giovedì 24 settembre 2015

Celiachia News: Arriva la birra senza glutine che aiuta la ricerca; Corsi di cucina senza glutine






Arriva la birra senza glutine che aiuta la ricerca
LifeGate
Dopo due anni di distribuzione in Italia con grande successo della Tennnet’s Authentic Export Gluten Free, la prima birra senza glutine per celiaci e intolleranti al glutine, la casa scozzese con alle spalle oltre 400 anni di produzione ha deciso di lanciare sul mercato italiano una versione speciale della stessa per sostenere il lavoro del Centro per la prevenzione della malattia celiaca del Policlinico di Milano....

CORSI DI CUCINA SENZA GLUTINE
A fine ottobre partiranno i nuovi  laboratori di nutrizione e cucina senza glutine.
Sono rivolti a persone celiache ed intolleranti al glutine, ma sono aperti anche a chi fosse desideroso di ridurlo nella propria alimentazione.
Al primo incontro, quello del 28 ottobre, parteciperà la Dottoressa Anna Bezzeccheri, biologa nutrizionista, esperta nel trattamento di celiachia ed intolleranza al glutine.





sabato 6 giugno 2015

Celiachia: Senza Glutine, ma con Gusto. Presto Vaccino o Pillola...; Sindrome dell'intestino irritabile, un test sul sangue...





Senza Glutine, ma con Gusto. Presto Vaccino o Pillola per gli Intolleranti



La celiachia, la cosidetta intolleranza al glutine è una di quelle "malattie" genetiche che va più diffondendosi sia in Italia che nei paesi fortemente industrializzati. 

Per ora l'unica cura è una dieta che si basi su alimenti privi della sostanza e che consente una vita normalissima al celiaco, eliminando tutti i sintomi manifestati, spesso molto invalidanti. 

Normale si, ma non senza qualche pesante rinuncia. Il glutine, infatti, è un componente fondamentale della pasta, della pizza, della birra, infatti è presente in grandi quantità nel grano ed in moltissimi cereali. 

Il glutine una proteina che dona al pane, o alla pasta fatta in casa l'elasticità e la compattezza, infatti è utilizzato anche come addensante naturale. 

IL BOOM DELLE INTOLLERANZE 
Da qualche anno a questa parte c'è un vero e proprio boom delle intolleranze che i medici imputano ad una sempre più pressante raffinazione delle farine stesse e che impongono percentuali di glutine fino a 4 volte maggiori di quelle che ingerivano i nostri nonni. 

SENZA GLUTINE CON GUSTO 
Quando si scopre di essere celiaci, dopo un bel sospiro di sollievo (i sintomi possono essere davvero molto fastidiosi) spesso la prima domanda che ci si pone è: si può mangiare bene e con gusto eliminando il glutine. 

Per Gaia De Laurentiis - attrice e mamma gluten free - la celiachia è una condizione, ormai, abbastanza normale. Il problema si pone nelle famiglie numerose per sostenere i costi dei prodotti che obiettivamente sono alle stelle. 

Il suo consiglio alle mamme di bimbi celiaci è quello di essere "sportive" riguardo le regole dell'alimentazione, meglio anzi, abolirle! Dobbiamo già eliminare il glutine, dobbiamo trasmettere ai figli la gioia del cibo, senza troppi tabù. C'è già la grossa privazione del glutine da affrontare per il resto, cerchiamo di concedere quanto più possibile. 

L'AIC (Associazione Italiana Celiachia) è rappresentata dal Dott. Gianluca Giampietro che ci spiega il loro impegno per la sensibilizzazione rivolto ai ristoratori con il fine di dare un servizio sempre più diffusa a chi ogni giorno deve affrontare il problema dell'alimentazione fuori casa. 

"Diamo tutte le informazioni su come preparare un pasto senza glutine ai ristoratori e verifichiamo se ci sono spazi e modalità per inserire tra i nostri 3500 ristoratori approvati, chi volesse offrire anche questo servizio ai suoi clienti." 

Tutto questo per far mangiare in sicurezza i celiaci, anche fuori casa

A questo proposito per il Prof. Italo De Vitis - Gastroenterologo, Prof Aggregato dell' Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma membro del Comitato Scientifico AIC Lazio - dichiara che affrontare una dieta senza glutine fuori casa in Italia è complicato. La soluzione la possiamo cercare nella rete della ristorazione e dell'alberghiero dell'AIC. 

Il consiglio del professore per i celiaci è quello di seguire una dieta molto rigida a casa in modo da bilanciare le inevitabili problematiche e contaminazioni che si possono trovare fuori casa. 

La ricerca scientifica, oggi, si snoda in tre direzioni. 

1 - DETOSSIFICAZIONE DEI GRANI 
I grani vengono detossificati con lattobacilli o con sistemi chimici nei quali la gliadina viene frammentata e non sviluppa nel sistema immunologico del celiaco reazioni di rigetto tipiche della malattia. 

2 - LA PILLOLA 
La famosa pillola per il celiaco che stanno sviluppando attualmente, contiene una componente anti-zonulina che permette di ripristinare una certa completezza nell'assorbimento del cibo. 

3 - IL VACCINO 
Lo strumento che sembra più concretosembra essere il vaccino che sarà, con probabilità, il primo ad essere presente in farmacia e che consente la desensibilizzazione al glutine che a piccole dosi possono essere somministrate anche ai parenti dei celiaci. .....



Sindrome dell'intestino irritabile, un test sul sangue per identificarla velocemente



Identificare la sindrome dell’intestino irritabile con diarrea prevalente (IBS-D)? Da oggi questa diagnosi diventa ancora più semplice e veloce grazie all’ identificazione di biomarcatori per distinguere soggetti con IBS-D da soggetti senza IBS. E’ quanto sviluppato dai ricercatori americani che hanno validato questi marker (anticorpi anti-CdtB e anti-vinculina) e pubblicato l’articolo sulla rivista PLOSone.

Si tratta di un semplice test che si effettua sul sangue del soggetto; vengono ricercati questi specifici anticorpi che riescono a far discriminare bene soprattutto tra IBS e malattia infiammatoria intestinale (IBD).

