticamente dimezzata. D'estate produciamo più di quanto consumiamo e rivediamo l'eccesso al gestore. L'unico rimpianto? Non averlo fatto prima. Ora stiamo valutando di aggiungere una batteria di accumulo per massimizzare l'autoconsumo."

Le Sfide Incontrate

Burocrazia iniziale: Le pratiche hanno richiesto più tempo del previsto (6 settimane invece di 3)
Adattamento comportamentale: Hanno dovuto modificare le abitudini per sfruttare l'energia nelle ore diurne (lavatrice, lavastoviglie)
Manutenzione: Pulizia pannelli una volta l'anno (costo 150€)

I Benefici Inaspettati

  • Maggiore consapevolezza energetica di tutta la famiglia
  • Installazione di app per monitoraggio in tempo reale della produzione
  • Sensazione di contribuire concretamente all'ambiente
  • Aumento stimato del valore della casa del 10-15%


💰 Costi Reali e Incentivi Disponibili (2025)

Struttura dei Costi

Potenza Impianto Costo Chiavi in Mano Dopo Detrazione 50%
3 kW (casa piccola) 6.000 - 8.000 € 3.000 - 4.000 €
4,5 kW (casa media) 8.000 - 10.500 € 4.000 - 5.250 €
6 kW (casa grande) 10.000 - 13.000 € 5.000 - 6.500 €

🎁 Incentivi Fiscali Attivi nel 2025

1. Detrazione 50% - Bonus Ristrutturazioni

Detrazione IRPEF del 50% in 10 anni per installazione impianti fotovoltaici su edifici esistenti.

  • Massimale di spesa: 96.000 euro
  • Recupero: 10 rate annuali di pari importo
  • Requisito: immobile esistente, pagamento tracciabile

2. Superbonus (in fase di chiusura)

Detrazione al 70% nel 2024, in dismissione progressiva. Verificare scadenze regionali.

3. IVA Agevolata

IVA al 10% invece del 22% per installazioni su prima casa.

4. Scambio sul Posto / Ritiro Dedicato

Possibilità di vendere l'energia in eccesso al GSE (Gestore Servizi Energetici).

Costi Aggiuntivi da Considerare

Sistema di accumulo (opzionale): 4.000-8.000€ per batterie 5-10 kWh
Ottimizzatori di potenza: 500-1.500€ in caso di ombreggiamenti parziali
Adeguamento quadro elettrico: 300-800€ se necessario
Manutenzione ordinaria: 100-200€/anno (pulizia, controlli)
Assicurazione (consigliata): 50-150€/anno

📊 Guida Pratica per Stimare il Tuo ROI

Formula Semplificata di Calcolo

Tempo di Ritorno = Investimento Netto / Risparmio Annuo

Step 1: Calcola il tuo consumo annuo

Controlla le bollette degli ultimi 12 mesi e somma i kWh consumati. Esempio: 4.000 kWh/anno

Step 2: Dimensiona l'impianto

Regola generale: 1 kW di impianto produce circa 1.200-1.400 kWh/anno in Italia centro-nord, 1.400-1.600 al sud.

Esempio: per 4.000 kWh servono circa 3 kW di impianto (4.000 ÷ 1.300 = 3,08 kW)

Step 3: Stima il costo

Preventivo medio: 2.000-2.500 € per kW installato

Esempio: 3 kW × 2.200 €/kW = 6.600 €

Step 4: Applica le detrazioni

Con detrazione 50%: 6.600 € ÷ 2 = 3.300 € (costo effettivo)

Step 5: Calcola il risparmio annuo

Considerando autoconsumo del 60% e vendita eccedenza:

  • Energia autoconsumata: 4.000 × 60% = 2.400 kWh
  • Risparmio a 0,35 €/kWh: 2.400 × 0,35 = 840 €
  • Energia venduta: 4.000 × 40% = 1.600 kWh
  • Ricavo a 0,12 €/kWh: 1.600 × 0,12 = 192 €
  • Risparmio totale annuo: 840 + 192 = 1.032 €

Step 6: Tempo di ritorno

3.300 € ÷ 1.032 € = 3,2 anni

💡 Fattori che Migliorano il ROI

  • Orientamento ottimale: tetto esposto a sud con inclinazione 30-35°
  • Assenza di ombreggiamenti: evitare alberi, camini, edifici vicini
  • Alto autoconsumo: utilizzare elettrodomestici durante il giorno
  • Sistema di accumulo: aumenta autoconsumo fino all'80-90%
  • Pompa di calore: sostituire gas con elettrico per riscaldamento
  • Auto elettrica: ricaricare con energia autoprodotta

⚠️ Quando il ROI Potrebbe Non Essere Conveniente

  • Consumi molto bassi (sotto 2.000 kWh/anno)
  • Tetto fortemente ombreggiato per gran parte della giornata
  • Orientamento a nord senza possibilità alternative
  • Previsione di trasferimento entro 5-6 anni
  • Tetto in condizioni precarie che richiede rifacimento

🔍 Miti Comuni da Sfatare

❌ MITO #1: "I pannelli funzionano solo con il sole diretto"

✅ REALTÀ:

I pannelli producono energia anche con cielo nuvoloso, seppur con rendimento ridotto (15-30% della capacità). La tecnologia moderna è molto più efficiente di un tempo. Anche in Germania, paese con meno sole dell'Italia, il fotovoltaico è diffusissimo.

❌ MITO #2: "Sono troppo costosi, non si ripagano mai"

✅ REALTÀ:

I prezzi sono calati del 70% negli ultimi 10 anni. Con le detrazioni fiscali, il tempo di ritorno medio è di 6-8 anni, a fronte di una vita utile di 25-30 anni. Negli ultimi 15-20 anni l'impianto produce energia praticamente gratis.

