Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tel Aviv è riuscito ad ottenere radicali miglioramenti nella crescita di vegetali, silenziando in modelli di piante di tabacco un enzima che disattiva le gibberelline (GA), specifici fitormoni che giocano un ruolo chiave nella crescita e nello sviluppo delle piante.
Lo studio, pubblicato sul Plant Biotechnology Journal, si è concentrato sull'induzione dell'aumento di gibberellina prodotta dalle piante, mediante disattivazione della via catabolica dell'ormone, ed in particolare attraverso il silenziamento della GA2-ossidasi.
Precedenti studi avevano infatti dimostrato come il solo potenziamento della via biosintetica, mediante la sovraespressione dell'enzima GA20-ossidasi, non fosse sufficiente a provocare un aumento della produzione di gibberelline, e quindi un aumento della crescita delle piante, poiché parallelamente veniva attivata anche la via di disattivazione dell'ormone stesso, ad opera dell'enzima GA2-ossidasi.
Le linee vegetali in cui GA 2-ossidasi è silenziato, crescendo maggiormente e più velocemente rispetto alle altre linee di controllo, dimostrano gli inequivocabili vantaggi che queste piante potranno in futuro portare alle industrie della fibra e del legno.
Fonte: http://www.diariodelweb.it/
mercoledì 3 marzo 2010
sabato 27 febbraio 2010
La mimosa, simbolo della festa della donna, alcuni consigli sulla coltivazione della pianta e per conservare piu' a lungo i fiori recisi.
Ecco alcuni consigli per conservare al meglio la mimosa e per far sì che il simbolo della festa della donna si conservi vivo e rigoglioso per tutto il periodo della sua fioritura.
Come conservare e mantenere piu' feschi i fiori recisi
- Utilizzare un coltellino affilato per eliminare tutte le foglie rovinate e quelle a contatto con l’acqua del vaso che sono destinate a marcire piu' rapidamente.
- Utilizzare acqua tiepida per si riempire il vaso, questo consente ai capolini ancora chiusi di potersi aprire e a quelli sbocciati di acquisire un aspetto più soffice. Tenere il vaso in ambiente non troppo secco e lontano dai caloriferi.
Perché si e' scelta la mimosa quale simbolo della festa della donna.
Nel 1946 alla vigilia del primo “8 marzo” del dopoguerra, si cercava un fiore che potesse contraddistinguere e simboleggiare la giornata, che fiorisse nel periodo della festa, poco costoso e dall’aspetto gentile e delicato. Le “palline” (capolini) morbide e accese che costituiscono la mimosa sono così diventate il simbolo della festa delle donne. Un fiore molto diffuso ma effimero e fragile, che dopo qualche giorno svanisce portando via con sé anche il suo alto valore evocativo.
Coltivare un alberello di mimosa per avere fiori freschi per tutta la primavera
Se volete acquistare un piccolo alberello di mimosa da tenere in giardino o in terrazzo tenete presente che la temperatura non deve scendere mai sotto i 10°.
Si può coltivare anche in casa, alla luce del sole, ma lontano dai termosifoni. La mimosa, infatti è una varietà di acacia originaria di luoghi dai climi caldi e temperati come l'Australia o tropicali come l'Africa o il sud est asiatico, perciò piuttosto umidi.
Le foglie possono essere composte, bipennate, di colore grigio-argenteeo, oppure, dei veri e propri fillodi, che sono dei rametti trasformati in foglie. I fiori, che sbocciano da gennaio a marzo, secondo la zona, sono riuniti in pannocchie di una decina di centimetri.
La pianta in condizioni ideali può raggiungere anche i 10 metri d'altezza. Va messa a dimora da ottobre a marzo, quando non e' ancora in piena fioritura. Richiede un terreno acido, umido ma drenante. Va bagnata poco in inverno e più di frequente in estate, magari aggiungendo all'acqua del fertilizzante, ogni 15 giorni.
Gradisce il sole, anche diretto, ma meglio i luoghi riparati dal vento. Una volta stabilizzata diventa un alberello solido trae il suo nutrimento dal terreno e le è sufficiente l'acqua delle piogge; non richiede quindi cure eccessivamente impegnative. È un sempreverde, quindi non perde mai le foglie.
Propagazione:
Tramite semina o per talea, in primavera- estate. Le talee vanno prelevate dalla pianta medre in estate, e piantate in un terriccio di torba e sabbia.
