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venerdì 13 aprile 2012

Celiachia news del 13 aprile 2012:






FRAGAGNANO - L'associazione "Gruppo Famiglia Speranze Nuove ... 
ManduriaOggi
Dopo il successo degli scorsi anni, l'associazione "Gruppo Famiglia Speranze Nuove" di Fragagnano, insieme al Comitato Autonomo Gluten Sensitivity Puglia e AIC (Associazione Italiana Celiachia Regione Puglia), con il patrocinio del Comune di Fragagnano ...

Convegno su celiachia, asma, allergia respiratoria e anafilassi 
ParmaToday 
Specialisti di diverse discipline, provenienti da tutta Italia, si confronteranno su celiachia, asma, allergia respiratoria e anafilassi. La prima sessione dei lavori sarà dedicata alla malattia celiaca e alla nuova “gluten hypersensitivity”, ...

Cibi anti-cancro fin da piccoli: sarà possibile
Mamme Domani 
... proprietaria del marchio Plasmon, per progettare alimenti e molecole capaci di stimolare le difese immunitarie dei bambini con lo scopo di ridurre il rischio di malattie come le allergie, le infiammazioni, la celiachia e soprattutto alcuni tumori.

IEO e Heinz per i bambini: un accordo per la ricerca 
nGusto
del marchio Plasmon, hanno deciso di collaborare per sviluppare prodotti, alimenti e molecole funzionali che possano aiutare le difese immunitarie dei bambini, per una maggiore protezione contro allergie, infiammazioni, celiachia e tumori.

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mercoledì 21 settembre 2011

glutine: scoperta una nuova patologia legata a questo enzima, presente in alcuni cereali




Di problemi alla salute, il glutine ne dava già parecchi. Sono diversi i soggetti, in Italia e nel mondo, che manifestano intolleranza o allergia a questo elemento e sono impossibilitati a mangiare prodotti a base di frumento, orzo o segale.

Si conoscevano già l’allergia al glutine e la celiachia, come patologie strettamente legate a questo elemento naturale. Ma ora si è scoperto un nuovo problema, ancora in fase di studio: la Sensibilità al Glutine. Colpisce il 6% della popolazione e quasi esclusivamente adulti. Si presenta con dolori intestinali, diarrea, gonfiori addominali ma anche con dolori articolari, mente annebbiata e problemi respiratori che insorgono anche alcuni GIORNI dopo l’ingestione del glutine. Dato che spesso questi sintomi vengono confusi con quelli delle allergie, intolleranze o della celiachia … occorre capire bene prima di agire.

Il primo esame da fare è l’esame del sangue, per cominciare a escludere la celiachia. Anche la biopsia intestinale può aiutare, in quanto si vede la presenza o meno di atrofia dei villi intestinali (tipica dei celiachi). Si può escludere la celiachia anche controllando le immunoglobuline A e G, entrambe scarse nei celiachi ma ben presenti in altri soggetti con disturbi intestinali. Una volta esclusa la celiachia, si potrà parlare di Sensibilità al Glutine e dare al soggetto una dieta priva di tale elemento per un certo periodo. Mentre la celiachia è permanente, la Sensibilità può lentamente regredire e con la regressione scompariranno anche sintomi e lesioni intestinali lasciati dai momenti di crisi.

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sabato 11 dicembre 2010

Il glutine nei cosmetici non fa alcun danno a coloro che soffrono di celiachia.

È proprio il caso di dirlo: una mossa pubblicitaria scorretta. Il glutine nei cosmetici non fa alcun danno a coloro che soffrono di celiachia. Quindi è ingannevole reclamizzare l’assenza di glutine in uno stick labbra, facendo leva su un problema che tocca migliaia di persone, solo per vendere un prodotto.

Nessun rischio con i burro cacao!
Se soffri di celiachia, puoi usare un burro cacao qualsiasi perché, anche se il glutine vi è presente, la quantità che si può ingerire è trascurabile e non provoca alcun rischio.