❌ MITO #3: "Richiedono molta manutenzione"

✅ REALTÀ:

I pannelli solari hanno parti mobili zero. La manutenzione si limita a: pulizia annuale (150-200€), controllo visivo periodico, verifica inverter. Molto meno impegnativo di una caldaia a gas.

❌ MITO #4: "Sono brutti e rovinano l'estetica della casa"

✅ REALTÀ:

Esistono pannelli completamente neri, pannelli integrati nelle tegole, soluzioni estetiche moderne che si integrano perfettamente. Molte nuove costruzioni li includono già nel progetto architettonico. Inoltre, aumentano il valore dell'immobile.

❌ MITO #5: "Producono inquinamento nella fabbricazione"

✅ REALTÀ:

L'energia necessaria per produrre un pannello viene recuperata in 1-3 anni di funzionamento. Per i restanti 22-27 anni, l'impianto produce energia pulita. Il bilancio ambientale è largamente positivo. Inoltre, i pannelli sono riciclabili al 95%.

❌ MITO #6: "Se vendo casa, perdo l'investimento"

✅ REALTÀ:

Un impianto fotovoltaico aumenta il valore dell'immobile del 10-20%. La casa diventa più appetibile sul mercato, con classe energetica superiore e bollette ridotte dimostrabili. Le detrazioni fiscali residue sono trasferibili al nuovo proprietario.



📋 Come Confrontare i Preventivi

Elementi Essenziali da Verificare

1. Specifiche Tecniche Complete
  • Marca e modello pannelli (con scheda tecnica)
  • Potenza nominale e tolleranza
  • Efficienza dei moduli
  • Coefficiente di temperatura
  • Garanzia prodotto e performance
2. Inverter
  • Tipo (stringa, micro-inverter, ibrido)
  • Marca e modello
  • Efficienza europea
  • Garanzia (minimo 5 anni)
  • Predisposizione per batterie future
3. Strutture di Montaggio
  • Materiale (alluminio, acciaio inox)
  • Sistema di fissaggio al tetto
  • Certificazioni antisismiche
  • Resistenza al carico neve/vento
4. Servizi Inclusi
  • Sopralluogo tecnico
  • Progettazione e pratiche autorizzative
  • Collegamento al GSE
  • Collaudo e certificazione
  • Formazione all'uso
  • Sistema di monitoraggio
5. Garanzie e Assistenza
  • Garanzia pannelli: minimo 25 anni su performance
  • Garanzia inverter: minimo 5 anni
  • Garanzia installazione: minimo 2 anni
  • Tempi di intervento in caso di guasto
  • Numero verde assistenza
6. Costi e Tempi
  • Prezzo totale chiavi in mano
  • Dettaglio costi componenti vs manodopera
  • Eventuali costi extra (ponteggi, trasferte, etc.)
  • Modalità di pagamento
  • Tempistiche installazione

🚩 Red Flags - Segnali di Allarme

  • Preventivo senza sopralluogo: impossibile fare stime accurate senza vedere il sito
  • Prezzo troppo basso: se è 30-40% sotto la media, qualcosa non torna
  • Pressione per firmare subito: "offerta valida solo oggi" è una tecnica di vendita aggressiva
  • Mancanza di certificazioni: verificare sempre le credenziali dell'installatore
  • Garanzie vaghe: tutto deve essere nero su bianco nel contratto
  • Pagamento anticipato totale: normale pagare acconti, ma mai il 100% prima dei lavori

⏱️ Timeline: Cosa Aspettarsi dall'Ordine all'Attivazione

📞 Settimana 1-2: Primo Contatto e Sopralluogo

Cosa succede: Contatti l'installatore, fissi un appuntamento. Tecnico viene a casa, analizza il tetto, misura, fotografa, controlla il quadro elettrico.

Cosa devi fare: Avere pronte le bollette degli ultimi 12 mesi, comunicare abitudini di consumo, esprimere eventuali vincoli estetici o di budget.

📄 Settimana 3: Preventivo e Progettazione

Cosa succede: Ricevi preventivo dettagliato con simulazione di produzione, ROI, scelta componenti. Se accetti, inizia la progettazione tecnica.

Cosa devi fare: Confrontare con altri preventivi, fare domande, verificare referenze, firmare contratto se soddisfatto.

🏛️ Settimana 4-7: Pratiche Burocratiche

Cosa succede: L'installatore gestisce: richiesta connessione al gestore elettrico, eventuale pratica edilizia comunale (CILA/PAS), registrazione GSE per scambio sul posto.

Cosa devi fare: Fornire documenti richiesti (visura catastale, planimetria, documento identità), firmare deleghe.

Nota: Questa è spesso la fase più lunga e imprevedibile.

📦 Settimana 8: Arrivo Materiali

Cosa succede: I componenti arrivano al magazzino dell'installatore. Vengono verificati e preparati.

Cosa devi fare: Confermare la data di installazione, preparare l'accesso al tetto (rimuovere oggetti, liberare passaggi).

🔧 Settimana 9: Installazione Fisica

Cosa succede: Squadra di 2-4 tecnici lavora 1-3 giorni (dipende dalla complessità). Montano strutture, fissano pannelli, cablano, installano inverter.

Cosa devi fare: Essere presente o delegare qualcuno, garantire accesso a corrente e acqua, verificare che tutto proceda secondo piano.

Durata tipica: Casa monofamiliare 6 kW = 2 giorni

🔌 Settimana 10-13: Allaccio e Attivazione

Cosa succede: Gestore elettrico installa nuovo contatore bidirezionale, effettua i collegamenti, attiva l'impianto.

Cosa devi fare: Essere presente per firma verbali, ricevere istruzioni su monitoraggio, verificare il funzionamento.

✅ Settimana 14+: Operatività e Monitoraggio

Cosa succede: Impianto produce energia, dati vengono monitorati via app, bollette iniziano a scendere.