La diarrea è un sintomo comune in diverse malattie del tratto gastro-intestinale. Ad oggi non sono stati identificati marcatori specifici per distinguere tra IBS-D e IBD.

Molti casi di IBS hanno inizio dopo un attacco di gastroenterite acuta; diversi studi suggeriscono che nel corso della malattia si realizza una sovracrescita batterica nel tenue; il fenomeno sarebbe favorito a causa della produzione di una tossina, cytolethal distending toxin B (CdtB), prodotta dai batteri che hanno originato la gastroenterite.




sabato 30 maggio 2015

I succhi di frutta sono davvero così salutari? Meglio la frutta fresca

PIÙ FRUTTA, MENO SUCCHI



I succhi di frutta sono bibite analcoliche non gassate e confezionate in bottigliette e brik largamente prodotti e distribuiti dall'industria alimentare. Sono spesso scelti dalle mamme come “merenda salutare” per i propri bambini ma anche gli adulti li utilizzano come “sano spuntino” o “energia immediata” ad esempio prima dell’esercizio fisico. Nell'immaginario collettivo sono spesso interpretati come sostituti della frutta e la loro praticità di consumo, aiuta ulteriormente a privilegiarli come “spezzafame”: basta infilare il brik o la bottiglietta nello zainetto e il gioco è fatto. Se paragonato alle merendine confezionate, ricche di grassi e di zuccheri, il succo di frutta è dal punto di vista nutrizionale sicuramente preferibile, tuttavia non rappresenta una scelta così salutare come molti credono: vediamo allora tutti gli aspetti di questo prodotto per poter fare una scelta consapevole.




Il succo di frutta al posto dell’acqua?
No perché non è un alimento a calorie zero, pertanto non può essere utilizzato in alternativa all’acqua e dobbiamo sempre conteggiarlo nell’apporto calorico totale soprattutto quando lo abbiniamo ad altri alimenti per il nostro spuntino. Un brik da circa 125 millilitri di succo alla pera, ad esempio, contiene 50-60 Kcal, ed è meglio tenerne conto prima di proporlo affiancato a biscotti o prodotti da forno dolci che possono apportare anche 150 kcal per 50 g di prodotto. Dobbiamo ricordare che lo spuntino di metà mattina e la merenda dovrebbero rappresentare non più del 5-10% delle calorie totali assunte da un bambino durante la giornata e che esse non dovrebbero provenire solo da zuccheri semplici e da grassi.

I succhi di frutta apportano calorie provenienti solo da zuccheri semplici, che sommati ad altri alimenti dolci assunti nella giornata portano spesso ad un eccessivo introito di zuccheri. Secondo numerosi studi condotti in età prescolare, il consumo di bevande zuccherate (categoria tra le quali rientrano anche i succhi di frutta) aumenterebbe il rischio di obesità per l’abitudine al sapore dolce e per il loro effetto saziante senza nutrimento, cioè forniscono praticamente solo calorie vuote.

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I succhi di frutta al posto della frutta fresca?
Un altro errore frequente è quello di considerare i succhi di frutta come un valido sostituto della frutta fresca, nonostante le caratteristiche nutrizionali siano differenti. La frutta fresca, intera e soprattutto con la buccia (se commestibile e ben lavata), rappresenta una fonte nutrizionale veramente molto importante per la corretta alimentazione umana. Essa apporta quantità elevatissime di acqua, sali minerali come potassio e magnesio, vitamine, soprattutto del tipo β-carotene (gruppo A) e acido ascorbico (vitamina C) anche se non mancano tracce più o meno consistenti di vitamine E, K e del gruppo B; inoltre, rappresenta una delle 4 fonti primarie di fibra alimentare, importantissima per numerose funzionalità dell’organismo.




sabato 23 maggio 2015

Celiachia: due casi su tre non viene diagnosticata; Gluten Free Fest a Perugia;






Celiachia, non diagnosticata in due casi su tre



Molte persone sono celiache ma non lo sanno. Secondo le stime ufficiali sono più di 400 mila gli uomini e le donne affetti da celiachia senza che questa malattia sia stata diagnosticata, più del 70% dei celiaci attesi. In particolare donne, dal momento che la patologia colpisce in prevalenza il sesso femminile. Il 22 maggio si è conclusa la Settimana della Celiachia, promossa dall’Aic, Associazione italiana della celiachia, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla malattia.

L’incidenza mondiale e nazionale della celiachia è dell’1%. Pertanto, in Italia ne soffrono circa 600 mila persone, ma solo poco più di 164 mila sono consapevoli di esserlo. Il dato è riportato nella “Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia” che il ministero della Salute ha realizzato nel 2014 e riferita all’anno precedente. Un numero peraltro in aumento di quasi 16 mila unità rispetto al 2012. Il rapporto tra maschi e femmine è di 1 a 2, proporzione che sale a 1 a 3 in 12 Regioni italiane. ....


Perugia a misura di Celiachia, al Percorso Verde arriva il Gluten Free Fest

Dal 29 Maggio al 2 Giugno a Pian di Massiano. Simbolo della quarta edizione del Festival è il quadrifoglio, sinonimo di buon auspicio, accompagnato dall'ironico claim "L'evento che non porta spiga"



Dal 29 Maggio al 2 Giugno, si rinnova a Perugia l'appuntamento con Gluten Free Fest, il primo evento in Italia interamente dedicato al mondo del senza glutine, ideato e realizzato dall'Agenzia Sedicieventi con il patrocinio di AIC - Associazione Italiana Celiachia, Regione Umbria, Comune di Perugia, Camera di Commercio di Perugia, Confcommercio Perugia e Confesercenti Umbria.

Simbolo della quarta edizione del Festival è il quadrifoglio, sinonimo di buon auspicio, accompagnato dall’ironico claim L'evento che non porta spiga.