La direttiva europea sui cosmetici ha imposto ai produttori di dichiarare espressamente in etichetta le sostanze che provocano allergie, ma il glutine non rientra nell’elenco. Non fa parte nemmeno nelle sostanze regolamentate, cioè soggette a restrizioni d’uso o obbligo di avvertenze.

Va detto che gli ingredienti contenenti glutine non sono particolarmente comuni nei cosmetici. Quando ci sono, si tratta di sostanze di origine naturale (wheat, triticum, mays, corn) con proprietà idratanti e umettanti, utilizzate principalmente nei balsami per capelli o in qualche crema.

Fonte: altroconsumo.it

mercoledì 23 giugno 2010

Prodotti da forno senza allergeni: in Usa è partita la corsa dei panificatori.

Realizzare prodotti da forno senza allergeni alimentari è l’ultima sfida che i panificatori stanno affrontando. Una delle problematiche principali riguarda il mantenimento del sapore ma, nonostante le difficoltà incontrate per ottenere risultati positivi, le statistiche indicano che questa tendenza è in continua crescita. A darne conto è stato lo scorso mese Modern Baking, rivista statunitense del settore della panificazione.

La motivazione principale di questa tendenza, riscontrata dalla Food Allergy and Anaphylaxis Network (Faan) della Fairfax (una contea dello stato della Virginia, negli Stati Uniti) è che più di 12 milioni di americani (uno ogni 25 abitanti) soffre di allergie alimentari e/o intolleranze. I CDC (Centers for Disease Control and Prevention), ossia i centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (un importante organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti d'America) hanno inoltre riferito che quattro bambini su cento soffrono di almeno un’allergia alimentare e che questo numero è aumentato del 18 per cento nel decennio che va dal 1997 al 2007.

Le allergie non sono comunque le uniche condizioni difficoltose legate all’alimentazione degli americani. La clinica di Cleveland, una città degli Stati Uniti d'America nello stato dell'Ohio, ha comunicato che l’intolleranza al lattosio, ossia l’incapacità di digerire uno degli zuccheri che si trovano nel latte, colpisce una persona su dieci. Inoltre, secondo il Celiac Disease Center della Columbia University di New York, una persona su 133 soffre di celiachia (un'intolleranza permanente alla gliadina. La componente alcool-solubile del glutine, nonché un insieme di proteine contenute in diversi cereali come il frumento, l'orzo, la segale, l' avena, il farro e il kamut).

Anche i prodotti senza latte sono in aumento. Vierhile, ricercatore dell’istituto di ricerca Datamonitor, ha notato che nei primi tre mesi di quest’anno, negli USA, la percentuale degli alimenti di questo tipo (cookies, pane e panini, e dolci e pasticcini) ha raggiunto il 4,5 percento in più rispetto al 3,1 di tutti i prodotti del 2009. I prodotti realizzati senza l’uso di arachidi e noci sono aumentati dallo 0,3 per cento del 2005 allo 0,9 per cento del 2009 e all’1,1 per cento per il primo trimestre del 2010. Tra i principali prodotti troviamo anche stavolta biscotti, pane e panini.

Leggi l'articolo completo in: http://www.fornaioamico.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1188:prodotti-da-forno-senza-allergeni-in-usa-la-corsa-e-partita&catid=1:attualita&Itemid=6

giovedì 13 maggio 2010

Chi e' allergico ai pollini potrebbe esserlo anche alla frutta. Studio eseguito dal Policlinico di Milano su 600 pazienti

Coloro che risultano allergici ai pollini degli alberi, rischiano di diventarlo anche nei confronti di alcuni tipi di frutta.
Tali piante, infatti, per poter difendersi dall'ambiente che le circonda, utilizzano alcune proteine simili ai panallergeni dei pollini arborei.

La patologia e' stata evidenziata da uno studio, condotto su 600 pazienti del Politecnico di Milano.  Mario Previdi ricercatore del Politecnico spiega che "un 31% soffre dalla 'sindrome orale allergica', un prurito-bruciore sulla lingua e sul palato mentre si mangia un frutto".