Cosa devi fare: Controllare regolarmente la produzione, segnalare anomalie, adattare consumi alle ore di picco solare.

💡 Consiglio Pro

Pianifica l'installazione in primavera (marzo-maggio). Motivi: (1) condizioni meteo favorevoli, (2) inizio a produrre nei mesi più soleggiati, (3) installatori meno ingolfati rispetto all'autunno.



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Oltre all'impianto principale (che deve essere installato da professionisti certificati), esistono prodotti complementari che puoi acquistare autonomamente per migliorare l'efficienza o il monitoraggio del tuo sistema solare.

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⚠️ Importante

I prodotti elencati sono accessori complementari. L'impianto fotovoltaico principale (pannelli, inverter, strutture) DEVE essere acquistato e installato esclusivamente da installatori certificati. Non tentare mai installazioni fai-da-te del sistema principale per motivi di sicurezza, garanzie e normative.

🎯 Checklist Finale: Sei Pronto per il Solare?

✅ Situazioni Ideali

  • Bolletta elettrica oltre 800€/anno
  • Tetto esposto sud/sud-est/sud-ovest
  • Minimo 25-30 mq di superficie disponibile
  • Tetto in buone condizioni strutturali
  • Assenza di ombreggiamenti significativi
  • Permanenza prevista oltre 7-8 anni
  • Consumi concentrati nelle ore diurne
  • Budget disponibile o accesso a finanziamento

⚠️ Quando Valutare Meglio

  • Consumi molto bassi (sotto 1.500 kWh/anno)
  • Tetto ombreggiato la maggior parte del giorno
  • Orientamento a nord senza alternative
  • Tetto da ristrutturare a breve
  • Vincoli paesaggistici/condominiali
  • Previsione di vendita casa entro 3-4 anni
  • Impossibilità di investimento iniziale
  • Zona ad alto rischio grandine senza assicurazione

🚀 I Prossimi Passi

  1. Analizza le tue bollette degli ultimi 12 mesi per capire i consumi reali
  2. Controlla il tuo tetto su Google Maps/Street View per orientamento e ombreggiamenti
  3. Richiedi almeno 3 preventivi da installatori certificati della tua zona
  4. Verifica recensioni online e chiedi referenze di clienti precedenti
  5. Confronta con attenzione usando la checklist fornita in questa guida
  6. Calcola il ROI personalizzato con i tuoi dati reali di consumo
  7. Verifica incentivi attivi nella tua regione (possono esserci bonus locali)
  8. Pianifica l'installazione preferibilmente in primavera

💡 Il Consiglio Più Importante

Il fotovoltaico domestico non è una spesa, è un investimento. Come ogni investimento, richiede analisi, pianificazione e scelta di partner affidabili. Non farti prendere dalla fretta, ma nemmeno dall'indecisione eterna. I prezzi dell'energia continueranno a salire, mentre la tecnologia solare è ormai matura e collaudata. Se hai le condizioni giuste (tetto adatto, consumi sufficienti, permanenza prevista), è molto probabile che il fotovoltaico sia una scelta vincente per il tuo portafoglio e per l'ambiente.

📢 Testimonianza Finale - Marco (installatore)

"Dopo 15 anni in questo settore, posso dire che non ho mai visto un cliente pentito di aver installato pannelli solari. Ci sono stati clienti insoddisfatti dell'installatore scelto, clienti che avrebbero voluto un impianto più grande, clienti che avrebbero preferito aggiungere subito le batterie. Ma nessuno, ripeto nessuno, mi ha mai detto 'avrei preferito non farlo'. Questo la dice lunga sulla validità dell'investimento. Il segreto è informarsi bene, scegliere con attenzione e avere aspettative realistiche. Il solare non ti farà diventare ricco, ma ti darà energia pulita, bollette più leggere e la soddisfazione di contribuire a un futuro migliore."

☀️ Conclusione

Il percorso verso l'indipendenza energetica inizia con una decisione informata. Hai ora tutti gli strumenti per valutare se il fotovoltaico è adatto alla tua situazione: conosci i costi reali, gli incentivi disponibili, i tempi di ritorno, i miti da sfatare e come scegliere l'installatore giusto.

Ricorda che ogni tetto è diverso, ogni famiglia ha esigenze uniche. Non esiste una soluzione universale, ma esiste sicuramente una soluzione ottimale per te. L'importante è non basare la decisione solo sul prezzo, ma valutare qualità, affidabilità, garanzie e, soprattutto, affidarti a professionisti competenti.

Il sole splende gratis ogni giorno sopra il tuo tetto. Sta a te decidere se trasformarlo nella tua centrale energetica personale.

Il momento migliore per installare pannelli solari?

Ieri. Il secondo momento migliore? Oggi.

☀️ Solare a Portata di Casa

Guida completa all'installazione di impianti fotovoltaici domestici

Le informazioni contenute in questa guida hanno scopo informativo. I nomi delle persone sono di fantasia, ma i concetti sono reali.
Per decisioni di investimento consultare sempre professionisti certificati e verificare gli incentivi vigenti nella propria regione.

lunedì 18 novembre 2024

ALLPowers: La Sorgente di Energia Rinnovabile per un Futuro Sostenibile

 Nel mondo in rapida evoluzione, la ricerca di fonti di energia rinnovabile è diventata una priorità assoluta. ALLPowers è una delle aziende leader in questo settore, impegnata a fornire soluzioni innovative e sostenibili per soddisfare le esigenze energetiche del futuro. 

In questo articolo, esploreremo le principali caratteristiche e benefici di ALLPowers e come possano contribuire a creare un mondo più verde e sostenibile.


La missione di ALLPowers:

ALLPowers è un'azienda che si concentra sulla ricerca e lo sviluppo di tecnologie rinnovabili per generare energia pulita e sostenibile. 

