giovedì 31 dicembre 2009

ARTRITE: I DOLORI SI COMBATTONO CON GIARDINAGGIO E YOGA. Gli esercizi che migliorano la flessibilita'

Gli esercizi che migliorano la flessibilita' come lo yoga, il pilates, il tai chi, l'aerobica, l'acqua gym e il nuoto - ma anche attivita' casalinghe come il giardinaggio e i lavori domestici - sono un valido aiuto per il miglioramento della flessibilita' articolare e, di conseguenza, aiutano a ridurre i dolori anche nelle persone che soffrono di artrite. E' quanto sostiene uno studio pubblicato su HealthSource Mayo Clinic Women's. Persone affette da artrite che fanno regolare movimento fisico, si legge nello studio, fanno registrare livelli di dolore piu' bassi rispetto a chi non esegue gli esercizi.

Quando una persona smette di fare esercizio, le articolazioni e i muscoli che le circondano diventano meno mobili, provocando un aumento dell'affaticamento e del dolore a ogni movimento.

A tutte le eta', spiegano i ricercatori, e' sempre bene fare un po' di sport: oltre a migliorare l'agilita' articolare, un po' di movimento migliora anche l'umore, il sonno e rende piu' energici.

martedì 29 dicembre 2009

Alimentazione piu' sana: i cibi che fanno bene al cuore, consigli per una alimentazione senza grassi

Una corretta alimentazione deve essere alla base della nostra salute, si dice che "sei quel che mangi", la salute, infatti, parte dalla tavola, anche quella del cuore, si può mangiare con gusto senza necessariamente ricorrere all’ uso di grassi.

Per la salvaguardia del nostro cuore è importante alimentarsi soprattutto con frutta e verdura fresca, legumi, cereali integrali, evitando l’ uso di grassi, sale e zucchero, usando, per i condimenti, esclusivamente olio extravergine d’ oliva.

La prima colazione, ad esempio, non va mai eliminata, è necessaria per fornire l’ energia per affrontare la giornata, soprattutto se si conduce una vita dinamica, non bisogna mai privarsi di questo momento di inizio giornata, consumando alimenti a basso contenuto di grassi e ricca di frutta e cereali integrali.

CONSIGLI COLAZIONE SENZA GRASSI
- cereali a basso contenuto o, meglio ancora, senza zuccheri, preferendo fiocchi d’ avena, mais o riso, latte scremato, frutta e semi di sesamo, girasole o zucca;
- è preferibile il pane di segale o integrale, oppure una fetta di pane tostato con marmellata senza zucchero;
- macedonia di frutta fresca con yogurt magro naturale senza zucchero;
- frullato di fragola, yogurt magro al naturale dolcificato con un pizzico di miele;
- focaccine di crusca d’ avena con frutta fresca;- muesli senza zucchero accompagnato da yogurt magro naturale;
- pane tostato di frumento integrale con ricotta e frutta fresca;
- frittelle cotte alla piastra con purée di mele e miele.
E’ sana abitudine non saltare mai il pranzo, e, soprattutto, mai affidarsi a pasti veloci a base di panini e patatine fritte, evitare i grassi si può, non rinunciando al sapore, ci si può anche concedere un dessert, un pranzo da consumare con tranquillità per reintegrare le vitamine e le energie consumate nel corso della mattinata.

CONSIGLI PRANZO SENZA GRASSI
- minestra di verdura fresca e cracker di segale;
- panino con insalata di pollo, senza pelle, pane di segale o integrale;
- insalata di pollo senza pelle, o tonno al naturale, condito con olio e succo di limone;
- patate al forno cotte senza condimento, ricotta fresca al naturale o aromatizzata, tonno e mais e un pizzico di panna a basso contenuto di grassi con contorno di insalata;
- frittelle di pesce bianco alla griglia, in alternativa, salmone o tonno, insalata mista o verdure cotte a vapore;
- verdura, pollo o tonno con verdure alla griglia accompagnate da pane azzimo;
- sgombro o aringa passati in farina di avena e cotti alla griglia con verdure a vapore;
- zuppa di lenticchie o fagioli con pane integrale e insalata verde.

CONSIGLI CENA SENZA GRASSI
Per la cena ci si può concedere dei piatti più elaborati, utilizzando sempre ingredienti freschi, verdure a vapore, pesce a volontà. Si può anche optare per legumi con un ricco contorno di insalata o posta integrale, per completare un dessert, magro, naturalmente.
- salmone o trota alla piastra o al vapore accompagnate da verdure al vapore e patate bollite con la buccia;
- pasta con salsa al pomodoro e basilico, insalata con olio e semi di sesamo;
- pollo alla piastra con riso integrale e ortaggi verdi al vapore;
- petti di pollo e verdure crude con salsa di yogurt o di arachidi magra;
- verdure alla griglia con olio e contorno di riso integrale e insalata;
- pasta integrale con sugo di panna a basso contenuto di grassi e frutti di mare o funghi;
- pesce bianco al forno con crostini di pane integrale guarnito di erbe accompagnati da pomodori grigliati e verdure al vapore;
- lenticchie o fagioli e verdure al vapore.

CONSIGLI DESSERT SENZA GRASSI
Per un dessert assolutamente privo di grassi, ci si può concedere della frutta fresca, uno yogurt magro, una macedonia di frutta senza zucchero con muesli o avena, della frutta fresca guarnita con yogurt naturale magro senza zucchero o mele al forno con yogurt magro senza zucchero.

Prodotti senza glutine? Ottimi anzi sono piu' controllati, anche per chi non è intollerante

La celiachia, intolleranza alimentare ormai diffusamente conosciuta, non è da considerare una malattia, ma un regime alimentare sano, che permette, grazie ai prodotti senza glutine, di migliorare lo stile di vita dell’individuo, limitando la probabilità dell’insorgenza di tumori e stabilizzando la massa ossea.

Le ultime stime, effettuate a fine dello scorso anno, evidenziano che ben un italiano su cento è intollerante al glutine e quindi è sempre più importante diffondere informazioni utili non solo ai celiaci, ma anche e soprattutto alle famiglie che condividono la celiachia per far capire che il mangiare prodotti senza glutine non è un dovere, bensì un piacere.

Ogni anno vengono spesi ben 150 milioni di euro per l’acquisto di prodotti senza glutine e in commercio (compresi sia il circuito farmaceutico che quello della grande distribuzione) si possono ormai trovare moltissime tipologie di prodotti gluten-free, che non hanno nulla da invidiare per sapore e per confezione a quelli a base di farina. Inoltre, in natura esistono già materie prime prive di glutine (riso, mais, frutta, verdura, latte, carne, uova, formaggi, zuccheri e varie bevande), che soddisfano i desideri culinari dei celiaci e garantiscono l’equilibrio nutrizionale corretto dell’individuo.