Forte del successo delle precedenti edizioni, la kermesse, che si terrà come di consueto presso il Percorso Verde di Pian di Massiano conferma ed amplia il proprio format, protraendosi per 5 giorni (uno in più rispetto agli anni passati) e introducendo interessanti novità legate all'attività fisica e al mondo del benessere, grazie agli appassionanti tornei Aic Sport e non solo. «Contrariamente a luoghi comuni ancora molto diffusi, la celiachia non rappresenta un ostacolo insormontabile per chi decide di praticare sport», ricorda il Presidente di Aic Umbria, Samuele Rossi. «Seguendo una dieta bilanciata e i consigli di uno staff preparato e competente, anche i celiaci possono primeggiare in molte discipline». ....


SÌ A ODG PER INCREMENTARE LE AZIONI A FAVORE DEI CELIACI

Unanimità del Consiglio comunale sul documento proposto da Marco Cugusi di Sel Incrementare le azioni a favore dei cittadini celiaci, verificando le criticità rilevate sul territorio modenese, come la scarsità di esercizi che offrono alimenti “gluten free” e la segnalazione di mense e self service che risultano totalmente sprovvisti di una tale offerta. 

Controllare in particolare che i locali aderenti al progetto “Etico e tipico” siano in regola con tutti i criteri previsti, tra i quali appunto la proposta di menù senza glutine, con conseguente perdita del marchio nel caso contrario. Sono due delle richieste contenute nell’ordine del giorno proposto da Marco Cugusi di Sel, che ha evidenziato che nella provincia di Modena i celiaci sono 2.684 e risultano in crescita costante, e approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Modena nella seduta di giovedì 21 maggio. 

Il documento è stato approvato dopo essere stato emendato su proposta del Movimento 5 stelle per esplicitare che spetta all’Ausl risolvere il problema del ritardo nei rimborsi ai piccoli esercizi per l’acquisto di alimenti senza glutine, e per invitare i locali che offrono menù “gluten free” a iscriversi al progetto “Alimentazione fuori casa” promosso dall’Associazione italiana celiachia (Aic). Respinto invece un emendamento del consigliere di CambiaModena Antonio Montanini per promuovere il mangiare sano e il cibo salutistico. 

Il documento chiede inoltre all’Amministrazione di prevedere un ulteriore punto vendita di alimenti senza glutine, oltre a quello già presente, all’interno del mercato Albinelli “per sopperire alla scarsità dell’offerta in centro storico”; di valutare l’adozione, nelle scuole d’infanzia e primarie del Comune di Modena, del progetto “In fuga dal glutine”, finanziato con i proventi del 5 per mille, per informare e formare alunni e insegnanti; si sostenere il progetto promosso dall’Aic per un corso di formazione specifico per gli studenti delle scuole alberghiere; di prevedere iniziative sulla....






martedì 19 maggio 2015

Celiachia: presentata una proposta di legge per dire basta ai buoni e usare la tessera sanitaria;






Rivoluzione in vista per i celiaci



Il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge per dire basta ai buoni e usare la tessera sanitaria. L'iniziativa, condivisa dall'ACI, renderebbe più facile la vita dei 65mila celiaci italiani.

Porta la firma del senatore Vincenzo Santangelo del Movimento 5 Stelle la proposta di legge presentata in Senato per rendere più facile la vita dei 65mila celiaci italiani, permettendo loro di acquistare pasta, pane e biscotti senza glutine con la semplice tessera sanitaria invece dei buoni erogati dal Servizio sanitario nazionale.

«I disagi legati all'uso dei buoni sono tanti e creano forti disparità tra i celiaci: i buoni cartacei sono validi solo all'interno della Regione di residenza della persona affetta da celiachia; solo alcune Regioni hanno innalzato i tetti di spesa mensili a carico del Ssn, con la conseguenza che c'è chi può spendere di più e chi meno; differenze importanti, infine, ci sono anche nella distribuzione: in alcune Regioni i prodotti senza glutine si trovano anche nella grande distribuzione organizzata e nelle farmacie. La nostra proposta di legge prevede, invece, che gli acquisti avvengano grazie a un codice personale valido su tutto il territorio nazionale che viene inserito elettronicamente nella tessera sanitaria insieme al limite massimo di spesa», ha spiegato Santangelo.

Dal canto suo l’Associazione Italiana Celiachia da tempo ha segnalato la problematica della spendibilità dei buoni fuori della propria regione di residenza ed è impegnata a sensibilizzare le istituzioni sulla necessità di dare maggiore ampiezza ed eterogeneità all’erogazione anche nella grande distribuzione organizzata, garantendo complementarietà rispetto al canale farmaceutico. ....





venerdì 15 maggio 2015

Energia dalle piante: alcuni studenti liceali produrranno energia fotovoltaica a costo ridotto utilizzando le piante.






Energia dalle piante: gli scienziati vanno al liceo

L'Itis Avogadro di Torino esporrà ad Expo 2015 il suo progetto rivoluzionario nel campo dell'energia rinnovabile. Grazie alla tecnologia delle "Celle di Grӓtzel", gli studenti produrranno energia fotovoltaica a costo ridotto utilizzando le piante.



Energia del tutto "green" che proviene dalle piante?
E' possibile grazie al progetto "DSSC - Energy from Vegetables" dei ragazzi dell'Itis Avogadro di Torino che, sotto la guida del professore Antonio Mandarano e il giovanissimo universitario e aspirante ricercatore Matteo Giardino, hanno realizzato un progetto che produce energia fotovoltaica in modo totalmente rivoluzionario. I ragazzi hanno lavorato infatti sulle “Celle di Grӓtzel”, una tecnologia recente per la quale lo scopritore ha ottenuto il "Millenium Technology Grand Prize 2010", utilizzando coloranti che provengono dalle piante per ottenere un processo di fotosintesi artificiale. Il lavoro dell'Itis Avogadro è risultato vincitore nella competizione "La scuola per Expo 2015", promosso dalla Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione e la Partecipazione del Miur, e gli studenti potranno esporlo il prossimo 21 maggio al Padiglione Italia di Expo 2015.