La loro missione è quella di fornire soluzioni innovative e efficienti per ridurre la dipendenza dalle fonti di energia fossile e mitigare l'impatto ambientale negativo. 

Con un team di esperti e ingegneri altamente qualificati, ALLPowers è in grado di offrire soluzioni personalizzate per soddisfare le esigenze specifiche dei clienti.


Tecnologie rinnovabili:

ALLPowers offre una gamma completa di tecnologie rinnovabili, tra cui:

- Pannelli solari: ALLPowers fornisce pannelli solari di alta qualità per generare energia elettrica da fonti rinnovabili.

-Ventilatori eolici: La società offre soluzioni di generazione di energia elettrica da vento, utilizzando tecnologie avanzate per massimizzare l'efficienza.

- Sistemi di accumulo: ALLPowers fornisce sistemi di accumulo per conservare l'energia elettrica generata dalle fonti rinnovabili, garantendo una continuità di servizio.


Benefici per l'ambiente:

La scelta di ALLPowers per le tecnologie rinnovabili offre numerosi benefici per l'ambiente, tra cui:

- Riduzione delle emissioni di gas serra: Le fonti di energia rinnovabili contribuiscono a ridurre le emissioni di gas serra, mitigando il cambiamento climatico.

- Conservazione delle risorse: Le tecnologie rinnovabili aiutano a conservare le risorse naturali, riducendo la dipendenza dalle fonti di energia fossile.

- Miglioramento della qualità dell'aria: La generazione di energia pulita riduce la produzione di inquinanti atmosferici, migliorando la qualità dell'aria.


In conclusione:

ALLPowers è un'azienda leader nel settore delle tecnologie rinnovabili, impegnata a fornire soluzioni innovative e sostenibili per soddisfare le esigenze energetiche del futuro. 

Con la loro gamma completa di tecnologie rinnovabili e la loro missione di ridurre l'impatto ambientale negativo, ALLPowers è un partner ideale per chi cerca di creare un mondo più verde e sostenibile.


venerdì 15 maggio 2015

Energia dalle piante: alcuni studenti liceali produrranno energia fotovoltaica a costo ridotto utilizzando le piante.






Energia dalle piante: gli scienziati vanno al liceo

L'Itis Avogadro di Torino esporrà ad Expo 2015 il suo progetto rivoluzionario nel campo dell'energia rinnovabile. Grazie alla tecnologia delle "Celle di Grӓtzel", gli studenti produrranno energia fotovoltaica a costo ridotto utilizzando le piante.



Energia del tutto "green" che proviene dalle piante?
E' possibile grazie al progetto "DSSC - Energy from Vegetables" dei ragazzi dell'Itis Avogadro di Torino che, sotto la guida del professore Antonio Mandarano e il giovanissimo universitario e aspirante ricercatore Matteo Giardino, hanno realizzato un progetto che produce energia fotovoltaica in modo totalmente rivoluzionario. I ragazzi hanno lavorato infatti sulle “Celle di Grӓtzel”, una tecnologia recente per la quale lo scopritore ha ottenuto il "Millenium Technology Grand Prize 2010", utilizzando coloranti che provengono dalle piante per ottenere un processo di fotosintesi artificiale. Il lavoro dell'Itis Avogadro è risultato vincitore nella competizione "La scuola per Expo 2015", promosso dalla Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione del Miur, e gli studenti potranno esporlo il prossimo 21 maggio al Padiglione Italia di Expo 2015.


MIRTILLI E BARBABIETOLE: IL FUTURO DELL'ENERGIA? -
Le Celle di Grӓtzel" - ha spiegato a Skuola.net Matteo Giardino - "sfruttano l'energia del sole per produrre elettricità, riproducendo in laboratorio una fotosintesi artificiale. Si tratta di energia fotovoltaica, ma più "green" ed economica di quella tradizionale. Niente silicio, che è un componente tossico, ma biossido di titanio e coloranti naturali, che insieme agli elettroliti sono i componenti necessari a produrre energia. In particolare, abbiamo visto che sono particolarmente utili i coloranti ricavati da mirtilli, barbabietole e fiori di Cristantemo". Sotto la guida di Matteo e del professore Mandarano, gli studenti dell'Itis Avogadro con a capo la talentuosa e giovanissima studentessa Irene Pomero hanno messo a punto celle che producono circa 1 volt: le presenteranno ad Expo 2015 nel Vivaio Scuole del Padiglione Italia il prossimo 21 maggio dalle 15:00 alle 16:30.





martedì 22 maggio 2012

Olio di cartamo, l’olio estratto ha la più alta percentuale di acidi grassi, circa il 90 per cento. L’agricoltura australiana si prepara a coltivarlo in grosse quantità










Gli agricoltori australiani si preparano a coltivare un nuovo tipo di cartamo, risultato dalla ricerca genetica sui semi. L’olio estratto da questo nuovo tipo di cartamo ha la più alta percentuale di acidi grassi, circa il 90 per cento, presente nelle piante.
La nuova pianta fornirà ai coltivatori di cereali australiani una opportunità unica di produrre e fornire olii vegetali sostenibili e rinnovabili che sostituiranno il petrolio nelle materie prime nella produzione di prodotti industriali.
La futura domanda mondiale di olio potrebbe richiedere più di 100.000 ettari di questo "super-olio" di cartamo, un mercato paragonabile a quello dell’industria del cotone in Australia.
ll cartamo è una pianta erbacea simile allo zenzero, con semi che contengono dal 30 al 55% di olio, di composizione accidica variabile a seconda delle varietà considerate.
L’olio di cartamo viene estratto dai semi dell’omonima pianta (Carthamus Tinctorius) e destinato soprattutto all’industria alimentare, a quella energetica (biodisel) ed alla produzione di vernici e resine. Nel tempo, infatti, le sementi sono state selezionate per soddisfare i requisiti dei vari settori di utilizzo.
Il dottor Allan Green, Vice Capo del CSIRO Plant Industry, ha detto che l’olio di cartiamo innovativo combina un’elevata purezza per la produzione chimica industriale con una grande stabilità per l’uso diretto in lubrificanti e fluidi industriali, creando una versatile e preziosa materia prima industriale. “Gli oli vegetali contengono una serie di acidi grassi, sia monoinsaturi che polinsaturi”, ha detto il dottor Green.
“Per gli alimenti è importante usarlo in maniera equilibrata. Tuttavia, gli acidi grassi polinsaturi causano problemi nell’uso industriale, perché sono instabili e difficili da rimuovere durante la lavorazione dell’olio”, ha spiegato.
Il dottor Green ha quindi spiegato che il team di ricerca ha utilizzato la tecnologia genetica CSIRO per aumentare il livello di acido oleico nel seme, spegnendo la sua conversione in acidi grassi polinsaturi.
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lunedì 20 febbraio 2012