Fonte:  http://www.ansa.it/

domenica 7 febbraio 2010

attenzione ai pollini invernali, si sviluppano nei periodi freddi, da febbraio a metà marzo.

Nonostante siamo abituati a immaginare le allergie come patologie legate alla polvere di casa e soprattutto a quelle della primavera, ai pollini di graminacee, di olivo, di paritaria, facilmente individuabili proprio per la stagionalità tipica (aprile-giugno),  da qualche tempo vi sono altri insidiosi allergeni che si sviluppano nei periodi freddi e soprattutto da metà febbraio a fine marzo.

Stiamo parlando  dei pollini delle cupressacee, una grande famiglia della specie delle conifere a cui fanno parte:  il cipresso comune, la thuia e altre nuove specie importate da alcuni anni in Italia quali il cedro e il cedro giapponese.

Segue la famiglia dei ginepri che comprende diversi tipi di alberi con pollini simili dal punto di vista allergenico. Tutte queste piante si riconoscono per le tipiche foglie accartocciate come quelle del cipresso e per la formazione di bacche.

Questa famiglia di piante e' in grado di emettere migliaia di pollini al giorno e sono necessari quaranta o cinquanta pollini per metro cubo per scatenare, nei soggetti sensibili, l'allergia.

Il fenomeno allergico negli ultimi tempi e' in forte aumento. Il motivo e' dato dal fatto che molte delle suddette piante hanno trovato facile adattabilita' nelle nostre citta',  molte di esse cosiddette "esotiche", e quindi importate, vengono usate per l'abbellimento dei giardini e dei parchi, ma principalmente come siepi e soprattutto bordature.

I sintomi purtroppo spesso si confondono con quelli delle comuni virosi (raffreddori) facili in questo periodo: bruciore degli occhi, prurito del naso, rinorrea, starnuti, tosse, e qualche volta «respiro sibilante». Ma il normale raffreddore dura pochi giorni, l'allergia si prolunga e spesso è accompagnata da una classica iperemia del volto (arrossamento e bruciore). In questi casi è consigliabile praticare le prove allergologiche cutanee presso uno specialista.


La cura farmacologica ben condotta può facilmente dominare i sintomi. Raramente si sviluppa l'asma. Qualora fosse necessario, sempre su consiglio dello specialista, si può oggi praticare con sicurezza il vaccino per via infettiva e per via sublinguale.


Fonte: www.ilgiornale.it/

mercoledì 30 settembre 2009

Celiachia: una malattia che spesso non presenta sintomi evidenti, attenzione ai campanelli d'allarme

Un fastidioso gonfiore persistente dopo ogni pasto, un disturbo gastrointestinale che non vuole andare via: sono questi i segnali piu' conosciuti della celiachia, l'intolleranza permanente al glutine che determina un'infiammazione cronica e il progressivo danneggiamento della mucosa intestinale.
In Italia sanno di esserlo 75.000 persone, ma circa 500.000 aspettano ancora la giusta diagnosi: l'iter diagnostico dei pazienti parte quasi sempre dal medico di medicina generale, soprattutto nel caso di pazienti adulti. Tuttavia, se i malesseri tipici sono facilmente identificabili e noti, non sempre i segnali della celiachia sono cosi' chiari ed evidenti.

I sintomi della celiachia possono essere infatti estremamente vari, ed in alcuni casi, a prima vista assenti.

Accanto alla sintomatologia gastrointestinale piu' evidente esiste una enorme varieta' di sintomi extraintestinali, che generalmente si presentano in eta' adulta, come la dermatite erpetiforme, la poliabortivita', l'osteoporosi. Solo un ascolto attento e profondo, al momento dell'anamnesi, ai disturbi del paziente puo' far comprendere al medico di famiglia che si possa trattare proprio di intolleranza al glutine.

