lunedì 3 maggio 2010

Celiachia: nuove prospettive giungono dallo studio dei batteri intestinali

Purtroppo le persone affette da celiachia sono in costante aumento e, spesso, questa patologia non è riconosciuta e diagnosticata per tempo.

La malattia si manifesta principalmente come una reazione incontrollata del nostro sistema immunitario che provoca una intolleranza al glutine.

Una nuova speranza arriva dallo studio condotto dai ricercatori del Consiglio Nazionale delle Ricerche spagnolo a Valencia secondo cui promuovere un equilibrio della flora microbica intestinale potrebbe avere un ruolo chiave nella risposta immunitaria legata alla celiachia, in particolare nelle prime fasi della manifestazione.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sul “Journal of Leukocyte Biology” e suggeriscono come i cambiamenti dietetici possano contribuire ad alleviare la gravità della malattia celiaca in alcuni pazienti, poiché differenti batteri intestinali possono influenzare differenti risposte e il grado d’infiammazione.
Allo stesso modo, fanno notare i ricercatori, l’intervento sulla flora batterica intestinale per mezzo di prebiotici e probiotici può migliorare la qualità della vita dei celiaci e ne potrebbero beneficiare anche le persone affette da diabete di tipo 1 e altre malattie autoimmuni.

«Ci auguriamo che lo studio potrà in ultima analisi favorire la comprensione dei meccanismi di azione del microbiota intestinale nelle malattie immuno-mediate. Questo studio può anche aiutare a progettare nuove strategie, che potrebbero migliorare la qualità della vita dei pazienti celiaci in futuro», ha concluso la dottoressa Yolanda Sanz del CNR spagnolo.

Fonte: http://www.lastampa.it/

sabato 1 maggio 2010

Il ruolo delle piante nel riscaldamento globale. Le piante restano un mezzo efficace per combattere il riscaldamento globale

Nonostante emettano in piccole quantità un gas ad effetto serra le piante restano un mezzo efficace per combattere il riscaldamento globale. E’ quanto sostiene un recente studio condotto da un’équipe di ricercatori dell’Università di Edimburgo e coordinato dal dottor Andy McLeod.

La ricerca ha calcolato che le piante emettano meno dell’1% delle emissioni totati di metano sulla Terra. Quindi, anche se il metano è considerato circa 25 volte più potente dell’anidride carbonica nell’impatto sul riscaldamento globale, la vegetazione non ne produrrebbe poi così tanto da incidere significativamente sull’aumento delle temperature e su quanto sta avvenendo relativamente ai cambiamenti climatici.

I risultati di questo studio sono in netto contrasto con una precedente ricerca scientifica che aveva ipotizzato che le piante erano responsabili della produzione di grandi quantità di gas serra.

I nuovi dati forniti dall’Università di Edimburgo confermano al contrario che gli alberi sono un modo utile per compensare le emissioni di gas a effetto serra, in quanto la loro produzione di piccole quantità di metano è di gran lunga superata e compensata dalla loro capacità di immagazzinare il carbonio dall’atmosfera nelle foglie, nel legno e nella corteccia.

Per arrivare a queste conclusioni, gli scienziati hanno creato delle foglie artificiali utilizzando la pectina contenuta naturalmente nelle piante e hanno poi misurato il metano prodotto quando le foglie venivano esposte alla luce solare.

Hanno poi unito i loro risultati con i dati satellitari sulla copertura vegetale della superficie terrestre, l’ozono nell’atmosfera, la copertura nuvolosa, la temperatura, e le informazioni sul ruolo delle emissioni solari nell’incremento del metano prodotto da tutte le piante presenti sulla Terra.

I loro risultati confutano precedenti studi che avevano indicato che la quantità di metano prodotta dalle piante avrebbe potuto essere molto più alta. La ricerca futura prenderà in esame la produzione di metano da parti di piante diverse dalle foglie, e la quantità di metano emessa da diverse specie di piante in diverse regioni della Terra.

Fonte: http://www.ecologiae.com/

venerdì 30 aprile 2010

Mancanza di ferro? Consigli e trucchi per assorbire la quantità giusta di questo importante elemento. Alimenti che contengono ferro. Una giornata a tutto ferro.


Il ferro è un elemento molto importante per
il nostro organismo, infatti entra nella costituzione
dell'emoglobina, della mioglobina e di diversi enzimi.

Svolge importanti funzioni, quali: trasporto di ossigeno ai
tessuti, trasferimento di elettroni nella catena
respiratoria, produzione di vitamina A e trasmissione degli
impulsi nervosi.
Il contenuto di ferro nell'organismo è di
circa 3-4 g. Circa il 65% del ferro totale dell'organismo è
presente nella molecola dell'emoglobina, mentre il 10% è
contenuto nella mioglobina. La quota rimanente è
rappresentata principalmente dal ferro di deposito
(ferritina ed emosiderina), mentre minime quantità sono
contenute negli enzimi e nei citocromi o sono associate alla
transferrina (proteina di trasporto).