MIRTILLI E BARBABIETOLE: IL FUTURO DELL'ENERGIA? -
Le Celle di Grӓtzel" - ha spiegato a Skuola.net Matteo Giardino - "sfruttano l'energia del sole per produrre elettricità, riproducendo in laboratorio una fotosintesi artificiale. Si tratta di energia fotovoltaica, ma più "green" ed economica di quella tradizionale. Niente silicio, che è un componente tossico, ma biossido di titanio e coloranti naturali, che insieme agli elettroliti sono i componenti necessari a produrre energia. In particolare, abbiamo visto che sono particolarmente utili i coloranti ricavati da mirtilli, barbabietole e fiori di Cristantemo". Sotto la guida di Matteo e del professore Mandarano, gli studenti dell'Itis Avogadro con a capo la talentuosa e giovanissima studentessa Irene Pomero hanno messo a punto celle che producono circa 1 volt: le presenteranno ad Expo 2015 nel Vivaio Scuole del Padiglione Italia il prossimo 21 maggio dalle 15:00 alle 16:30.





mercoledì 29 aprile 2015

Celiachia: rimborsata anche la spesa di prodotti senza glutine nei supermercati...






Celiaci: rimborsata anche la spesa nei supermercati lecchesi



LECCO – Ottima notizia per i celiaci residenti nel lecchese: a seguito di una prima fase di sperimentazione già avviata nel 2014 in alcune province della Lombardia, è stata estesa anche ai territori della ASL di Lecco una iniziativa che interessa tutte le persone affette da celiachia, in particolare dalle patologie Morbo Celiaco e Dermatite Erpetiforme.

Gli assistiti celiaci ora possono utilizzare il budget mensile per gli alimenti dietetici senza glutine rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, stabilito dal decreto 4 maggio 2006 del Ministero della Salute per sesso e fasce d’età, anche nei punti vendita convenzionati delle più importanti catene di supermercati della Grande Distribuzione presenti sul territorio e non solo.

Infatti da oggi è possibile, per gli assistiti celiaci, fare la spesa anche presso punti vendita e GDO nei territori delle altre ASL lombarde, permettendo così agli aventi diritto di utilizzare il proprio budget su tutto il territorio regionale. L’accordo tra Regione Lombardia e alcune catene della GDO è un’ ulteriore opportunità per i celiaci lecchesi, che va ad aggiungersi al servizio di rimborso per gli acquisti effettuati nelle farmacie e nei negozi specializzati.

Utilizzando la Tessera Sanitaria – Carta Nazionale dei Servizi o la Carta Regionale dei Servizi (La TS-CNS sta sostituendo in modo progressivo la CRS in possesso dei cittadini lombardi alla naturale scadenza di 6 anni) e l’apposito codice celiachia, inviato a casa a tutti gli assistiti celiaci delle ASL della provincia, è possibile scegliere di rifornirsi anche nei supermercati convenzionati oppure, nelle farmacie e/o negozi specializzati, abilitati da diverso tempo.







martedì 21 aprile 2015

orto e giardino: il Prunus "anticancro"; arriva il kit hi-tech per coltivare l'orto; coltiva alberi a forma di mobili






Il Prunus "anticancro" fa il giro del mondo. Pronte 1100 piante per la sperimentazione



Sta facendo il giro di tutta l’Italia (e non solo) la sperimentazione delle proprietà benefiche di una pianta che cresce nelle zone più incontaminate del Molise. A Bagnoli del Trigno, in provincia di Isernia, la conoscono anche perché dall'estratto di questo frutto e delle foglie si produce un liquore, il Trignolino. Un liquore considerato per le sue proprietà astringenti in quella che si può definire come "medicina popolare". Un frutto dal sapore aspro che, quando è molto maturo, può essere consumato anche a fine pasto proprio come una frutta. Oggi, uno studio sta verificando la funzione antitumorale dell’estratto che da solo – è bene ricordarlo – non ha effetti ma va abbinato ad un composto specifico, sempre naturale, prodotto in laboratorio e brevettato. Questo per evitare anche possibili «assalti» alla ricerca del frutto blu che potrebbe essere considerato come un qualcosa di «miracoloso».

Da un cespuglio di Prunus spinosa nasce anche il fiume che segna in parte il confine con l’Abruzzo. Giovanni Occhionero, chimico farmaceutico responsabile della Biogroup, spiega come è nata l’idea di coltivare questa pianta balzata agli onori della cronaca nazionale, dal Corriere a Il Sole 24 Ore, passando per altri media e, ovviamente, spopolando sui social network. Per ora verranno coltivate mille e cento piante. «Non a caso – spiega entusiasta l’esperto – sono due anni che organizziamo la Trignolata, un evento nato proprio da quando abbiamo iniziato a collaborare con l’Istituto Superiore di Sanità. Chiaramente non abbiamo detto nulla di questo studio nei dettagli in quanto quello che abbiamo prodotto è stato oggetto di un brevetto. La preparazione è brevettata. Siamo un’azienda – precisa il dottor Occhionero - non ci possiamo affidare solo alla raccolta spontanea. Dobbiamo avere dei terreni dove poter coltivare questa pianta e vedremo le cose come andranno. Se partirà alla grande può essere una nuova coltura per il Molise».


Edyn, il kit hi-tech per coltivare l’orto



Un kit che aiuta gli agricoltori a coltivare l’orto. Realizzato da Jason Aramburu, fondatore dell’associazione Re-Char nata per aiutare gli agricoltori in Kenya, e premiato dal CES 2015, il kit Edyn si compone di due elementi.

Il primo, Edyn Garden Sensor, permette di monitorare costantemente le condizioni dell'ambiente e del terreno per facilitare la coltivazione dell'orto e intervenire in modo mirato per migliorare lo stato delle coltivazioni. Edyn raccoglie i dati relativi alla quantità di acqua, temperatura e nutrienti del terreno visualizzati tramite l’app.

Il dispositivo localizza inoltre la posizione del coltivatore e suggerisce le piante migliori a seconda del clima e delle condizioni del suolo in cui si trova. Il device si può preordinare su kickstarter o direttamente sul sito per 99 dollari e sarà disponibile da maggio.


Gavin Munro, l'uomo che coltiva alberi a forma di mobili



Gavin Munro non coltiva semplicemente alberi, coltiva mobili. Realizzare un mobile in modo tradizionale può richiedere decenni se consideriamo il tempo necessario per la crescita di un albero. E se fosse possibile inserire la creazione del mobile proprio in questo processo?
Coltivando l'albero nella forma che si desidera si evita il consumo energetico necessario per utilizzare gli strumenti propri della produzione di mobili, a partire dalle motoseghe.