''Sotto l'etichetta dei cosiddetti 'sintomi extraintestinali' della celiachia si raccolgono in realta' la maggior parte delle situazioni in cui si trovano i pazienti adulti - afferma il Dottor Giuseppe Caula, gastroenterologo presso la Divisione di Medicina Interna Presidio Ospedaliero Valdese ASL TO1 di Torino e membro del comitato scientifico Dr Schar -. Molto spesso pazienti di questo tipo arrivano ad una diagnosi definitiva solo dopo un lungo percorso punteggiato da numerosi, e spesso costosi, esami clinici per verificare patologie differenti. Al contrario, un'ipotesi di diagnosi di celiachia che partisse tempestivamente gia' dal medico di medicina generale o dallo specialista potrebbe ridurre sia l'impatto economico e sociale per il SSN sia il costo emotivo di pazienti che spesso soffrono a lungo prima di iniziare a migliorare adottando la dieta senza glutine''.

Per favorire un approccio di ascolto ''tradizionale'' al momento dell'anamnesi del paziente possono essere seguite poche linee guida, che possano aiutare i medici di medicina generale o gli specialisti a ''sospettare'' di una possibile celiachia e richiedere, oltre agli esami specifici per i sintomi in questione, anche il dosaggio degli anticorpi che marcano l'intolleranza.

Ritorna a Salerno, dopo il successo della prima edizione, la kermesse “Vivace, vetrina delle intolleranze alimentari”

Dopo il successo della prima edizione, ritorna la kermesse “Vivace, vetrina delle intolleranze alimentari”, presente nei giorni 1-2-3-4 ottobre 2009 presso il Parco Salid a Salerno.

L'evento, unico nel suo genere, torna con un programma ricco di appuntamenti. Tante le novità, a partire dall'ampliamento dei temi trattati: quest'anno non si parlerà esclusivamente di alimentazione priva di glutine, (celiachia), ma anche di intolleranza al lattosio ed alle proteine del latte, così da poter offrire un quadro sempre più completo sulle tematiche in oggetto.
La manifestazione, infatti, nasce dall'esigenza di colmare un vuoto nel settore enogastronomico italiano, ancora poco attento alle esigenze ed alle problematiche relative alle intolleranze alimentari; altro obiettivo è quello di migliorare la qualità degli alimenti e della vita di coloro che soffrono di una intolleranza grave.

Durante la quattro giorni sono previsti un convegno e dei workshop a cui prenderanno parte esperti del settore medico-scientifico e commerciale. Anche quest'anno è prevista la presenza di stand espositivi, riservati alle aziende ed agli enti che hanno sposato l'iniziativa, che potranno così esporre i loro prodotti ed incontrare i consumatori, oltre che confrontarsi con gli altri operatori del settore.

Tornano anche i laboratori del senza glutine, dedicati a ristoratori e consumatori, per offrire linee guida per una corretta preparazione dei pasti e dare la possibilità di interagire con i professionisti del settore dell'azienda Molino Rivetti srl.

mercoledì 15 luglio 2009

Pronto il test genetico per scoprire se un neonato sara' allergico al glutine

L'allergia al glutine spesso viene scoperta in eta' adulta, quando si manifestano gli sgradevoli sintomi della malattia e non è più possibile poterla prevenire.
La Swiss Stem Cell Bank di Lugano ha preparato un test genetico che consente di sapere se il nascituro ha la predisposizione a contrarre la celiachia. Queste analisi, svolte dalla banca per la conservazione del sangue da cordone ombelicale, possono indicare anche un’eventuale intolleranza al lattosio e la possibilità di sviluppare la fibrosi cistica nel corso della vita.

Sono pressoché sconosciute le cause di tale allergia, pare che il responsabile della celiachia sarebbe un gene, anzi più geni mancanti o mutati.

Molti casi presentano una predisposizione genetica: i figli di celiaci sono maggiormente predisposti a contrarre la malattia nel corso della loro vita.

Il test genetico è una procedura che risponde preventivamente a future allergie, il test specifico può essere eseguito al momento della crioconservazione delle cellule staminali, dunque subito dopo il parto, o anche in tempi successivi, senza dover fare un prelievo di sangue al bambino e senza intaccare le cellule conservate.