Fotovoltaico a Concentrazione Un Nuovo Chip Made in Italy, capaci di trasformare il 45% della luce solare ricevuta in corrente elettrica.




Una cascina appena ristrutturata fuori Piacenza, a casino Mandelli. Classica architettura lombarda di due secoli fa. Ma dentro 15 ricercatori lavorano nelle “clean room” e su macchine di frontiera a un obiettivo ambizioso. Entro due-tre anni produrre chip fotovoltaici da record, capaci di trasformare il 45% della luce solare ricevuta in corrente elettrica (oggi un pannello fotovoltaico standard arriva al 18%). E’ soprattutto lavorare su luce concentrata pari a 500 o persino mille soli equivalenti.

Fotovoltaico a Concentrazione Made in Italy

E’ l’anima dell’investimento avviato lo scorso novembre da RSE, Ricerca di sistema energetico, il centro pubblico (ex Cesi-ricerca) controllato dal GSE, e dedicato agli studi a lungo termine sulle frontiere dell’energia. “Il nuovo laboratorio di Piacenza fa parte di un progetto europeo Apollon, che ormai due anni – spiega Stefano Basseghini, amministratore delegato di RSE -. E’ un programma con 16 partner e da 12 milioni di euro su 5 anni di cui RSE è il coordinatore. L’obiettivo è sviluppare sistemi fotovoltaici a concentrazione e ad alta efficienza a costi competitivi con pannelli fotovoltaici tradizionali. E aprire anche una nuova partita industriale, europea, su un fotovoltaico ormai dominato dalle produzioni cinesi.

Di che si tratta è presto detto: i chip solari prodotti a Piacenza sono piastrine translucide di due millimetri quadrati. Piccolissime. Ma sopra di loro sistemi ottici a lenti e specchi concentrandola radiazione solare mille volte. La dissipazione del calore deve essere perfetta. E il supporto deve muoversi con precisione sull’allineamento al sole, non superando scostamenti di due gradi. In queste condizioni il sistema a concentrazione può produrre energia elettrica, per ogni chip solare, con un rapporto pari a sette metri quadri di pannelli fotovoltaici tradizionali.Con un risparmio di spazio, alta produttività solare e insensibilità alle variazioni di temperatura tali da rendere questa tecnologia molto allettante – spiega Besseghini – soprattutto per chi vuole produrre energia da rinnovabili su vasta scala, come imprese o utilities”.

Superare il Record di Efficienza Attuali

C’è però un problema di costi. Nei primi due anni Apollon ha lavorato sull’ottimizzazione delle tecnologie esistenti (micro-solari, ottiche, meccanica di precisione). “Ora però si tratta di andare oltre, fino a raggiungere l’obiettivo di due euro per watt, dai sette-otto attuali. A quella soglia il fotovoltaico a concentrazione comincerà a “mordere” sul mercato”, prevede Besseghini....
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venerdì 8 aprile 2011

Plastica ricavata dalla frutta

La plastica del futuro potrà essere ricavata dalle fibre naturali della frutta. Sarà più leggera e più resistente

Grazie alle microfibre di frutti come ananas, cocco e banane verrà costituita la plastica del futuro. Un tipo di plastica più leggera del 30% e, paradossalmente, di 3 – 4 volte più resistente. Ma il grande vantaggio è il fatto che sarà completamente rinnovabile.
 
Ideatori della plastica composta da fibre di frutta sono un team di ricercatori dell’Università di San Paolo, in Brasile. La loro invenzione è stata presentata al National Meeting & Exposition dell’American Chemical Society.
 
A discapito della plastica prodotta dal petrolio, quella ricavata dalle fibre naturali, spiegano i ricercatori, possiede una resistenza simile al kevlar, ovvero il materiale con il quale vengono prodotti i giubbotti antiproiettile.
 
Insomma, la plastica del futuro potrà diminuire drasticamente l’inquinamento provocato da quella attuale. C’è però da chiedersi quante foreste verranno devastate al fine di creare campi atti alla coltivazione di frutta.

Fonte: http://www.ticinonews.ch/

mercoledì 29 dicembre 2010

Inquinamento ambientale: dalla Francia un aiuto viene fornito dalle piante

La lotta contro l'inquinamento in Francia può trarre benefici dall'aiuto di alcune piante.
Si tratta di quello che viene ormai definita fitodecontaminazione, di cui abbiamo già parlato nel precedente post:  Arrivano le piante mangia-metalli. Come risanare, con la coltivazione di piante, i terreni inquinati da metalli pesanti a causa delle attività umane.


Tale tecnica consiste nell’utilizzare alcune piante e i diversi microrganismi presenti nelle loro radici per togliere dalle acque di scarico e dai terreni che si trovano presso le zone industriali le sostanze nocive responsabili dell’inquinamento ambientale e dei danni ambientali da esso provocati.
La soluzione è stata adottata con successo sia dai piccoli centri che da grandi città, insieme alle opportunità offerte dai consueti depuratori.