Gavin Munro ha escogitato un metodo per risolvere il problema. Il procedimento è molto semplice. Si tratta di seguire la crescita degli alberi in modo da dare forma a tronchi e rami tramite supporti e innesti. Munro ha progettato degli speciali stampi per fare in modo che gli alberi crescano nella forma richiesta. Il progetto è in corso di svolgimento nel Derbyshire, in Inghilterra.

Secondo Munro, si tratta di un modo più semplice e sostenibile per creare mobili. Questa scelta infatti permette non soltanto di dare vita a nuovi pezzi d'arredamento ma anche di produrre ossigeno e di assorbire anidride carbonica, quando gli alberi sono in corso di coltivazione.







venerdì 17 aprile 2015

Celiachia: All'Expo dare voce a che deve mangiare senza glutine; la diagnosi precoce è possibile






Celiaci: "All'Expo dare voce all'1% del pianeta che deve mangiare senza glutine"


Manca poco al via di Expo 2015 e anche l'Associazione italiana celiachia (Aic) scende in campo. Anche chi è celiaco sarà infatti protagonista dell'evento mondiale dedicato all'alimentazione. "L'Aic ha fatto di questo tema un lavoro e vorrebbe far sentire la propria voce perché sa di avere qualcosa di importante da dire - afferma l'associazione - L'1% della popolazione mondiale deve nutrirsi senza glutine, perché celiaco. Se è vero che nel 2050 il Mondo ospiterà 9 mld di persone, circa l''1% - la percentuale dell'incidenza della celiachia sulla popolazione mondiale - dovrà eliminare il glutine dalla propria dieta. Parliamo di 90mln di persone".

 L'Aic lancerà anche una versione speciale della sua 'app' per dispositivi mobili, in lingua inglese e interamente dedicata al tema dell'ospitalità per i visitatori celiaci che invaderanno gli eventi dell'Expo e alloggeranno a Milano.


Celiachia, la diagnosi precoce è possibile


5 parametri da verificare nei bambini

I casi diagnosticati di celiachia aumentano ogni anno del 10 per cento, ma tante persone rimangono ancora all'oscuro della loro condizione. Si tratta di un problema soprattutto per i bambini, che scontano così difficoltà nello sviluppo, e per le donne, la cui fertilità può essere messa a repentaglio. Uno studio dell'Università di Kuopio, in Finlandia, si è concentrato sulla crescita dei bambini per diagnosticare eventualmente l'intolleranza. Il team diretto da Antti Saari ha analizzato i dati di oltre 50mila bambini sani, confrontandoli con quelli di 177 piccoli pazienti celiaci. Sono stati valutati 5 parametri legati allo sviluppo, dalla nascita al momento della diagnosi.

Dai risultati, pubblicati su Jama Pediatrics, è emerso che le variazioni di altezza e indice di massa corporea rispetto ai dati standard per sesso ed età si traducevano in una crescita “anomala” nel 57 per cento delle bambine e nel 48 per cento dei bambini malati di celiachia. Tutto ciò già 2 anni prima della diagnosi vera e propria. “Il ritardo nello sviluppo corporeo è una caratteristica precoce e frequente nei bambini celiaci – scrive Saari –. Il monitoraggio attento della crescita perciò potrebbe essere molto utile per riconoscerli in maniera veloce. L’ideale sarebbe avere software appositi in cui inserire i dati del bimbo per confrontarli con quelli della popolazione di riferimento, perché altrimenti non è semplice orientarsi e capire quanto ci si stia effettivamente discostando dalla norma e quindi se è il caso di 'allarmarsi' e procedere ai test diagnostici specifici per l’intolleranza al glutine”.



Celiachia: come riconoscerla



Ogni anno abbiamo sempre un numero maggiore di diagnosi di celiachia. Potrebbe esserci un aumento di casi, o banalmente, maggiori diagnosi perché c'è maggior attenzione alla malattia. Nonostante ciò, sono ancora pochi i casi accertati rispetto al numero effettivo di persone celiache. Si stima che in Italia la malattia celiaca colpisca un italiano su 100, cioè ben 600 mila persone, contro circa 150 mila diagnosi ufficiali.

Per questo Dica33 ha deciso di fare un focus sulla malattia intervistando Alberto Tittobello, professore di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva all'Università di Milano, per aiutare tutti coloro che presentano sintomi dubbi a effettuare più facilmente una diagnosi, per poter cominciare il più presto possibile la terapia che permetterà loro di stare bene.








venerdì 10 aprile 2015

Expo 2015: dove si comprano i biglietti e come utilizzarli






Expo 2015 FAQ: come si comprano i biglietti? Cosa è e cosa c’è?


Dal primo maggio al 31 ottobre del 2015 la città di Milano ospiterà "l’Esposizione universale", cioè l’Expo 2015. Sono attesi almeno 20 milioni di visitatori. Ma nel dettaglio di cosa si tratta? Ecco una guida sintetica proposta da Il Post su tutto ciò che c’è da sapere per prepararsi a dovere a questo evento.

Cos’è l’Expo?
Una fiera enorme, distribuita su spazi e allestimenti diversi. Il tema è il cibo, la nutrizione e l’alimentazione: "Nutrire il pianeta, energia per la vita" è la sua descrizione ufficiale. I Paesi partecipanti mostreranno il meglio delle proprie tecnologie e delle proprie risorse collegate a questo tema.

Dov’è? Come si raggiunge e quando si può visitare?
L’Expo 2015 di Milano non si terrà propriamente a Milano: l’area scelta per ospitare gli eventi si trova infatti a nordovest di Milano, all’interno del territorio comunale di Rho e in corrispondenza della nuova Fiera di Milano. Ci sono vari modi per raggiungere la zona, secondo se ci si trova già in città o se si arriva direttamente dall’aeroporto o dalla stazione. Dalla città il modo più facile sarà la metropolitana. Chi arriva da fuori in treno potrà scendere alla stazione Rho Fiera Milano. Chi arriva direttamente dall’aeroporto – qualsiasi dei tre della zona, Malpensa, Linate e Orio al Serio – può prendere una delle molte navette per raggiungere il centro della città e da lì utilizzare la metropolitana. L’Expo sarà aperta tutti i giorni, dal lunedì alla domenica, dalle 10 alle 23.