Una diagnosi precoce garantisce certezza di intervento ancor prima che i sintomi possano manifestarsi nell’intento di tutelare sempre più la salute del bambino e del suo futuro. L’importanza di una corretta diagnosi, prima ancora che si possano manifestare i classici sintomi della malattia permette non solamente di affrontare la celiachia in via preventiva, ma anche di non sottovalutarne le conseguenze. Il più delle volte i sintomi sono scambiati per altre malattie.

domenica 12 luglio 2009

Le piante esotiche invadono sempre piu' il nostro territorio

Stiamo parlando di piante provenienti dai piu' svariati paesi del globo e giunte in Italia dopo viaggi «clandestini» a bordo delle navi, dei treni, o dei camion. Anche i volatili che trasmigrano trasportano i semi nell’intestino e li depositano al suolo con le loro deiezioni. Spesso sono state importate dall’uomo, con funzione ornamentale per parchi e giardini e in seguito ne ha perso il controllo.

Sono le piante esotiche che da tempo, con un’accelerazione negli ultimi anni, contendono il terreno alla biodiversità della nostra flora e in qualche caso aumentano la sfilza delle reazioni allergiche (vedi l’«Ambrosia artemisifolia»).

L’introduzione di specie esotiche invasive è considerata una delle più preoccupanti cause di riduzione e di minaccia della biodiversità a livello mondiale.

Buona parte di queste nuove piante arrivano prevalentemente dagli Stati Uniti (il 37,2% ) e dall’Asia (24,3). In misura minore dal resto dell’Europa (8,5%), dai Paesi dell’area mediterranea (4,6), dall’Africa. Un 3,5% è di «origine incerta».

Alcune hanno fatto capolino più o meno spontaneamente nei secoli scorsi: è il caso della «robinia», della «quercia rossa», del «ciliegio tardivo» e dell’«ailanto». Altre, come la «Solanum carolinense» originaria del Nord America, si sono affacciate negli ultimi anni. La gran parte, dopo un periodo di colonizzazione al rallentatore, esplodono di botto recuperando in pochi anni il tempo perduto.

In questa partita non ci sono superstiti: impossibile la convivenza con la flora locale; difficile, se non impossibile, la prevenzione. L’abbandono dei boschi, come la scarsa manutenzione lungo le strade o le aste fluviali, determinano l’habitat ideale in cui gli intrusi mettono radici. La «tropicalizzazione» del clima, confacente a molte specie, fa il resto.

Fonte: La Stampa

giovedì 9 luglio 2009

Una ricetta del gelato per celiaci

Come e' noto la celiachia è un’intolleranza alimentare al glutine sempre piu' diffusa, oggi ci occupiamo di tutte quelle persone che non possono mangiare i gelati normali e tutti gli alimenti che contengono il glutine, ecco quindi un gelato fatto apposta per loro, ma che va benissimo per tutti.


Ingredienti e dosi per 2 persone:
- 2 banane sbucciate del peso di 200 gr totali
- 40 gr di zucchero vanigliato
- il succo di mezzo limone
- 2 cucchiai di melassa
- 150 cc di latte intero (oppure metà dose di latte di riso)
- 25 gr di panna fresca intera
- 25g di yogurt bianco
- sfoglie di cioccolato perugina

Preparazione:
Sbucciate le banane e frullatele con lo zucchero, poi aggiungete la panna, la melassa, lo yogurt e il latte.
Versate il composto nella gelatiera e impostate 40 minuti.
Servite il gelato con il cioccolato grattugiato e una sfoglia di cioccolato perugina.


Fonte: http://www.pourfemme.it/

giovedì 2 luglio 2009

Sono in aumento le persone intolleranti al glutine!

Il numero delle persone affette da celiachia è quadruplicato dal 1948 ad oggi rendendo necessari strumenti più efficaci per la cura e la diagnosi della malattia stessa, tanto che la malattia è ormai diffusa quanto il diabete o l’artrite reumatoide.