Tutto dipende dal tipo di impatto ambientale che riusciamo a mettere in atto. È vero che l’impatto ambientale può essere ridotto accumulando di meno, in vista di un consumo ecocompatibile. Ma non basta solo questo. A volte per portare beneficio contro gli effetti dell’inquinamento si può ricorrere a metodi alternativi, come appunto il fitorimedio. Quest’ultimo è riuscito a determinare una qualità migliore dell’acqua e una trasformazione del paesaggio all’insegna della natura. In certi casi l’acqua è addirittura diventata balneabile e sono stati messi a punto giardini, con i quali è stato possibile nascondere alla vista le fabbriche.



Naturalmente bisognerebbe tenere presente che il metodo ha anche dei limiti. Per essere applicato occorrono dei terreni spaziosi e i vantaggi riscontrabili richiedono la messa in atto di un percorso più lungo nel tempo rispetto a quello garantito dalla depurazione chimica. Tuttavia l’aiuto messo a disposizione dalle piante contro l’inquinamento delle acque e del suolo non è affatto da sottovalutare, se si vuole rientrare nella classifica dei Paesi più ecologici in fatto di sostenibilità ambientale.


Fonte: Ansa

martedì 21 dicembre 2010

Arrivano le piante mangia-metalli. Come risanare, con la coltivazione di piante, i terreni inquinati da metalli pesanti a causa delle attività umane.

Recenti studi hanno dimostrato l'efficacia della fitodecontaminazione, mediante cui, girasoli, mais e brassica possono essere impiegati come sistemi di disinquinamento.

"Elevate concentrazioni di metalli in forma diffusa e parcellizzata quali polveri, microparticelle presenti nell'aria, nel suolo e nelle acque", spiega Franco Gambale, direttore dell'Istituto di biofisica (Ibf) del Cnr di Genova, "possono avere gravi conseguenze sulla salute umana e tra i metalli pesanti il piombo è l'elemento più diffuso. Le tecniche utilizzate fino a oggi, con elementi chimici, hanno limiti oggettivi sia per i costi di bonifica delle aree interessate, sia per gli effetti successivi al trattamento: perdita della fertilità e altre gravi alterazioni di natura chimica, fisica e biologica, tali che le aree inquinate rimangono inutilizzate per decine di anni".

La fitodecontaminazione, al contrario, è un processo di purificazione naturale, in quanto, continua il direttore dell'Ibf-Cnr "sfrutta la capacità delle piante di assorbire elementi e composti dal suolo per poi concentrarli nelle parti mietibili (fusto e foglie). Le piante in questione, se opportunamente trattate con sostanze dette chelanti, che servono a rendere estraibili i metalli inquinanti, funzionano come pompe che operano a energia solare, in grado di assorbire dall'acqua e dal terreno non solo i sali minerali necessari per la propria sussistenza, ma anche elementi tossici minerali e/o organici".
 
Espletata la loro funzione, le piante vengono raccolte e incenerite a bassa temperatura, in modo da evitare la reimmissione degli agenti inquinanti nell'atmosfera e da restituire all'uomo, e alle sue attività, suoli prima perduti.

Ma i benefici non si limitano a questo. "La biomassa ottenuta", prosegue Gambale, "può essere utilizzata per generare gas da impiegare per la produzione di energia e i residui minerali possono essere riciclati o inglobati, per esempio, in matrici cementizie. Le ceneri possono infine essere smaltite in discariche attrezzate a costi di gran lunga inferiori rispetto a quelli necessari per lo smaltimento del suolo, in considerazione del minor volume del materiale contaminato".

Alcuni anni fa, nel comune di Arcola, in provincia di La Spezia, su un terreno contaminato da piombo adiacente a uno stabilimento industriale, è stata effettuata una prima sperimentazione di bonifica con la tecnica della fitodecontaminazione. L'esperimento faceva parte del progetto ‘PhyLeS', coordinato dal Cnr. I risultati ottenuti sono stati incoraggianti, mostrando l'efficacia del sistema, che può essere utilizzato anche in presenza di altri inquinamento da piombo, quanto di elementi come il cadmio.

"Con alcuni accorgimenti derivati dai risultati della sperimentazione - conclude Gambale - riteniamo sia possibile un miglioramento della metodica che potrebbe consentire di ridurre il tempo di decontaminazione a circa 20 anni. Un risultato apprezzabile se si considera che gli approcci chimico-fisici tradizionali sono certamente più veloci, ma costosi e per nulla ecosostenibili".

Scritto da: Emanuele Grimaldi
Fonte: cnr

giovedì 16 settembre 2010

Detrazioni casa, ancora tre mesi di tempo, ma cosa bisogna fare?

Il 31 dicembre scade il termine ultimo per la detrazione del 55% sulle spese di riqualificazione. Meglio affrettarsi!
Nell'attesa di capire se dal Governo l’age­volazione verrà rinnovata anche per il prossimo anno, è importante ricordare che ci sono ancora poco più di tre mesi di tempo per usufruire della detrazione fiscale del 55% sulle spese sostenute per la riqualificazione ecologica degli immobili da ristrutturare. In assenza di nuove proroghe (che potrebbero essere inserite nella Finanziaria 2011), il prov­vedimento scadrà il prossimo 31 dicembre: è dunque necessario affrettarsi per completare i lavori di ristrutturazione e di adeguamento ai nuovi standard ambientali e presentare tutta la documentazione necessaria per accedere all’agevolazione.