Che c’è dentro?
La zona è grande più di un milione di metri quadri e la sua forma ricorda quella di un’isola. La fiera si svilupperà su due strade ortogonali, chiamate Cardo e Decumano. Nell’intersezione tra le due strade principali si trova la piazza centrale dell’Expo, Piazza Italia, che rappresenta simbolicamente il luogo in cui l’Italia incontra tutti gli altri paesi del mondo. Ai quattro estremi del Cardo e del Decumano sono situate le strutture più importanti dell’Expo Milano 2015: la Collina Mediterranea, la Lake Arena, l’Open Air Theatre e l’Expo Centre.
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Come si comprano i biglietti?
I prezzi dei biglietti d’ingresso variano a seconda delle fasce d’età (si parte dai 20 euro) e della modalità di entrata. I biglietti si possono comprare direttamente sul sito oppure dai rivenditori autorizzati (il più grande è l’Expo Gate in piazza Cairoli, a Milano, davanti al Castello Sforzesco). Sul sito il pagamento è per ora previsto soltanto tramite carta di credito, il pagamento tramite Paypal non è accettato. Se pensate di visitare l’esposizione, può essere saggio comprare il biglietto prima dell’inizio dell’Esposizione: fino al 30 aprile è previsto uno sconto del 20 per cento.

Leggi l'articolo originale su: ladyblitz.it





giovedì 9 aprile 2015

Celiachia: Colon irritabile, spesso è colpa del glutine; AIC: sabato 11 e domenica 12 aprile assemblea e seminario...






Colon irritabile, spesso è colpa del glutine

È bene fare i controlli necessari per evitare disturbi curabili derivanti dal colon irritabile. In un caso su quattro infatti è solo una questione di sensibilità al glutine…



In un caso su quattro ciò che viene identificato come colon irritabile ritrova una causa specifica nella sensibilità al glutine non celiaca con sintomi che possono essere comuni ad entrambe e che regrediscono alla sospensione dell’assunzione con la dieta di pane e pasta. Non sempre infatti le coliti sono l'espressione di una sindrome del colon irritabile. Nel 5% dei casi a essere responsabile di quei sintomi e di altre alterazioni del funzionamento dell'apparato intestinale è il glutine. Il dato è diffuso dall'Aigo, l'Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri, a conclusione di uno studio condotto per individuare la diffusione della sensibilità al glutine.

Nell'ambito della ricerca, per tre settimane il team ha eliminato dalla dieta dei pazienti coinvolti gli alimenti contenenti glutine, il complesso proteico presente in diversi cereali, dal frumento all'orzo e, di conseguenza, in tantissimi alimenti. Senza questi cibi i sintomi scomparivano per poi fare una nuova comparsa nei pazienti che li avessero riassunti. Pertanto, è possibile ipotizzare il ricorso a un trattamento basato sull'alimentazione per le persone sensibili al glutine. 


AIC: sabato 11 e domenica 12 aprile assemblea e seminario sulla Celiachia

L’Associazione italiana celiachia (AIC) del Trentino propone sabato 11 e domenica 12 aprile due importanti appuntamenti rivolti a chi si occupa di celiachia o è affetto da questa intolleranza alimentare al glutine sempre più diffusa anche nella nostra provincia.

Sabato 11 aprile al Mercure Nerocubo Hotel di Rovereto (vicino al casello autostradale sud) dalle 8.30 alle 16.00 è in programma il secondo congresso organizzato dal Comitato scientifico di AIC Trentino rivolto a medici, dietisti, dietologi e a tutte le figure professionali che hanno a che fare con la celiachia le patologie glutine correlate. Si parlerà di celiachia negli adulti e verranno presentati tutti i dati aggiornati sulle diagnosi di celiachia in Trentino.

Domenica 12 aprile nella stessa sede dalle 10 alle 16.30 si svolgerà invece l’assemblea annuale dei soci di AIC Trentino nel corso della quale sarà possibile porre domande al dott. Federico Biagi del dipartimento di medicina interna del Policlinico S. Matteo dell’Università di Pavia, e saranno presentate tutte le nuove iniziative e gli eventi promossi dall’associazione per rendere possibile l’alimentazione certificata senza glutine fuori casa.


Celiachia: 16mila malati nelle Marche ma solo 3000 lo sanno



MARCHE - Con il termine "celiachia" si intende una patologia di natura autoimmunitaria che colpisce primariamente l'intestino, causata dal glutine alimentare nei soggetti geneticamente predisposti. 
In Italia la malattia colpisce circa l'1% della popolazione ed è in aumento. Nelle Marche il fenomeno è in linea con i dati nazionali: ne soffrono circa 16mila persone ma solo 3000 lo sanno perché, come spesso accade, molti casi di celiachia sfuggono alla diagnosi generando il cosiddetto "iceberg celiaco".

Normalmente, infatti, solo una piccola parte dei casi di celiachia è adeguatamente riconosciuta e quindi curata. Chi sfugge alla diagnosi e quindi ai trattamenti si espone al rischio di complicanze tardive (infertilità, osteoporosi, turbe neurologiche o tumori intestinali). 
Qui si inserisce il progetto presentato oggi dal Prof. Carlo Catassi docente di Clinica Pediatrica, dal Rettore dell'Università Politecnica delle Marche Sauro Longhi, dal direttore dell'ASL 20 di Verona Dottoressa Maria Giuseppina Bonavina e sostenuto dalla Fondazione Cariverona e dal suo presidente Paolo Biasi: "La celiachia: diagnosi precoce nel bambino in età scolare".




sabato 28 marzo 2015

Giardinaggio: VerdeMura ottava edizione; Festa dei Fiori di Crevalcore; Festa dei fiori di Arzignano






Mostra Mercato del giardinaggio e del vivere all’aria aperta



Si è inaugurata questa mattina alla presenza delle autorità lucchesi l’ottava edizione di VerdeMura, manifestazione nazionale di giardinaggio che porta a Lucca espositori e visitatori di tutta Italia. E anche dall’estero: sono presenti per esempio un vivaio di succulente particolari della Slovenia, un altro assolutamente prestigioso tedesco e uno dei più importanti produttori internazionali di orchidee da collezione proveniente da San Paolo del Brasile.