Ma questo regime alimentare può essere seguito anche dalle persone non intolleranti al glutine? La risposta è positiva, ma sicuramente questo stile nutrizionale non può essere considerato al pari di una dieta dimagrante. Infatti, se da una parte i prodotti senza glutine sono più facilmente digeribili (basti pensare che una pasta di grano duro viene digerita in due ore mentre quella senza glutine in meno di un’ora) dall’altra apportano le stesse calorie degli alimenti contenenti glutine. Quindi, chi pensa di poter calare di peso solo assumendo gli alimenti per celiaci si sbaglia. Alla fine, la regole per mantenere un corretto peso forma rimangono sempre le stesse: non eccedere con il cibo, fare sport e mantenere un corretto stile di vita nel tempo.


lunedì 28 dicembre 2009

Dimostrato che Neuroni in vitro conservano la memoria. L'esperimento è riuscito a ricreare schemi di attività di circuiti cerebrali mantenuti in vitro


Per la prima volta, un gruppo di neuroscienziati della Facoltà di medicina della Case Western Reserve University è riuscito a ricreare schemi di attività di circuiti cerebrali mantenuti in vitro.

Nel campo delle neuroscienze, la memoria umana viene classificata in tre categorie: dichiarativa, che consente di memorizzare fatti o specifici eventi; procedurale, che consente di ricordarsi, per esempio, come si suona il piano o si va in bicicletta; e a breve termine, che permette di ricordare, per esempio, un numero telefonico finché non lo si compone.

In questo particolare studio, i cui risultati sono riportati nell'articolo "Representing information in cell assemblies: Persistent activity mediated by semilunar granule cells", che comparirà sulla rivista "Nature Neuroscience" ed è attualmente disponibile online, gli autori Ben W. Strowbridge e Phillip Larimer erano interessati a identificare gli specifici circuiti responsabili della memoria di lavoro.

Utilizzando frammenti isolati di tessuto cerebrale di roditori, Larimer ha scoperto un modo per ricreare un tipo di memoria di lavoro in vitro. Per lo studio, la scelta è caduta su particolari strutture dell'ippocampo rappresentate dalle fibre muscoidi e dalle connesse cellule granulari, che sono spesso danneggiate nelle persone affette da epilessia e che hanno la particolarità di conservare la maggior parte della loro attività anche quando mantenute in vita in sottili sezioni di cervello.

"La constatazione che molti soggetti epilettici hanno deficit di memoria ci ha portato a chiederci se esista una connessione fondamentale tra queste strutture e i circuiti di memoria”, ha spiegato Larimer.
Dopo aver constatato un'attività elettrica spontanea in queste strutture mantenute in vitro, i ricercatori hanno inserito nelle sezioni di ippocampo alcuni elettrodi di stimolazione, verificando come la loro attività spontanea “ricordasse” quale elettrodo era stato attivato.

Questo tipo di memoria in vitro aveva una durata media di 10 secondi, tanto quanto altri tipi di memoria di lavoro studiati in soggetti umani.

venerdì 18 dicembre 2009

Punteruolo rosso: Iniziativa dell'Università di Palermo "adotta una trappola" per contrastare e combattere le infestazioni.

E' questa è l’ultima iniziativa, lanciata dall’Università di Palermo, per contrastare la diffusione del Punteruolo rosso.

Con una sperimentazione di 11 mesi di cattura massale nel territorio marsalese, ove sono state collocate e controllate settimanalmente 47 trappole innescate con attrattivi feromonali e alimentari , sono stati sottratti all’ambiente oltre 4000 adulti di Punteruolo rosso, di cui oltre 70% erano femmine.

Adesso l’Università di Palermo chiede a privati, scuole, uffici pubblici, che vogliano collaborare attivamente, di adottare una trappola per ridurre le nuove infestazioni.

Per adottare una trappola non serve avere un giardino, né piante di palme (anzi la trappola va collocata ad almeno 20 m da una palma), basta avere un piccolo spazio da dedicare per almeno un paio di anni.

La trappola può essere collocata in un giardino, in un’aiuola o anche su un piazzola (in questo caso le sarà ammassata attorno della terra). L’unico accorgimento è collocarla in modo da preservarla da atti vandalici e/o curiosità dei bambini.

La trappola non contiene prodotti insetticidi ma pur sempre prodotti chimici. La trappola e le sostanze in essa contenute saranno fornite gratuitamente dall’Università, ma a chi adotta la trappola sarà chiesta una collaborazione fattiva, e cioè di:· controllarla (affinché sia sempre in perfetto stato);· contare (se è possibile a cadenza quindicinale) il numero degli adulti catturati;· dividerli per sesso (il maschio ha una fitta peluria bruna sul rostro, cioè la ‘proboscide’);· trasmettere i dati raccolti utilizzando l’apposito modulo presente sul sito creato apposta dall’Università.

Con lo stesso modulo sarà anche possibile comunicare eventuali problemi che dovessero insorgere o la necessità di effettuare sostituzione sostanze contenute nella trappola.

Per informazioni: Università degli Studi Palermo - Adotta una trappola

Alcuni testi per meglio conoscere le palme:

giovedì 17 dicembre 2009

I fiori in corsia fanno bene ai malati. Alleviano il dolore, favoriscono la guarigione e migliorano l'umore.

Una bella stella di Natale non può non accendere un sorriso sul volto di un malato costretto in ospedale in questo periodo, inoltre ricevere fiori per un degente è un piacere in ogni momento dell'anno. Ma i fiori fanno davvero bene ai malati? Sì, alleviano il dolore, favoriscono la guarigione e migliorano l'umore, inoltre non sono pericolosi. Malgrado molti nosocomi inglesi stiano bandendo i fiori dalle corsie, uno studio condotto da Giskin Day e Naiome Carter dell'Imperial College di Londra e pubblicato sul British Medical Journal riabilita i fiori in corsia e sfata alcuni miti come il fatto che i fiori portano germi o tolgono l'ossigeno ai pazienti e sono pericolosi.

Gli esperti hanno chiesto a pazienti e staff medico e infermieristico del Royal Brompton Hospital and the Chelsea & Westminster Hospital un parere sui fiori al letto del paziente in ospedale ed hanno esaminato la letteratura scientifica prodotta sull'argomento per valutare tutti i pro e contro dei fiori in ospedale. Dalla letteratura scientifica è emerso che, se è vero che l'acqua dei sottovasi dei fiori è piena di germi, non è mai stato dimostrato che questi possono essere causa di infezioni; altri studi hanno invece dimostrato che non è vero che i fiori di notte rubano l'ossigeno ai pazienti ricoverati. Sfatando questo mito si riduce anche un aggravio di lavoro per gli infermieri, abituati a portare i fiori fuori dalla stanza di notte. Non a caso, è emerso dall'indagine, uno dei motivi principali per cui lo staff ospedaliero spesso non vede di buon occhio l'arrivo di un bouquet o di un vaso di fiori è proprio il fatto che aumenta il loro carico di lavoro.