FABBISOGNO

Il fabbisogno di ferro varia con l'età, le condizioni
fisiologiche e il sesso.
è maggiore
nella donna a causa delle perdite mestruali, aumenta in
gravidanza e diminuisce con l'età.
La tabella 1 mostra queste differenze.


Tipo
di alimento (100 grammi)




FABBISOGNO MG / DIE

Maschi
11-17 anni

12 mg

Maschi
18

10 mg

Femmine
11-14

11-18 mg

Femmine
14 fino a menopausa

18 mg


Menopausa

10 mg

Gestanti

30 mg

Nutrici

18 mg

Tabella 1

CARENZA

La carenza in ferro è responsabile dell'anemia
sideropenica
, patologia molto diffusa in Europa
(circa il 20-30% delle donne in età fertile ed adolescenti),
provocata da esaurimento delle riserve. Clinicamente
l'anemia da carenza di ferro si presenta con debolezza,
pallore, disturbi nella regolazione della temperatura
corporea, tachicardia.

Le carenze di ferro (sideropenia) sono in Italia piuttosto
frequenti, almeno nei gruppi di popolazione a più elevato
fabbisogno di ferro: lattanti, adolescenti, donne in età
fertile.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che
600-700 milioni di persone al mondo hanno carenze di ferro.

è ormai
accertato che le carenze di ferro riducono la funzionalità
del cervello, peggiorando la memoria e la capacità di
apprendimento.

Durante la gravidanza se le riserve sono basse, causa la
richiesta supplementare di ferro dovuta alla rapida crescita
del bambino durante gli ultimi sei mesi di gestazione, si
potrebbe determinare uno stato di carenza potenzialmente in
grado di rallentare la crescita cerebrale del bambino.

La carenza di ferro si scopre attraverso un semplice esame
del sangue.

DOVE
è
CONTENUTO IL FERRO

Il ferro è contenuto in molti alimenti come
i legumi, il cacao, la carne, purtroppo però il nostro
organismo ne assorbe solo una percentuale molto bassa
rispetto a quello contenuto negli alimenti.

Negli alimenti di origine animale (carne, pesce ...) il
ferro è presente in una forma chimica detta "eme" che viene
meglio assorbita. Nei vegetali il ferro si trova in una
forma chimica detta "non eme" il cui assorbimento è molto
più basso.



Alimento


Apporto di ferro (mg)

Milza di
bovino

42

Fegato
di suino

18


foglie

15

Cacao
amaro

14

Germe di
frumento

10

Fagioli
borlotti

9


Radicchio verde

7.8


Pistacchi

7.3

Pesche
secche

6

Cozze

5.6

Muesli

5.6

Cavallo

3.9

Spinaci

2.9


Lenticchie

2.1
Tabella 2 - Contenuto in ferro di alcuni
alimenti (INN 2000)

PICCOLI TRUCCHI PER FAR ASSORBIRE IL FERRO

Il nostro organismo assorbe circa il 25% del ferro contenuto
in carne, pesce e pollame. L'assorbimento di ferro da
cereali, verdura, frutta è notevolmente minore ma aumenta se
sono assunti insieme a:

  • Vitamina C - presente negli agrumi, uva, kiwi, peperoni,
    è in grado di moltiplicare l'assimilazione del ferro
    "non eme".

  • Cisteina - presente nella carne e nel pesce, è in grado
    di far assorbire 2 o 3 volte in più il ferro "non eme"
    presente nella verdura.

  • Vitamina A, complesso B, rame, calcio, manganese e
    molibdeno - sono necessari per un completo assorbimento
    del ferro.

  • Acido lattico nei crauti - aumenta l'assorbimento del
    minerale.

ATTENZIONE: Il tè e il caffè riducono
l'assorbimento del ferro.




GIORNATA A TUTTO FERRO

Colazione

- 1 tazza di latte con muesli (questo prodotto
mediamente contiene 6 mg di ferro ogni 100 gr.)

- 1 spremuta di agrumi (la vitamina C aumenta
l'assimilazione del ferro)


Ore 10

- 1 frutto o 1 barretta ai cereali fortificata
(esistono prodotti con aggiunta di ferro)



Pranzo

- 1 bistecca di cavallo

- Spinaci conditi con olio e limone

- Fagioli borlotti conditi con olio e limone



Ore 17

- 2 pezzi di pesche secche + una tazza di tè



Cena

- Zuppa di lenticchie

- Frittata con zucchine

- 1 panino


Fonte: http://www.sportmedicina.com/
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