Una proroga necessaria
E' importante che il provvedimento venga rinnovato anche per il prossimo anno poiché, oltre ai vantaggi della detrazione fiscale per i cittadini, ristrutturare un’abitazione seguendo le indicazioni di soste­nibilità ambientale:

- comporta sensibili risparmi in bolletta per gli utenti. Oltre al beneficio diretto dello sconto fi­scale c’è anche quello indiretto dei minori costi per riscaldare (o raffreddare) la casa;

- può arrivare a dimezzare la quantità di ani­dride carbonica emessa dalle abitazioni, con­tribuendo in maniera evidente alla salvaguardia dell’ambiente (l’Italia è il Paese europeo con il maggior coefficiente di inquinamento in ter­mini di Co2 emessa in atmosfera tramite i fumi prodotti dalle abitazioni);

- riduce il ricorso al lavoro nero e al sommerso grazie all’obbligo di trasparenza nei pagamenti e nella fatturazione, contribuendo a ridurre l’evasione fiscale e a incentivare l’occupazione regolare nel settore edilizio.





Anche lo Stato ci guadagna!
Il provvedimento rappresenta un buon inve­stimento anche per le stesse casse dello Stato, il quale recupera la riduzione degli introiti fiscali della detrazione grazie all’aumento del gettito Iva delle aziende edili impegnate nelle ristrutturazioni. Infatti, il settore delle costru­zioni, nei soli primi due anni della campagna, ha beneficiato del provvedimento registrando un aumento della domanda di ristrutturazioni e riqualificazioni per un valore economico com­plessivo di circa 5 miliardi di euro.

Gli interventi detraibili
Lo Stato concede detrazioni fiscali (attraverso una riduzione dell’imponibile netto da inserire nella dichiarazione dei redditi) per una serie di interventi di ristrutturazione edilizia che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e che riguardino le spese sostenute per le seguenti quattro tipologie di intervento:

- riduzione del fabbisogno energetico per il ri­scaldamento, il raffreddamento, la ventilazione e l’illuminazione;

- miglioramento termico dell’edificio (so­stituzione di finestre, comprensive di infissi,coibentazioni, posa di nuovi pavimenti);

- installazione di pannelli solari per il riscalda­mento dell’acqua;

- sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (riscaldamento).

L’agevolazione fiscale consiste nel riconosci­mento di una detrazione d’imposta pari al 55% delle spese sostenute, da ripartire in cinque rate a scadenza annuale di pari importo, entro un limite massimo di detrazione che varia in base al tipo di interventi di ristrutturazione effettuati sull’immobile.

I requisiti indispensabili
La condizione fondamentale per usufru­ire dell’agevolazione è che gli interventi siano eseguiti su abitazioni già esistenti (la detrazione non si applica cioè a eventuali lavori sul nuovo).Inoltre, tranne nel caso della posa dei pannelli solari, l’abitazione oggetto dei lavori deve essere riscaldata. Per dimostrare l’esistenza dell’edificio, occorre l’iscrizione al Catasto o la ricevuta del pagamen­to dell’Ici. Ciò significa che non sono detraibili le spese sostenute durante la costruzione dell’im­mobile, anche se finalizzate alla realizzazione di un’abitazione a elevata efficienza energetica. Per quanto riguarda le caratteristiche che defi­niscono un “immobile riscaldato”, per l’Agenzia delle entrate questa prescrizione è soddisfatta se nell’abitazione sono presenti apparecchi fissi (come stufe e caminetti) capaci di erogare una potenza non inferiore ai 15 kW. In caso invece di lavori di riqualificazione effet­tuati su edifici demoliti, la ricostruzione dovrà essere il più possibili “fedele” all’originale, tanto che se l’immobile viene ampliato la detrazione non può essere riconosciuta.

A chi spetta la detrazione
Sebbene il limite di spesa su cui calcolare la de­trazione si riferisce alla singola unità immobi­liare, è possibile suddividere l’importo della de­trazione anche fra più soggetti, dividendola in base alle rispettive quote di sostenimento della spesa. Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile su cui si intende operare la ristrut­turazione. In particolare, possono richiedere la detrazione oltre che i proprietari e gli usufrut­tuari, anche i condomini (per gli interventi sulle parti comuni del condominio), gli inquilini e i comodatari.

Sono inoltre ammessi alla detrazione anche i familiari conviventi (il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado) che contribuiscono alle spese per la realizzazio­ne dei lavori, a condizione tuttavia che la convi­venza sia in atto dall’inizio dei lavori di riquali­ficazione. Facciamo un esempio: se la moglie è proprietaria della casa o dell’appartamento su cui vengono eseguiti i lavori e se le spese ven­gono sostenute dal coniuge perché lei non ha reddito per poter sfruttare la detrazione, sarà il marito a poter usufruire dell’agevolazione.




Gli interventi ammessi
Le spese per le quali è possibile usufruire della detrazione comprendono, oltre ai costi per i la­vori edili legati all’intervento, anche quelli per le prestazioni professionali necessarie sia per la realizzazione degli interventi agevolati sia per acquisire la certificazione energetica richiesta per accedere al beneficio. In generale, si può quindi dire che sono detraibili tutte quelle spese necessarie al lavoro di ristrut­turazione: l’importante è che sia un tecnico abilitato a individuare le spese strettamente connesse alla riqualificazione.

La riqualificazione energetica
Per interventi di riqualificazione energetica si intendono tutti quei lavori che incidono, miglio­randola, sulla prestazione energetica dell’edifi­cio. Motivo per cui la condizione imprescindibi­le per ottenere la detrazione è che gli interventi debbano interessare l’intero edificio e non solo una singola parte. Ricordate però che l’acquisto dei pannelli foto­voltaici (cioè i pannelli solari per la produzione di energia elettrica e non di acqua calda) non è soggetto alla detrazione fiscale, poiché rientra già nel programma di incentivazione del cosid­detto Conto Energia.