Ma i fiori, hanno dimostrato numerose ricerche, fanno bene al paziente: alleviano il dolore post-operatorio, abbassano la pressione, riducono ansia e fatica e l'uso di analgesici, migliorano l'umore e favoriscono la convalescenza. Ci sono però delle regole da seguire per chi decide di regalare fiori a un degente, concludono gli autori del lavoro: se sei un visitatore abituale del paziente sarà educato da parte tua pensare a cambiare l'acqua ai fiori ogni volta che vai; scegli dei mazzi non troppo ingombranti e preoccupati anche del vaso in cui potrai disporli in ospedale; evita infine fiori che spargono polline e che emanano un profumo troppo forte che può disturbare gli altri 'abitanti' del reparto.

martedì 15 dicembre 2009

Pistacchio, mangiare regolarmente questo frutto ci protegge dal tumore ai polmoni

Polmoni protetti con 68 grammi di pistacchi al giorno: il frutto allontanerebbe il rischio di cancro. È quanto emerge dallo studio presentato in occasione dell'American Association for Cancer Research Frontiers in Cancer Prevention Research Conference, dai ricercatori dell`Università del Texas di Houston, secondo cui il frutto secco, oltre a ridurre il colesterolo e fornire sostanze antiossidanti, aiuterebbe anche a ridurre il tumore polmonare.

La ricerca, condotta su 36 soggetti, metà dei quali hanno seguito un regime dietetico integrato con 68 grammi di pistacchi al giorno per un periodo di sei settimane, ha dimostrato che un consumo giornaliero del frutto aiuta a ridurre il rischio di cancro ai polmoni. I pistacchi sono infatti una buona fonte di gamma-tocoferolo, una forma di vitamina E nota per le sue proprietà anti-tumorali.

"Lo studio - spiega Ladia M. Hernandez, ricercatrice del Dipartimento di Epidemiologia dell`Università del Texas - dimostra che mangiare 68 grammi di pistacchi al giorno aumenta l'assunzione di gamma-tocoferolo, pertanto può diminuire il rischio di cancro al polmone, senza determinare cambiamenti significativi nell'indice di massa corporea".

La Dieta Mediterranea e' perfetta ma e' necessario tener conto delle calorie

Si alla Dieta Mediterranea, ma riducendone del 30% l'apporto calorico rispetto a qualche anno fa. E' il messaggio lanciato oggi nella seconda giornata del P.a.n. Prevenzione alimentazione nutrizione 'Signora Dieta mediterranea: piu' di 50 anni ma non li dimostra, organizzato dall'associazione 'Giuseppe Dossetti', a cui hanno partecipato nutrizionisti, docenti e pediatri.

Gli alimenti sono i soliti, pasta, pane, pesce, olio extra vergine di oliva, frutta e verdura, che però non devono superare le 2000 calorie dalle 3000 fissate anni fa, una riduzione dovuta alla vita di oggi che richiede un dispendio energetico molto più basso.

Assumere troppe calorie, infatti, oltre a provocare un aumento di peso, può causare alcune forme di intolleranze alimentari.

Secondo Adolfo Panfili, docente delegato del sindaco di Roma per la Sanità delle Asl, infatti, troppi grassi alterano il sistema assimilativo intestinale. Una patologia però che, nel caso dei carboidrati, può dipendere dal frumento: dal 1974, ha spiegato Panfili, viene utilizzato un ibrido di origine sudamericana radiologicamente modificato, con 4 nuovi amminoacidi che spesso non vengono riconosciuti nel codice di lettura intestinale, creando una normale reazione di intolleranza.

A questo proposito il docente ha anche ricordato l'aumento esponenziale dei casi di celiachia, passati in 25 anni da 1 ogni 2000 individui, a 1 ogni 70-100, che in alcune zone della Sardegna sfiorano quota 40. Il segretario dell'associazione Claudio Giustozzi ha infine sottolineato il ruolo giocato dalla dieta mediterranea nel sistema economico. "L'Italia è uno dei più grandi produttori degli alimenti base e ricordiamoci che un piatto di pasta condito costa appena 0,50 euro a persona".

martedì 8 dicembre 2009

Agrifoglio, pianta simbolo del natale, alcuni consigli sulla coltivazione e uso decorativo della pianta

L’agrifoglio, così come la Stella di Natale, è, per tradizione, utilizzato durante le festività per addobbare la casa. Era considerato magico anche prima dell’avvento della cristianità, poiché si pensava che potesse proteggere dagli spiriti malvagi e che fosse un portafortuna.

Sembra che già i primi ad utilizzare l’agrifoglio per decorare le case durante il Natale furono gli Irlandesi. L’agrifoglio è conosciuto anche con altri nomi: Aquifoglio, Alloro spinoso, Pungitopo maggiore.


In casa possiamo solo utilizzare i rametti a scopo decorativo, ma se possediamo un giardino, è possibile coltivare questa pianta che preferisce stare all’ombra in un terreno acido. L’agrifoglio può arrivare anche fino a 10 metri d’altezza; ha foglie di colore verde lucido dalla forma particolare che possono essere striate di bianco o di giallo. In inverno producono delle bacche rosse che rendono i rami di questa pianta ideali per le decorazioni.

Viene chiamato anche pungitopo perché le foglie hanno delle punte che possono pungere. L’agrifoglio resiste anche alle temperature molto basse e non patisce quando durante il periodo natalizio potiamo dei rametti per fare delle decorazioni.

Per realizzare il centrotavola basterà mettere su una base che può essere un piatto o un’alzata, dei rami di agrifoglio, delle pigne, delle candele e dei fiori e bacche finti.

Importante: tenete i rametti di agrifoglio lontano dai bambini perché le bacche e le foglie, se ingerite, sono velenose.

venerdì 4 dicembre 2009

Attenzione! le sigarette a base di erbe fanno male come quelle di tabacco. Rischio tumori!

Le sigarette cosi' dette vegetali a base di erbe non sono piu' sane delle sigarette normali: a sostenerlo e' uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Medicina Cardiovascolare della University of California di San Francisco guidati da Stanton Glantz, e pubblicato nel numero di dicembre di Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention, la rivista dell'American Association for Cancer Research.

I ricercatori hanno esaminato i livelli di quattro marcatori per determinare le differenze nella fornitura di nicotina e di sostanze cancerogene tra i due prodotti commercializzati.

Dallo studio, condotto in una citta' cinese, e' emerso che ''l'aggiunta di erbe non pregiudica il contenuto di nicotina e di sostanze chimiche normalmente contenute nelle sigarette - spiega Glantz -. L'industria cinese del tabacco dovrebbe evitare di fuorviare l'opinione pubblica promuovendo le sigarette alle erbe come prodotti piu' sicuri'''.

lunedì 23 novembre 2009

Nasce alla Garbatella di Roma l'orto di quartiere

Broccoletti e frutta made in Garbatella è il progetto promosso da Legambiente e sostenuto dai cittadini dello storico quartiere romano.
Una parte della grande area verde alle spalle della Regione Lazio potrebbe trasformarsi in un’oasi di autoproduzione agricola a uso e consumo degli abitanti della zona.

Per anni è stato un parcheggio per la ex Fiera di Roma, poi una sosta per il circo. Oggi è un’area semi abbandonata in attesa di fondi che la riqualifichino. «Intanto i cittadini sono lanciatissimi all’idea dell’orto» - dice Lorenzo Parlati di Legambiente Lazio - «anche se a rilento, ne stiamo inaugurando altri anche a Trionfale e lungo l’Aniene a Ponte Mammolo».