Rinvaso:
Subito dopo la fioritura, in primavera, quando necessario, ogni 3 anni circa. Utilizzare sempre dei vasi che abbiano un diametro solo leggermente più ampio del precedente.
Potatura:
Si eliminano le parti danneggiate e secche subito dopo la fioritura. Questo tipo di potatura stimolerà l'emissione di nuova vegetazione
Avversità:
Non sono indicate malattie o parassiti particolari. possono verificarsi raramente avvizzimenti di rami e foglie, causati spesso da funghi. Può essere colpita da afidi e cocciniglie che vanno debellati con prodotti specifici.
Ricetta: Torta caprese classica, dolce tipico di Capri che essendo a base di mandorle e cioccolato, quindi senza farina, è adatta anche per chi soffre di Celiachia.
La torta caprese è un piatto tipico della cucina partenopea, è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo e nel corso degli anni la ricetta classica ha subito varie modifiche, tant’è che esiste anche la torta caprese al limone.
Oggi noi vedremo come preparare la vera torta caprese classica, quella al cioccolato, è un piatto tipico di Capri ed ha la paricolarità di essere fatta a base di mandorle e cioccolato, non vi è quindi la farina, pertando è una torta che va bene per i Celiaci.
Ingredienti
Burro: 250 gr
Mandorle pelate: 300 gr
Zucchero: 200 gr
Zucchero a velo
Cioccolato fondente: 250 gr
Uova: 5
Ricetta e preparazione
Ecco la ricetta della vera torta caprese napoletana.
1) Comprate delle mandorle già pelate oppure usate quelle normali che dovrete però scottare in acqua bollente per un minuto, quindi scolatele ed eliminate la buccia, poi tostatele in forno a 200°C e fatele raffreddare. A questo punto prendete il mixer e tritatele grossolonamente.
2) Spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria, deve diventare ben fluido, poi fatelo raffreddare mescolandolo spesso. Nel frattempo mettete in una ciotola il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, metà dello zucchero ed i tuorli delle uova, montate bene e poi unite il cioccolato fuso. Aggiungete poi le mandorle tritate, lo zucchero rimasto e gli albumi montati a neve, mescolate dal basso verso l’alto e delicatamente per non far smontare le chiare d’uovo.
3) Imburrate una tortiera e poi foderatela con la carta da forno, versate dentro il composto e cuocete la torta caprese in forno preriscaldato a 180°C per 1 ora. Quando la torta sarà cotta sfornatela e fatela raffreddare completamente, poi spolverizzatela con lo zucchero a velo e servitela.
La ricetta e' stata presa dal sito http://ricette.pourfemme.it/ a cui si rimanda per leggere l'articolo completo
Oggi noi vedremo come preparare la vera torta caprese classica, quella al cioccolato, è un piatto tipico di Capri ed ha la paricolarità di essere fatta a base di mandorle e cioccolato, non vi è quindi la farina, pertando è una torta che va bene per i Celiaci.
Ingredienti
Burro: 250 gr
Mandorle pelate: 300 gr
Zucchero: 200 gr
Zucchero a velo
Cioccolato fondente: 250 gr
Uova: 5
Ricetta e preparazione
Ecco la ricetta della vera torta caprese napoletana.
1) Comprate delle mandorle già pelate oppure usate quelle normali che dovrete però scottare in acqua bollente per un minuto, quindi scolatele ed eliminate la buccia, poi tostatele in forno a 200°C e fatele raffreddare. A questo punto prendete il mixer e tritatele grossolonamente.
2) Spezzettate il cioccolato e scioglietelo a bagnomaria, deve diventare ben fluido, poi fatelo raffreddare mescolandolo spesso. Nel frattempo mettete in una ciotola il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, metà dello zucchero ed i tuorli delle uova, montate bene e poi unite il cioccolato fuso. Aggiungete poi le mandorle tritate, lo zucchero rimasto e gli albumi montati a neve, mescolate dal basso verso l’alto e delicatamente per non far smontare le chiare d’uovo.
3) Imburrate una tortiera e poi foderatela con la carta da forno, versate dentro il composto e cuocete la torta caprese in forno preriscaldato a 180°C per 1 ora. Quando la torta sarà cotta sfornatela e fatela raffreddare completamente, poi spolverizzatela con lo zucchero a velo e servitela.
La ricetta e' stata presa dal sito http://ricette.pourfemme.it/ a cui si rimanda per leggere l'articolo completo
Labels:
alimentazione
,
celiachia
,
frutta secca
,
ricette
,
senza glutine
Iscriviti a:
Commenti
(
Atom
)