Sono allergiche al glutine, le persone affette da celiachia , essa e' una proteina presente nel grano, nell’orzo e nella segale. L’ingestione di tale proteina causa una reazione immunitaria che danneggia i villi intestinali, provocando diarrea, crampi, anemia, infertilità, una prematura e grave osteoporosi. La malattia si cura soltanto modificando la dieta, da cui occorre eliminare il glutine.

L’allarme è stato lanciato sulle pagine di Gastroenterology da Joseph Murray e il suo gruppo di ricerca della Mayo Clinic il quale afferma:
"I disturbi causati ai celiaci sono diventati molto più comuni negli ultimi 50 anni e non sappiamo la causa. La malattia colpisce oggi 1 persona su 100, ma, considerato che i suoi sintomi sono spesso confusi con quelli di altri disturbi, le persone affette da celiachia potrebbero essere molto più numerose".

Per il gastroenterologo, dal momento che il numero dei celiaci è quadruplicato negli ultimi 50 anni ed una cattiva diagnosi può causare morte prematura, sarebbe saggio iniziare a considerare la malattia come un vero e proprio caso di salute pubblica, che va affrontato con i giusti mezzi e la dovuta attenzione.

giovedì 30 aprile 2009

Primavera tempo di graminacee e allergie


Primavera e allergia: quasi un "binomio" indivisibile. Nuvole di polline sembrano quasi annunciare la primavera e aprirgli le porte. La maggior responsabile di questi fenomeni è una famiglia di piante rappresentata su tutta la superficie terrestre da oltre 9000 specie: le graminacee ("Gramineae" o "Poaceae"). Una specie vegetale largamente diffusa e che rappresenta la maggiore componente erbacea di innumerevoli ambienti.
I fiori delle Graminacee, presenti in grande quantità nelle nostre colline e nei nostri parchi, sono disposti in infiorescenze dette "spighette", a loro volta sono riunite in strutture più complesse ("pannocchie" o "spighe").
Sono vegetali ubiquitari capaci di sopravvivono a condizioni climatiche estremamente variabili, al mare e in montagna, dall’equatore alla fascia sub-polare.
Le più "allergeniche" tra le graminacee sono le seguenti specie: Dactylis, Festuca, Poa, Lolium, Holcus, Phleum, oltre a diversi generi di cereali, quali grano, orzo, segale, avena, mais granoturco e riso.
L’immissione dei pollini in atmosfera è abbondante proprio nel periodo stagionale di pollinazione delle Graminacee (Aprile- Giugno), nelle giornate calde e con un’umidità del 60-90%. Tra i fattori che influenzano la produzione di pollini di queste piante erbacee o arbustive, oltre che alla temperatura e all’umidità, appaiono importanti anche le precipitazioni e l’intensità luminosa.

Come difenderci dalle prime reazioni allergiche "polline-dipendenti"?
Una soluzione quasi "banale" è data dalla riduzione del tempo trascorso all’aperto, specialmente in presenza delle condizioni ideali di impollinazione: 25-30 gradi di temperatura, giornate ventilate, umidità 60-90%, giornate soleggiate.

Preferibile quindi evitare le gite nelle ore mattutine, specie in giorni di sole particolarmente ventilati. è importante, inoltre, prestare attenzione alle giornate piovose ed in particolare alle ore successive alla pioggia: non è vero che la pioggia diminuisce sempre l'effetto degli allergeni nell'aria! La pioggia infatti frantuma il polline in una miriade di particelle che mantenendo intatto il loro potere allergizzante e trasportate dal vento, raggiungono più in profondità le vie respiratorie.

Meglio quindi viaggiare in auto con i finestrini chiusi e non andare in motorino o in bicicletta; evitare i luoghi in cui l’erba è stata tagliata di fresco.
Nei periodi critici l'ideale sarebbe trascorrere alcuni giorni di vacanza in zone marine o di montagna: a 600/1000 metri di quota le stesse piante liberano i pollini circa un mese più tardi rispetto alla pianura.Una attenzione particolare meritano i nostri occhi che come specchio dell’ambiente circostante, sono facile preda di forme di congiuntivite allergica scatenata dal contatto con i pollini: meglio quindi usare gli occhiali e non le lenti a contatto per evitare fastidiosi fenomeni di irritazione e proteggere i nostri occhi.