Dal presidente del Municipio XI arriva la notizia che entro gennaio 2010 la Regione stanzierà oltre un milione di euro per fare dell’area di Garbatella il nuovo polmone di Roma.

mercoledì 18 novembre 2009

Dall'Australia arriva la mela che non invecchia. I ricercatori del Queensland che l'hanno sviluppata la definiscono la "miglior mela del mondo".

I ricercatori del Queensland che l'hanno sviluppata la definiscono la "miglior mela del mondo". Lo stesso ministro dell'agricoltura, Tim Mulherin, che detto che la mela, per ora nota ancora come RS103-130, è rimasta fresca e croccante per mesi.

"Si può comprare e lasciare nella ciotola della frutta per 2 settimane" ha spiegato" e al momento di mangiarla avrà conservato intatti sapore, fermezza e fragranza. In fase di stoccaggio, mantiene la sua freschezza per mesi."

Per ottenere RS103-130 i ricercatori australiani hanno lavorato per 20 anni, senza ricorrere a modificazioni genetiche o altri "stratagemmi" di laboratorio.
Le proprietà della "super mela" non vanno a discapito del sapore: "I test iniziali sono stati eccellenti. Dei 5 tipi di mela testati, la nuova varietà ha segnati i risultati più alti - perfino meglio di Pink Lady".

Inoltre, RS103-130 presenta anche un'elevata resistenza alle patologie fungine, per cui la sua coltivazione richiede un apporto ridotto di fungicidi. Di particolare importanza la resistenza alla ticchiolatura del melo, patologia che costa all'industria melicola australiana 10 milioni di dollari ogni anno. Osserva il dottor Middleton, tra i creatori della mela: "Riceviamo un'enorme domanda da parte dei coltivatori per creare varietà resistenti a queste patologie e che richiedano pochi o zero fungicidi: siamo vicini ad accontentare queste richieste".

domenica 8 novembre 2009

Celiachia: cosa potrebbe succedere se non viene diagnosticata per tempo

La celiachia è un disordine metabolico che non va assolutamente sottovalutato, perché può portare a gravi conseguenze.

La forma più lieve è quella silente, che viene scoperta per caso perché è quasi asintomatica e dà solo uno stato di malessere generalizzato. Ma, se scoperta, non va sottovalutata comunque.

Tra le patologie e i disturbi a cui si può andare incontro se si trascura il morbo celiaco, abbiamo l’anemia, perché i danni che avvengono a carico della mucosa intestinale possono diminuire l’assorbimento di ferro.

Poi può provocare osteoporosi, in quanto neanche il calcio viene assorbito bene e le ossa ne risentono, soprattuto negli anziani.

Infine possono scatenarsi una serie di malattie autoimmuni, tra cui la tiroidite autoimmune, a causa di risposte immunitarie alterate e linfomi intestinali.

mercoledì 4 novembre 2009

Energia dall'asfalto: una società israeliana ha creato un dispositivo piezoelettrico in grado di generare energia elettrica dal movimento delle auto

La societa' israeliana Innowatech sta sperimentando una Tecnologia Piezoelettrica dalle Grandi Potenzialità, generare energia elettrica dal movimento delle autovetture. I primi test sono stati condotti con l’installazione di nanogeneratori piezoelettrici su una striscia di dieci metri di asfalto, i generatori in questo modo potrebbero generare circa 2000Wh di energia elettrica.

In particolare la tecnologia prevede l’installazione di generatori sotto cinque centimetri di asfalto e un tratto di 1 km di strada ad una sola corsia sarebbe in grado di generare circa 200KWh, mentre una a quattro corsie produrrebbe circa 1MWh di energia elettrica, che è sufficiente per alimentare 2.500 famiglie. Un interessante progetto che potrebbe essere facilmente ampliato e fornire considerevoli quantità di energia semplicemente recuperandola.

Una tecnologia, quella piezoelettrica, che ormai non può più essere criticata in materia di efficienza energetica. “La tecnologia che abbiamo adottato è basata su materiali piezoelettrici che permettono la conversione di energia meccanica esercitata dal peso del passaggio di veicoli in energia elettrica. Per quanto riguarda la strada in questione su cui sono installati i generatori, i guidatori non se ne renderanno nemmeno conto”, spiega Edery-Azulay capo del progetto della Innowatech.
La società ha già individuato che Israele ha circa 250 chilometri di strade adatte questa tecnologia piezoelettrica, analisi che individua particolari volumi di traffico e massa dei veicoli. “La tecnologia consente inoltre la fornitura di energia elettrica ai vari “consumatori” che si trovano lungo le strade, come ad esempio semafori, cartelloni pubblicitari illuminati, autovelox della polizia, sistemi di comunicazione o di segnaletica stradale”, continua la Edery-Azulay. Inoltre le condizioni meteo non hanno alcun effetto sulla produzione di energia elettrica di questa tecnologia e non richiede la stesura di alcun speciale asfalto.

sabato 24 ottobre 2009

Celiachia: alcuni scienziati australiani stanno preparando una singolare terapia basata sull'utilizzo di vermi parassiti spesso presenti nell'uomo

I vermi contro le malattie autoimmuni come la celiachia, intolleranza permanente al glutine presente nei cereali.
Alcuni scienziati australiani stanno cercando di sviluppare una nuova terapia ma il trattamento può incontrare una certa riluttanza, visto il rimedio che consiste nell'infettarsi con vermi parassiti. L'equipe del prof. James Daveson, dell'ospedale Princess Alexandra di Brisbane, ha contagiato 20 volontari che soffrono di questo male con il parassita intestinale detto anchilostoma, le cui larve penetrano per via orale o cutanea nell'uomo e si attaccano alla parete intestinale.

Il parassita, che sta scomparendo dalle società occidentali a causa della forte enfasi sull'igiene, ha dimostrato di poter produrre una maggiore tolleranza a cibi come pane e pasta. "I pazienti che hanno ospitato il parassita hanno tollerato meglio il glutine, con migliori risultati nei test rispetto ai soggetti del gruppo di controllo; hanno accusato minori infiammazioni e meno danni alla parete intestinale", ha spiegato Daveson in una relazione ad un convegno della Settimana della gastroenterologia, in corso a Sydney.

Una rigorosa dieta senza glutine è finora l'unica terapia che garantisce al celiaco un buono stato di salute. Altrimenti il sistema immunitario lo combatte come un invasore nemicò e gli anticorpi attaccano le pareti intestinali, causando problemi che vanno dalla diarrea cronica al cancro.

Lo studioso ha spiegato che la ricerca si è basata sulla teoria secondo cui il sistema immunitario ha bisogno di essere esposto ad organismi estranei, per funzionare bene.

Diversi studi hanno mostrato un legame fra gli alti standard di igiene ed il numero crescente di malattie autoimmuni. "L'uomo si è evoluto insieme con essi, eppure abbiamo sterilizzato il nostro mondo così bene che non abbiamo più vermi nel nostro intestino. Alcuni esperti ritengono che questa sia una delle ragioni per cui assistiamo ad una crescita allarmante di disturbi auto immuni come la celiachia, ma anche l'asma e la sclerosi multipla", ha aggiunto.

I vermi usati nella sperimentazione convivono solo con l'uomo, e non sono facilmente trasmissibili da persona a persona. Dopo la sperimentazione di 21 giorni, ai volontari è stata offerto un trattamento per liberasi dei parassiti, ma tutti hanno scelto di continuare ad ospitarli.