Il miglioramento termico
Concerne gli interventi su coperture, pavimenti, pareti e finestre (comprensive di infissi). Nel caso di sostituzione degli infissi, sono considerate detrai­bili anche le strutture accessorie che hanno effetto sulla dispersione del calore, come tapparelle, ante e persiane. A determinate condizioni, possono inoltre beneficiare del provvedimento anche le sostituzioni di porte e portoni d’ingresso. Per gli infissi, la procedura è stata semplificata: infatti basta presentare la scheda informativa degli interventi realizzati (il cosiddetto “allegato F”) compilabile e scaricabile direttamente dal sito dell’Enea (www.enea.it), l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economi­co sostenibile.

I pannelli solari
L’intervento agevolabile riguarda quello che prevede l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda destinata all’uso do­mestico. È da ricordare che, a partire dal 2008, non è più necessario per questo tipo di lavori presentare l’attestato di certificazione ener­getica. Inoltre, nell’ipotesi di autocostruzione dei pannelli, è sufficiente l’attestato di parte­cipazione a un apposito corso di formazione in sostituzione dell’asseverazione. Sono detraibili anche le spese per la fornitura e la posa in opera delle apparecchiatu­re, nonché i lavori idraulici ed edili necessari per la realizzazione dell’impianto.

Climatizzazione invernale
Si tratta della sostituzione - integrale o parzia­le - degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di caldaie a con­densazione e della contemporanea messa a punto del sistema di distribuzione dell’acqua all’interno dell’abitazione. In questo caso, per usufruire della detrazione fiscale è necessario sostituire completamente l’impianto preesi­stente e installare la nuova caldaia: non sono quindi detraibili le spese per l’installazione di sistemi di climatizzazione invernale in edifici che ne erano sprovvisti. Dal 2008, l’agevolazione è stata ampliata anche alla sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici. Inoltre, per la sostituzione degli im­pianti di climatizzazione non è più necessario presentare il certificato di qualificazione ener­getica previsto per gli altri interventi.

Fonte: Altroconsumo.it

giovedì 22 luglio 2010

Serre fotovoltaiche: partono in Sardegna i primi progetti per coltivare senza impatto ambientale.

Prima in Italia, la Sardegna nell'arco di tre anni istallerà 500 MW fotovoltaici derivanti dalla realizzazione di dieci impianti in serra. Si potrà quindi produrre contemporaneamente energia da fonte rinnovabile e prodotti ortofrutticoli o florovivaistici sotto un tetto di moduli solari.

Settecento ettari di serre dove potranno lavorare migliaia di persone. "Si tratta di una rivoluzione per il futuro dell’agricoltura sarda, ma anche per l’ambiente e l’occupazione. Ora tocca al turismo: l’agricoltura multifunzionale dovrà andare sempre più a braccetto anche con il settore dell’ospitalità", ha dichiarato Andrea Prato, l’assessore regionale all’Agricoltura.
 
Impatto ambientale ed emissioni pari a zero saranno possibili anche grazie allo sfruttamento del “decreto salva-Alcoa” che consentirà di mantenere stabile il prezzo al consumo dell’energia permettendo di usufruire del medesimo incentivo sul Conto Energia.

Il progetto fotovoltaico in serra, una volta realizzato, andrà a fornire 750 milioni di kilowattora pari al fabbisogno di 200mila famiglie, la metà degli abitanti della Sardegna, e raggiungendo quelli che attualmente sono gli standard attribuiti alle regioni del nord Italia che sfruttano l’idroelettrico ma con un impatto ambientale neanche lentamente comparabile.

Grazie al fotovoltaico sardo sarà evitato il consumo di 181 tonnellate di petrolio (TEP) e la produzione di emissioni di CO2 pari a 543 tonnellate.

Fonte: http://www.repubblica.it/

lunedì 7 giugno 2010

SOS salviamo i coralli, sperimentata una nuova tecnica, una sorta di giardinaggio marino, basta trapiantare rametti di corallo rotti sulle barriere coralline e presto si riprodurranno.

Le barriere coralline del mondo sono a richio estinzione, cominceranno a disintegrarsi entro la fine del secolo, come conseguenza dell'aumento di anidride carbonica che rende gli oceani più acidi. L'allarme è stato lanciato dagli scienziati che hanno identificato il 'punto di non ritorno' dell'ecosistema dei coralli, ovvero il momento in cui la capacità delle barriere di rigenerarsi verrà sorpassata dalla velocità con cui si disgregano.

Tra i numerosi rimedi che sono stati ipotizzati o messi in campo per la salvaguardia delle barriere è stata prospettata una soluzione semplice ed economica per tenerle in vita rigogliose. Si tratta di una sorta di giardinaggio marino: basta trapiantare rametti di corallo rotti sulle barriere coralline e questi nel giro di qualche anno formeranno nuovi grandi coralli adulti, del tutto reintegrati nella barriera.

Questa tecnica è stata testata con successo al largo delle Isole Vergini britanniche le cui barriere coralline sono messe a dura prova dalle tempeste. Non serve essere un giardiniere esperto per sapere che piantando un rametto rotto ne può nascere una nuova pianta grande e rigogliosa: il rametto (o talea) interrato emette radici e genera un nuovo individuo.
Gli esperti hanno provato a fare lo stesso con pezzi di corallo: hanno 'piantato' rametti di corallo danneggiati, scoprendo nel giro di pochi mesi molte di queste microcolonie 'attecchiscono' a perfezione e in alcuni anni riescono a formare nuovi grandi banchi corallini.

Le barriere coralline attualmente sono condannate a scomparire quasi totalmente, considerando che la loro salute è legata alla crescita delle temperature e all'acidificazione degli oceani, oltre che allo sviluppo delle coste, all'eccessivo sfruttamento delle risorse ittiche e all'inquinamento.
Dal 1950 è già scomparso il 20% delle barriere coralline, un altro 20% è a rischio di collasso, mentre il 58% è minacciato dalle attività umane (di cui l'80% nel Sudest asiatico).

Fonte: ANSA