Fonte: sportmedicina.com

mercoledì 25 marzo 2009

Primavera, stagione di fiori e di allergie

Arriva la primavera e con lei i problemi legati alle più comuni allergie respiratorie. Ecco come prevenirle e curarle.
Sempre più persone con l’avvicinarsi della primavera sono vittime di allergie respiratorie. Per molti sembra quasi impossibile uscire di casa, perché le alte concentrazioni di pollini causano disturbi respiratori e uno stato di generale disagio fisico.
I dati poi danno segnali di emergenza per l’incremento costante di soggetti colpiti: la pollinosi è una delle malattie più diffuse al mondo, secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità in Italia si stima che ogni anno circa nove milioni di persone si ammalano di allergie respiratorie derivanti dalla presenza di pollini nell’aria e quattro milioni di essi ricorrono a cure.

Ma cosa sono esattamente i pollini e cosa provocano?
I pollini di piante arboree o erbacee sono responsabili della cosiddetta pollinosi, ovvero di tutte quelle manifestazioni allergiche tipiche della primavera, quali starnuti ripetuti, naso chiuso o congestionato, pizzicore e lacrimazione degli occhi, fino all’asma.
Considerato che il 15-20 per cento della popolazione italiana soffre di allergie e che dai dati emerge un fenomeno in crescita, soprattutto tra i più giovani e le donne, quali sono le cause scatenanti tra i fattori di tipo genetico e ambientale che facilitano lo scatenarsi dell’allergia?
Le allergie sono scatenate dagli ‘allergeni’, sostanze, tra cui anche i pollini, capaci di indurre una risposta immunitaria di tipo allergico in un ospite suscettibile.
Numerosi studi dimostrano che le caratteristiche genetiche dell’ospite sono molto importanti nello sviluppo di allergie, anche se attualmente non sono ancora stati ben definiti i geni coinvolti nelle reazioni.
Ma anche altri fattori, esterni, contribuiscono a rendere l’uomo suscettibile alle allergie: gli inquinanti industriali, il fumo di sigaretta e le infezioni virali che alterano i comuni meccanismi di difesa. E’ anche vero che l’inquinamento atmosferico ha alterato la pollinazione delle piante stesse. I pollini in base alla loro specie hanno una propria stagionalità, ma questa negli ultimi anni è stata stravolta e i periodi di pollinazione risultano estremamente allungati.
Nella primavera precoce, fin da febbraio, iniziano le piante arboree;
da aprile a giugno pollinano le Graminacee,
nei mesi estivi e autunnali le Composite, tra cui Ambrosia e Artemisia;
c’è poi la Parietaria che in Italia, a seconda delle aree geografiche, copre il periodo primaverile ed estivo.

In presenza quindi di più allergeni e di un intervallo temporale che va ben oltre il mese di marzo, quali sono i principali consigli per prevenire e giocare d’anticipo?
Una volta diagnosticata l’allergia respiratoria e identificato l’allergene responsabile è possibile eseguire l’immunoterapia specifica, più comunemente nota come vaccino. Consiste nella somministrazione, per bocca o tramite iniezione, di dosi crescenti dell’allergene in modo da alterare la risposta immunologica dell’ospite e migliorare negli anni i sintomi clinici. Si tratta di una terapia che va protratta per alcuni anni, ma che spesso permette di ridurre notevolmente i sintomi, soprattutto l’asma.
E per chi ha invece un forte attacco allergico in corso può essere utile ricorrere agli antistaminici? Nel ‘pieno’ dell’allergia è utile ricorrere a terapie sintomatiche in grado di ridurre i sintomi e l’infiammazione che ne sta alla base. Quindi sì ad antistaminici - quelli di ultima generazione danno sempre meno sonnolenza - e alla terapia topica oculare, nasale o bronchiale con cromoni, cortisone o broncodilatatori, sempre a discrezione dello specialista curante.

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