Fonte: ANSA

Novita' sulla cioccolatta di Modica: quella per i celiaci e quella per ogni segno zodiacale

Arriva la famosa cioccolata di Modica anche per i malati di celiachia, il morbo dell'intolleranza al glutine.
E' in arrivo anche una particolare ciooccolata aromatizzata con essenze astrologicamente consigliate per ogni segno zodiacale.

Anna Crispino, in occasione della inaugurazione della sua nuova cioccolatteria modicana, in via Isonzo a Roma, e in concomitanza del trentennale dell'Associazione nazionale celiaci ha voluto dare un particolare risalto all'evento.
Vengono offerti, così, cioccolata e dolci della tradizione modicana, rielaborati e personalizzati anche per i celiaci dal laboratorio artigianale della «Casa di accoglienza Don Puglisi», quella creata nel quartiere Brancaccio di Palermo dal sacerdote ucciso dalla mafia, per offrire alle sue ospiti una concreta opportunità di emancipazione e di indipendenza.
Alla base c'è l'aspetto di solidarietà, sostenuta pure dall'ottima qualità delle materie prime utilizzate, tutte provenienti dalla rete del commercio equo e solidale.

Fonte: www.ilgiornale.it/

domenica 18 ottobre 2009

Frutta: indagine coldiretti, per 3 italiani su 4 non ha piu' il sapore di una volta

Da una recente indagine della Coldiretti, presentata al Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione di Cernobbio, emerge che per 3 italiani su 4 (75%) la frutta non e' buona come una volta perche' i prodotti sono raccolti acerbi per durare di piu' sugli scaffali dei supermercati (65%), vengono da troppo lontano (20%), sono scomparse le antiche varieta' (10%) o non sono genuini (5%).

Contemporaneamente e' stata allestita la mostra dei frutti a rischio di estinzione, recuperati con il progetto della Coldiretti, per una filiera agricola tutta italiana che taglia le intermediazioni, favorisce la diversificazione produttiva e porta in tavola i prodotti degli agricoltori al giusto grado di maturazione, attraverso la rete dei mercati di campagna amica, i consorzi agrari e le cooperative.

Secondo un'indagine realizzata su un campione casuale di 100 persone, a guidare la classifica dei frutti dimenticati c'e' - rileva la Coldiretti - l'azzeruolo, conosciuto solo dal 15 %, seguito dalla sorba (17%), il corbezzolo (27%), il corniolo (32%), la pera volpina (38%), la giuggiola (40%), la mora di gelso (72%), la carruba (75%), la nespola (82%) e il melograno, noto all'89%.

"Per effetto della globalizzazione si e' verificata - denuncia la Coldiretti - una standardizzazione dell'offerta con la scomparsa dal mercato dei frutti cosiddetti minori. D'altra parte le poche specie commercializzate sono disponibili durante tutto l'anno sugli scaffali dei supermercati per effetto dell'arrivo di prodotti da paesi lontani dove valgono diverse regole di coltivazione e conservazione degli alimenti. Il risultato e' una minore freschezza dovuta ai lunghi tempi di trasporto ma anche - precisa la Coldiretti - la perdita di conoscenza della stagionalita' delle produzioni che puo' portare a scelte di acquisto meno consapevoli".

sabato 10 ottobre 2009

Celiachia a rischio osteoporosi, secondo un recente studio della University of Edinburgh

Le persone affette da celiachia potrebbero essere piu' esposte a sviluppare l'osteoporosi perche' il loro sistema immunitario attacca il tessuto osseo. Lo suggerisce un nuovo studio.
Era gia' noto agli scienziati che la celiachia comportasse un aumentato rischio di osteoporosi, ma finora si pensava che la causa fosse un'incapacita' di assorbire il calcio o la vitamina D. Il nuovo studio, pubblicato dal New England Journal of Medicine, suggerisce invece che i pazienti affetti da celiachia producono degli anticorpi che attaccano una proteina fondamentale per mantenere intatta la salute delle ossa.

Una situazione a cui si puo' ovviare con i farmaci che prevengono la perdita di tessuto osseo, aggiungono i ricercatori.
Secondo l'equipe, della University of Edinburgh, e' questa proteina, chiamata osteoprotegerina, la spiegazione del collegamento tra celiachia e osteoporosi.

Nel 20% dei pazienti celiaci esaminati, venivano prodotti anticorpi che bloccavano il corretto funzionamento dell'osteoprotegerina, fondamentale per mantenere le ossa forti. Il coordinatore della ricerca, Professor Stuart Ralston dell'Institute of Genetics and Molecular Medicine, dichiara: "E' un avanzamento molto importante: non solo abbiamo scoperto un nuovo motivo che spiega perche' chi e' affetto da celiachia si ammala piu' facilmente di osteoporosi, ma anche che si puo' ottenere un'ottima risposta ai farmaci che prevengono la perdita di tessuto osseo".

In futuro bastera' sottoporre i pazienti celiaci a un test che misura la presenza degli anticorpi che uccidono la proteina chiave per la salute delle ossa: se gli anticorpi sono presenti, potra' partire la cura farmacologica per evitare l'osteoporosi.

giovedì 8 ottobre 2009

La dieta mediterranea previene la depressione, oltre che le malattie cardiache e i tumori.

Il recente studio di un team di ricercatori delle Università di Las Palmas e di Navarra spezza una lancia a favore dello alimentare di tipo dieta mediterranea, caratterizzato da cereali integrali, frutta, verdura, legumi, pesce e olio extravergine.

Il team iberico ha studiato per quattro anni un campione di 10.094 adulti in buona salute e ha concluso che un consumo regolare di alimenti tipici della dieta mediterranea comporta una riduzione del 30% del rischio di depressione.

I ricercatori hanno individuato 480 nuovi casi di depressione nel corso dei quattro anni di follow-up (156 tra le donne e 324 tra gli uomini) e hanno concluso che chi seguiva regolarmente una tipica dieta mediterranea risultava meno esposto al rischio, anche tenendo conto di fattori come età, situazione familiare, numero di figli, ansia e competitività.

Non è ancora chiaro quale sia il meccanismo che potrebbe spiegare questo collegamento, ma di certo è ben noto che la dieta mediterranea protegge la salute del sistema cardiovascolare, ripara i tessuti danneggiati dallo stress ossidativo e combatte le infiammazioni: “dovremo quindi approfondire il nostro studio per far luce sui meccanismi di tipo ormonale o fisiologico che possano spiegare perchè gli alimenti tipici della dieta mediterranea siano in grado di prevenire la depressione”, ha spiegato Miguel Martinez- Gonzalez dell’Università di Navarra sugli Archives of General Psychiatry.

domenica 4 ottobre 2009

Il lungo muro di pomodori di Los Angeles. Il progetto Urban Farming rivoluziona l'agricoltura urbana.