Tra i 156 espositori, numerosa e all’altezza della fama di VerdeMura anche la delegazione del territorio lucchese, che si segnala innanzi tutto per la produzione di piante di qualità: agrumi, salvie, arbusti rari, aromatiche, fruttiferi, camelie
Proprio a VerdeMura, domani alle ore 15, faranno il debutto ufficiale in società tre nuove camelie create dal vivaio Rhododendron di San Ginese di Compito, tutte in diverso modo dedicate a questa terra di Toscana: ‘Ilaria del Carretto’ bianca, ‘Guido Cattolica’ rosso scuro e ‘Perla di Toscana’ rosa perlaceo.


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23a Festa dei Fiori di Crevalcore



Domenica 29 marzo, nel centro storico di Crevalcore, si rinnoverà l’appuntamento con la ventitreesima "Festa dei Fiori". Una festa, organizzata dalla Pro Loco, che vedrà “accendere” e inebriare Crevalcore di quei profumi e colori che solo la primissima primavera può offrire. 
La manifestazione prevede una mostra-mercato di fiori non recisi, piante, vasi, ceramiche e attrezzature da giardinaggio

Oltre ai produttori della zona saranno ospiti attività provenienti dalla regione Toscana e dal Veneto, che apprezzano l’accoglienza che sa loro regalare il territorio e trovano in Crevalcore una buona piazza per i loro prodotti. 
Non mancherà il tradizionale appuntamento con il mercatino degli hobbysti, ma anche l’artigianato, i banchi di enogastronomia e ortofrutta.

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Fiorigrafia: la prima festa dei fiori di Arzignano


La manifestazione floreale, unica nel suo genere, e patrocinata dal Comune di Arzignano, si svolgerà dal 24 al 26 aprile, all'interno della cornice delle suggestive sale di Atipografia, dove è attualmente allestita l’affascinante mostra "Fiori violenti: fototropismo verso la forma" di Mattia Bosco, alla quale verrà affiancata, nei giorni del mercato, e per le due successive settimane, un secondo evento espositivo dell’artista Maruzza Bianchi Michiel, che si ispirerà alla natura, ai suoi fenomeni e mutamenti servendosi dei fiori, soggetti estetici dall’effimera identità, ma che esprimono continuità nel tempo.

Il giardino antistante la sede, insieme agli spazi coperti, dall’arredamento originale, accoglieranno espositori e ospiti dell’evento botanico. Un'occasione di tre giorni, in concomitanza con la nota Fiera degli Uccelli di Arzignano, per acquistare fiori e piante per arredare con fantasia la propria casa o il proprio giardino, riflettendo e giocando sul loro significato, così come si usava fare nel passato.

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venerdì 20 marzo 2015

Celiachia: Nuovi farmaci in sperimentazione; Siamo tutti celiaci… o no, la moda del gluten free






Nuovi farmaci per la celiachia



In sperimentazione diversi composti

Non c'è solo la via della restrizione alimentare per il contrasto della celiachia. Una revisione realizzata dal dott. Joseph A. Murray della Mayo Clinic di Rochester si è concentrata sulla ricerca farmacologica per questo tipo di intolleranza. 

Ci sono ben 8 linee di sviluppo che si trovano a differenti livelli di sperimentazione. 
Il composto in fase più avanzata è ALV003, una sorta di cocktail formato da due proteasi ricombinanti specifiche per il glutine, una cistina proteasi e una prolil endopeptidasi che hanno dimostrato in vitro di degradare il glutine, scomponendolo in prodotti più piccoli e non dannosi. 
Al momento il farmaco è in fase di sperimentazione su 500 pazienti

Un'altra terapia in fase di sviluppo è il larazotide acetato, un regolatore delle giunzioni strette.
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Siamo tutti celiaci… o no

Fai la prova: scrivi la parola "glutine" su Google, oppure fa un giro nel supermercato sotto casa. Gli alimenti gluten free si moltiplicano sugli scaffali e non c’è sito sull’alimentazione sana che non proponga ricette che escludono la presenza di questa proteina.

È un bene che le persone affette da celiachia possano disporre di una varietà di alimenti adatti a loro, ma la moda del gluten free va oltre la giusta attenzione per chi soffre di questa intolleranza. 

Si è diffuso il messaggio che il glutine fa male a tutti, che infiamma l’intestino, da gonfiore, fa ingrassare e chi più ne ha più ne metta. 
E così tanta gente si mette a dieta di esclusione autoprescritta, sottoponendosi volontariamente e senza un reale motivo alle difficoltà e alla scomodità che le persone celiache sono costrette ad affrontare quotidianamente.
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venerdì 13 marzo 2015

Celiachia: Auchan ritira biscotti per tracce di allergene; Farmo, imprenditori senza glutine






Celiachia, Auchan ritira biscotti Biscoff per tracce di allergene



Con una nota ufficiale Auchan invita tutti i suoi clienti a non consumare questi biscotti e anzi, a restituire le confezioni qualora ne avessero a casa. Chi è intollerante al glutine, insomma, potrebbe avere più di un problema nel consumare i biscotti Biscoff che dovrebbero invece essere gluten free, almeno secondo quanto riporta l’etichetta. In particolare, i lotti ritirati sono: 100815 A scadenza 10/08/2015 e 310815 A scadenza 31/08/2015.

Attenzione però, non si tratta di cibo scaduto messo in commercio. I biscotti sono perfettamente commestibili da coloro che non hanno particolari intolleranze, diventano però pericolosi per coloro che sono intolleranti al glutine o celiachi. La celiachia è una malattia causata da una reazione alla gliadina, una prolammina (proteina del glutine) presente nel grano. Per questo motivo chi soffre di celiachia deve assolutamente evitare tutti quei cibi che possano contenere questa proteina.