Il progetto Urban Farming Food Chain consta di circa 70.000 m² di pareti verdi preposte alla coltivazione di cibo commestibile che vengono montate sopra edifici, o a ridosso di pareti in cemento, in aree di parcheggio oppure si ergono in maniera del tutto autonoma.
A Los Angeles sono quattro i punti all’interno e all’esterno del centro della città, inclusa l’area del Central City East (Skid Row), dove si coltivano, senza usare pesticidi, prodotti agricoli freschi.

Le organizzazioni che ospitano queste pareti verdi utilizzano il cibo non solo per scopi interni ma destinano anche parte del raccolto a vicini e/o organizzazioni di bisognosi. Los Angeles è stata la città pilota dell’Urban Farming Food Chain, un progetto che attualmente è stato riproposto anche in altre città tra cui New York, Rochester, Detroit e Las Vegas.

Le pareti verdi dell’Urban Food Chain utilizzano la tecnologia Green Living™ Wall con un sostrato tra i 10 e i 15 cm circa di spessore, un semplice programma di manutenzione e un impianto automatico di irrigazione progettato per minimizzare la dispersione delle acque di scolo.
La loro funzione principale è quella di produrre cibo e le colture comprendono pomodori, fragole, peperoncini, cocomeri, lattuga, ravanelli selvatici e legumi.

Oltre all’agricoltura urbana, le pareti verdi dell’Urban Food Chain rappresentano una preziosa opportunità di formazione e di coinvolgimento della comunità. I designer infatti suggeriscono come le installazioni individuali di Food Chain possano essere viste come anelli di collegamento tra luoghi diversi sulla base di un intento e di un progetto condiviso, offrendo inoltre una ridefinizione, più familiare, del termine “catena alimentare”.

Attraverso la creazione, la cura e la manutenzione delle pareti verdi, questi cittadini – di norma del tutto estranei al processo di produzione degli alimenti – toccano con mano il ciclo vitale della frutta e della verdura da loro coltivate e consumate. Gli esperti hanno selezionato questo progetto non solo per il suo aspetto estetico e funzionale ma anche per il modo in cui l’Urban Farming Food Chain riunisce persone economicamente svantaggiate per diffondere e promuovere l’autosufficienza, incoraggiando contemporaneamente una maggiore collaborazione e una migliore interazione sociale.

Fonte: Nemeton High Green Tech Magazine

mercoledì 30 settembre 2009

Celiachia: una malattia che spesso non presenta sintomi evidenti, attenzione ai campanelli d'allarme

Un fastidioso gonfiore persistente dopo ogni pasto, un disturbo gastrointestinale che non vuole andare via: sono questi i segnali piu' conosciuti della celiachia, l'intolleranza permanente al glutine che determina un'infiammazione cronica e il progressivo danneggiamento della mucosa intestinale.
In Italia sanno di esserlo 75.000 persone, ma circa 500.000 aspettano ancora la giusta diagnosi: l'iter diagnostico dei pazienti parte quasi sempre dal medico di medicina generale, soprattutto nel caso di pazienti adulti. Tuttavia, se i malesseri tipici sono facilmente identificabili e noti, non sempre i segnali della celiachia sono cosi' chiari ed evidenti.

I sintomi della celiachia possono essere infatti estremamente vari, ed in alcuni casi, a prima vista assenti.

Accanto alla sintomatologia gastrointestinale piu' evidente esiste una enorme varieta' di sintomi extraintestinali, che generalmente si presentano in eta' adulta, come la dermatite erpetiforme, la poliabortivita', l'osteoporosi. Solo un ascolto attento e profondo, al momento dell'anamnesi, ai disturbi del paziente puo' far comprendere al medico di famiglia che si possa trattare proprio di intolleranza al glutine.

''Sotto l'etichetta dei cosiddetti 'sintomi extraintestinali' della celiachia si raccolgono in realta' la maggior parte delle situazioni in cui si trovano i pazienti adulti - afferma il Dottor Giuseppe Caula, gastroenterologo presso la Divisione di Medicina Interna Presidio Ospedaliero Valdese ASL TO1 di Torino e membro del comitato scientifico Dr Schar -. Molto spesso pazienti di questo tipo arrivano ad una diagnosi definitiva solo dopo un lungo percorso punteggiato da numerosi, e spesso costosi, esami clinici per verificare patologie differenti. Al contrario, un'ipotesi di diagnosi di celiachia che partisse tempestivamente gia' dal medico di medicina generale o dallo specialista potrebbe ridurre sia l'impatto economico e sociale per il SSN sia il costo emotivo di pazienti che spesso soffrono a lungo prima di iniziare a migliorare adottando la dieta senza glutine''.

Per favorire un approccio di ascolto ''tradizionale'' al momento dell'anamnesi del paziente possono essere seguite poche linee guida, che possano aiutare i medici di medicina generale o gli specialisti a ''sospettare'' di una possibile celiachia e richiedere, oltre agli esami specifici per i sintomi in questione, anche il dosaggio degli anticorpi che marcano l'intolleranza.

Ritorna a Salerno, dopo il successo della prima edizione, la kermesse “Vivace, vetrina delle intolleranze alimentari”

Dopo il successo della prima edizione, ritorna la kermesse “Vivace, vetrina delle intolleranze alimentari”, presente nei giorni 1-2-3-4 ottobre 2009 presso il Parco Salid a Salerno.

L'evento, unico nel suo genere, torna con un programma ricco di appuntamenti. Tante le novità, a partire dall'ampliamento dei temi trattati: quest'anno non si parlerà esclusivamente di alimentazione priva di glutine, (celiachia), ma anche di intolleranza al lattosio ed alle proteine del latte, così da poter offrire un quadro sempre più completo sulle tematiche in oggetto.
La manifestazione, infatti, nasce dall'esigenza di colmare un vuoto nel settore enogastronomico italiano, ancora poco attento alle esigenze ed alle problematiche relative alle intolleranze alimentari; altro obiettivo è quello di migliorare la qualità degli alimenti e della vita di coloro che soffrono di una intolleranza grave.

Durante la quattro giorni sono previsti un convegno e dei workshop a cui prenderanno parte esperti del settore medico-scientifico e commerciale. Anche quest'anno è prevista la presenza di stand espositivi, riservati alle aziende ed agli enti che hanno sposato l'iniziativa, che potranno così esporre i loro prodotti ed incontrare i consumatori, oltre che confrontarsi con gli altri operatori del settore.

Tornano anche i laboratori del senza glutine, dedicati a ristoratori e consumatori, per offrire linee guida per una corretta preparazione dei pasti e dare la possibilità di interagire con i professionisti del settore dell'azienda Molino Rivetti srl.

lunedì 28 settembre 2009

Non si vive di solo frumento! ecco le alternative, utili in particolar modo per chi soffre di celiachia

Pianta di quinoaIl grano e' una delle fonti di sostentamento dell'uomo. Però, oltre alla spiga, c'è dell'altro. Ci sono cereali alternativi e quelli che non appartengono alla grande famiglia delle graminacee. Ma che fanno ugualmente tanto bene.


Il Kamut è buono, digeribile e prezioso di vitamine, proteine e sali minerali. Il kamut, antenato del grano, vanta un'elevata concentrazione di selenio, fondamentale per ridurre la formazione di radicali liberi. Insomma, fa bene ed è ben tollerato anche da chi manifesta un'ipersensibilità al frumento (allergia al glutine).
Come assaporarlo? Sotto forma di pasta, di pane o, perché no, di pizza.

Il farro apprezzato nell'antica Roma, oggi il farro è tornato in auge, coltivato soprattutto in Toscana e Umbria. Le sue peculiarità? Avere un notevole potere antiossidante nonché proprietà ricostituenti e rinfrescanti, vista la quantità di ferro e fibre in esso contenuti.

Il monococco, coltivato nel Vicino Oriente già più di 10mila anni fa e ora riscoperto per il suo alto contenuto proteico. Una curiosità: tracce di questo cereale sono state trovate nello stomaco della mummia Otzi, rinvenuta in Val Senales e risalente all'Età del Rame.

E del grano saraceno che dire? Che, in realtà, non fa parte della famiglia del grano, ma che è alquanto versatile in cucina. Pizzoccheri e sciatt docent.

La quinoa, venerata dagli Inca come pianta sacra, la quinoa nasce sugli altopiani pietrosi andini, ad altitudini comprese fra i 3.800 e 4.200 metri. Un alimento ricco di fosforo, magnesio, ferro, zinco e proteine vegetali, nonché totalmente privo di glutine, quindi complice di chi ha problemi di celiachia.

L'amaranto, originario del Centro America e ingrediente perfetto per un sano minestrone di verdura.

sabato 26 settembre 2009

Vuoi farti il pane da sola (anche senza glutine) ecco la "macchina automatica del pane" Bread & Break

Si sa' il pane appena sfornato e' tutta un'altra cosa, se poi consideriamo chi soffre di allergie alimentari, tipo la celiachia, la soddisfazione diventa veramente tanta.
Chi ne soffre sa' quanto sia difficile, per non dire impossibile, trovare dei prodotti da forno senza glutine, si trovano solo nei forni specializzati di grossi centri urbani.

E allora perche' non farcelo da soli il pane in casa?

La soluzione esiste, si tratta di macchine automatiche e programmabili che eseguono il ciclo completo di impastare, lievitare e cuocere il pane, fare dolci, preparare marmellate ecc.... ad un prezzo che si aggira sugli 80 EURO.

Ve ne presento un modello che mi e' parso abbastanza interessante e adatto allo scopo:
MACCHINA DEL PANE Bread & Break Art. 1XE80100 G3 Ferrari - G3 FERRARI
In questa pagina potete trovare tutti i dettagli di alcune macchine per il pane.

Per comodita riporto le caratteristiche della macchina Bread & Break:
Completamente automatica e programmabile la macchina del pane “Bread & Break” permette di avere pane fresco in ogni momento della giornata. Grazie agli 11 programmi pre-impostati (tra cui il programma “senza glutine” per le intolleranze alimentari) e al programma personalizzabile, “Bread & Break” puo essere utilizzata anche per preparare dolci, marmellate e per impastare.

Dotata di display digitale LCD, 2 lame per impastare in modo omogeneo, timer ritardabile fino a 13 ore, selezione di 3 gradi di doratura della crosta, funzione di mantenimento in caldo 60 minuti, batteria tampone di 10 minuti in caso di mancanza di corrente, segnale acustico per l'aggiunta di ingredienti, coperchio con oblo per controllare l'avanzamento della ricetta, corpo in acciaio per una facile pulizia e recipiente antiaderente rimovibile e lavabile in lavastoviglie.
In dotazione: misurino e bicchiere graduato. Doppia capacita selezionabile: 0,900 / 1,125 kg Potenza 800 W.

CARATTERISTICHE
- Completamente automatica
- 11 programmi pre-impostati (tra cui il programma “senza glutine” per le intolleranze alimentari) e al programma personalizzabile
- Display digitale LCD
- 2 lame per impastare in modo omogeneo
- Timer ritardabile fino a 13 ore
- Selezione di 3 gradi di doratura della crosta
- Funzione di mantenimento in caldo 60 minuti
- Batteria tampone di 10 minuti in caso di mancanza di corrente
- Segnale acustico per l'aggiunta di ingredienti
- Coperchio con oblo per controllare l'avanzamento della ricetta
- Corpo in acciaio per una facile pulizia
- Recipiente antiaderente rimovibile e lavabile in lavastoviglie
- In dotazione: misurino e bicchiere graduato
- Doppia capacita selezionabile: 0,900 / 1,125 kg
- Potenza 800 W

DATI TECNICI
Dimensioni prodotto: 26x41,5x28 cm
Peso netto prodotto: 6,77 kg


Scoperto l'elisir di lunga vita. Mangiare piante e fiori

L'elisir di lunga vita? Mangiare fiori e piante spontanee: Il glicine, ad esempio, è ideale nell'insalata, mentre il sambuco è buono fritto.
Questo il segreto di Libereso Guglielmi, botanico che ispirò il "Barone rampante" di Italo Calvino. "Esiste una varietà incredibile di piante commestibili che non conosciamo nemmeno e che dovrebbero entrare a far parte della nostra dieta", ha detto Guglielmi, botanico 84enne, intervenuto ai lavori del Festival della Salute a Viareggio.

"L'ideale - ha affermato - sarebbe invogliare i bambini, che sono più propensi all'ascolto, a riappropriarsi di tutta una serie di informazioni riguardanti l'alimentazione e la cura di alcune malattie attraverso le piante, informazioni che sono andate del tutto perdute. In pochi sanno che ci sono dei fiori che oltre ad essere bellissimi, sono anche molto buoni. Ad esempio il glicine, l'acacia e il sambuco sono perfetti fritti o nell'insalata. Il tulipano è ottimo se imbottito con del formaggio morbido e lo stesso vale per l'ibisco. L'ortica invece può essere molto utile per stimolare la diuresi".

E per chi non ha un giardino a portata di mano, la soluzione è semplice: "Si può mettere una vaschetta in balcone con delle piantine, basta un piccolo vaso - è il consiglio dell'esperto - per contenerne una decina".

sabato 19 settembre 2009

NUOVA INFLUENZA: COLDIRETTI, NELL'UVA E VINO ROSSO E' CONTENUTA LA MOLECOLA 'ANTI VIRUS'

Il resveratrolo e' presente naturalmente nel vino e nell'uva rossa che l'Italia produce in abbondanza proprio in questo periodo e che possono quindi aiutare a mantenere in forma il sistema immunitario per preparare l'organismo a combattere i virus influenzali.

E' quanto afferma la Coldiretti nel commentare ''l'azione di protezione della molecola contro i virus influenzali, incluso il virus H1N1 dell'influenza A'', evidenziata dagli esperti riuniti a Praga dove e' in corso un incontro sulle misure contro l'influenza stagionale.

Gli effetti positivi per la salute del consumo moderato di vino sono stati confermati da numerosi studi scientifici come negli Stati Uniti dove e' stata addirittura data la possibilita' a un produttore di indicare sulle etichette del proprio vino il contenuto di ''resveratrolo'', un importante antiossidante con effetti benefici sull'apparato cardiovascolare dimostrato dal paradosso francese secondo il quale una alimentazione ricca di grassi di origine animale, prevalentemente costituiti da acidi grassi saturi, non indurrebbe una maggiore incidenza di malattie cardio-circolatorie se accompagnata da un costante, ma moderato, consumo di vino rosso, per merito del suo ricchissimo contenuto di polifenoli (tra cui il resveratrolo).