Farmo, imprenditori senza glutine

L'azienda ha scommesso sul mercato dei celiaci e fattura 8 milioni di euro l'anno
ALESSANDRA LANZA


Ci sono intuizioni che possono cambiare la vita di una persona. O, in questo caso, di un'azienda. La storia di Farmo nel settore della produzione alimentare risale al 1922, ma è nel 2000 che il suo presidente Remo Giai decide di dare all’impresa di famiglia la svolta che l'ha resa leader nel suo settore: quando ancora in pochi riconoscevano a livello commerciale l'importanza dei prodotti senza glutine, riservati a una piccola cerchia di consumatori – che li potevano acquistare soltanto in farmacia – Farmo ha deciso di scommettere su un futuro industriale.

L'1% della popolazione italiana è celiaca, ma i 3/4 non ne è consapevole. L’intuizione si è dimostrata esatta: la domanda di prodotti senza glutine, negli anni, è infatti aumentata. Basta confrontare i dati contenuti nella Relazione annuale al Parlamento sulla celiachia promossa dal Ministero della salute. 

Se nel 2007 i celiaci censiti in Italia erano 64.398, a dicembre 2013 i numeri sono saliti a 164.492. Eppure, come segnala Elisa Canepa, del Gruppo AIC la prevalenza stimata di questa patologia è l’1% della popolazione italiana. Il numero teorico complessivo dei celiaci sarebbe quindi 600mila persone circa, dei quali 435.508 – cioè il 72.6% - ad oggi non è ancora consapevole di essere celiaco.






mercoledì 11 marzo 2015

Celiachia: a breve i primi farmaci; Incontro su diabete e celiachia; La pasta che non fa ingrassare e non scuoce






Celiachia, entro qualche anno primi farmaci


Almeno due farmaci contro la celiachia si stanno rivelando molto promettenti nei primi test sull'uomo, ed entro qualche anno dovrebbero arrivare a disposizione dei pazienti. Lo afferma una revisione di tutti i trial clinici in corso sul tema pubblicata dalla rivista Gastroenterology Report. ''Le due molecole che hanno i requisiti per entrare nell'ultima fase della sperimentazione a breve - spiegano gli autori, coordinati da Klaus Gottlieb dell'azienda privata Quintiles, che hanno analizzato tutti i test registrati sul sito clinicaltrials.gov - una che scompone il glutine in prodotti più piccoli e non dannosi e un'altra che rende lo stomaco meno permeabile, prevenendo il passaggio di potenziali sostanze tossiche negli strati più interni''.


Diabete e celiachia: incontro per genitori



«Doppia enne, doppia emme - Donne e mamme l’8 marzo». È il titolo di una rassegna che vede due incontri, in programma giovedì e il 26 marzo, proposta dalle associazioni SalsoPediatria e Salso Genitori (col patrocinio del Comune) e nata da un’idea di Tiziano Tanzi. 
Durante il primo incontro, giovedì alle 20,30 al Palacongressi, si parlerà di «Diabete tipo 1 e celiachia»: Ilaria Bertinelli presenterà il suo libro «Uno chef per Gaia. La gioia della cucina per diabetici celiaci e appassionati » ricette con e senza glutine, con e senza zucchero con la conta dei Cho (letture di Elena Diemmi). 
Sarà ancora possibile mangiare qualcosa di buono? Da questa domanda nasce questo libro: è la domanda di una mamma alla cui bambina, Gaia, è stato diagnosticato prima il diabete mellito poi, come a volte può succedere, anche la celiachia. Di punto in bianco i cibi che prima si potevano mangiare sono diventati veleno. Il valore del ricettario è pratico ed emotivo insieme. Pratico perché offre una vasta gamma di proposte tenendo sempre sotto controllo quelle informazioni imprescindibili per le malattie; emotivo perché risolve la «divisione» che quelle malattie provocano nella famiglia, ridando il piacere di sedersi tutti intorno a una tavola.


Celiaci, in arrivo la pasta che non fa ingrassare e non scuoce



Realizzati in via sperimentale pane e pasta gluten free, utilizzando tra gli ingredienti la farina di fagiolo. Tra le caratteristiche: maggiore resistenza alla cottura e con caratteristiche di gusto e profumo eccellenti, ma nello stesso tempo a ridurre il loro Indice Glicemico

Una buona notizia per i celiaci e per tutti il ​​coloro Che utilizzano Alimenti senza glutine: una pasta di Che non ingrassa e non scuoce E Vicina. Lo garantisce, per ora un Livello di laboratorio, Una Ricerca dell'Istituto di Scienze degli Alimenti e della Nutrizione (Isan) della facoltà di Scienze agrarie, alimentari e Ambientali dell'Università Cattolica di Piacenza. I Ricercatori piacentini Hanno Realizzato in via sperimentale pane e la pasta utilizzando Tra Gli ingredienti la farina di fagiolo, ottenendo prodotti con Una maggior Resistenza alla cottura e con Caratteristiche di gusto e profumo Eccellenti.

Fino ad oggi si è osservato che la popolazione celiaca Spesso va incontro a delle Nazioni Unite progressivo Incremento di sovrappeso e obesità, con il Rischio di Andare incontro a Malattie di Carattere metabolico. La causa potrebbe Essere Nelle Caratteristiche degli Alimenti contenenti amido (riquadro, pasta e prodotti da forno) Che compongono la dieta senza glutine e il Che Sono caratterizzati da un rapido assorbimento e alti indici glicemici (IG).

«I celiaci si nutrono di cibi con un indice glicemico Più alto rispetto ai cibi contenenti glutine e questo comporta spesso un aumento di peso», spiega Gianluca Giuberti, il che ha Guidato Il Progetto di Ricerca dell'Istituto piacentino. «Abbiamo quindi pensato, anche su sollecitazione di alcuneAziende Che Producono Alimenti per questi soggetti, di ipotizzare l'utilizzo di Fonti alternative di amido con un basso IG venire i legumi». Questo tipo di amido è "un lento assorbimento" se paragonato a quello dei Cereali comunemente utilizzati nella formulazione di prodotti senza glutine.