Le proprieta' antiossidanti, antibatteriche ed antivirali del resveratrolo sono in realta' solo l'ultima delle conferme scientifiche sull'importanza di una corretta alimentazione nel rafforzamento delle difese immunitarie necessarie nella prevenzione per combattere il virus influenzale. In primis la frutta e verdura che e' ricca di antiossidanti ma - riferisce la Coldiretti - anche latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici quali yogurt e formaggi come il parmigiano e per alcuni esperti anche l'aglio, che contiene una sostanza, l'allicina, particolarmente attiva nella prevenzione.

Bra: pagnotta da guinnes per i celiaci, lunga 10 metri

Ottima iniziativa quella di ieri pomeriggio a Bra svoltasi nell’area verde Rosselli 5, dove si è festeggiato con una pagnotta senza glutine da guinness lunga circa 10 metri. L’iniziativa è nata dalla synergia tra la ditta Barbero di alba, dai collaboratori dell’impresa Bernasconi e Pinetti e con la collaborazione dell’associazione di volontariato ‘Braidesi uniti per la celiachia’.
Dopo le foto e i saluti di routine, alle quali erano presenti anche il sindaco Bruna Sibille e l’assessore alla viabilità Luciano Messa, si è passati al momento più atteso da tutti, la degustazione della pagnotta da guinness con l’accompagnamento di altre leccornie tutte rigorosamente senza glutine.
L’associazione Braidese uniti per la celiachia ringrazia tutti gli organizzatori, in particolare la ditta Barbero che da anni ha preso a cuore il problema della celiachia, come dimostra anche l’autorizzazione ministeriale alla produzione di alimenti senza glutine, e tutti i partecipanti che hanno reso l’incontro molto positivo, lasciando pensare alla possibilità di organizzare eventi in futuro.

martedì 15 settembre 2009

Offerte Fastweb Settembre 2009: tariffe migliorate e aggiunta di più servizi

Le nuove proposte Fastweb di settembre sono relative all'utenza fissa e mobile, novità di rilievo sono: «Joy Internet dove vuoi» e Simpaty.

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"Joy Internet dove vuoi" costa 29,90 euro al mese e prevede una linea ADSL a 20 Mbps a casa e la chiavetta Internet con 10 ore di traffico incluse per navigare a 7,2 Mbps in mobilità.
Per il primo mese le ore di traffico UMTS incluse sono 200. Fastweb dichiara che si tratta di una soluzione ideale per i giovani e per chi non usa molto il telefono fisso.

Sympaty è, invece, la prima offerta Fastweb completamente prepagata, che consente di chiamare tutti i numeri a 12 centesimi, spedire SMS a 9 centesimi e chiamare gratuitamente il telefono di casa e tutti i cellulari Fastweb.

Ecco il listino completo delle offerte di rete fissa, che presenta tariffe e condizioni migliorate e offre servizi aggiuntivi.
- NavigaCasa: ADSL a 20 Mbps (o fibra), Wi-Fi, possibilità di navigare senza limiti di tempo, telefonate a 0,15 euro a chiamata su rete fissa, antivirus gratis per 6 mesi, canone di 34,90 euro al mese.
- ParlaCasa: telefonate nazionali da fisso a fisso illimitate, possibilità di chiamare gratis anche in Europa, USA e Canada, Wi-Fi incluso, possibilità di navigare sul web con connessione superveloce a 1,90 euro al giorno, canone di 19,90 euro al mese.
- Parla&NavigaCasa: telefonate nazionali da fisso a fisso illimitate, possibilità di chiamare gratis anche in Europa, USA e Canada e di navigare senza limiti di tempo, Wi-Fi e antivirus gratuiti per sempre, canone di 44,80 euro.

L’opzione Fastweb TV, ora a 9,90 euro al mese, che può essere aggiunta alle offerte ParlaCasa, NavigaCasa e Parla&NavigaCasa.
Per ulteriori informazioni vistare la pagina informativa di Fastweb.

lunedì 14 settembre 2009

Radiazioni dei cellulari, quali modelli con meno radiazioni e quali con maggiore intensita'

La classifica dei cellulari basata sull'intensità delle radiazioni emesse dai dispositivi presi in esame e' stata stilata da uno studio dell'Environmental Working Group (EWG).

Non è la prima volta che si studiano i rischi per la salute connessi all’utilizzo dei telefonini, ma, come per le ricerche precedenti, anche in questo caso è bene precisare che non esiste, al momento, alcuna evidenza scientifica.
Vedi pure il precedente post su: Le radiazioni del telefono cellulare fanno male alla salute?

E' altrettanto vero che recenti studi avrebbero rivelato rischi significativamente più alti per i tumori del cervello e delle ghiandole salivari tra persone che usano i cellulari da 10 anni o più, mancano evidenze scientifiche che dimostrino se e in che misura i telefonini possano incidere sulla salute dell’uomo.

Fatte le doverose precisazioni passiamo alla classifica in dettaglio:
La Top Ten dei terminali mobili che emettono le radiazioni più basse vede al comando il Samsung Impression (0.15-0.35 W/kg), seguito dal Motorola RAZR V8 (0.36 W/kg) e dal Samsung SGH-T299 (0.38 W/kg).
Per trovare il primo cellulare Nokia (0.81 W/kg) in classifica bisogna scendere al 34esimo posto.
W/kg e' l'unita' di misura che esprime la potenza di campo elettromagnetico assorbita per unità di massa, ovvero indica il tasso di assorbimento specifico di energia, dall'inglese Specific Absorption Rate (SAR).

I cellulari non maggiori emissioni risulterebbero invece il Motorola MOTO VU204, il T-Mobile myTouch 3G e il Kyocera Jax S1300. Al quarto posto troviamo il BlackBerry Curve 8330 (1.54 W/kg), distanziato di 6 posizioni dal BlackBerry Bold 9000, che chiude la Top Ten dei dispositivi a più alta emissioni di radiazioni.

Fonte: http://www.webmasterpoint.org/

sabato 12 settembre 2009

Consumare piu' frutta e verdura rende più intelligenti

Un recente studio dell'Università di Dusseldorf, in collaborazione con altri atenei (tra cui l'Università di Perugia) e pubblicato dal "Journal of Alzheimer's Disease" conclude che Un'alimentazione a base di frutta e verdura migliora il funzionamento del cervello, potenziando le capacità cognitive.

Gli scienziati hanno lavorato con 200 persone sane d'età media, ed hanno potuto osservare come coloro che mangiavano in media 400 gr di frutta e verdura al giorno possedevano alti livelli di antiossidanti ed livelli bassi di radicali liberi.

Tutti i soggetti mostravano abilità cognitive più spiccate rispetto a chi assumeva 100 gr di tali alimenti.

Lo studio tedesco ha provocato il positivo interesse di numerosi membri della comunità scientifica internazionale.

La dottoressa Maria Cristina Polidoro del Dipartimento di Geriatrica dell'Università di Bochum si e' cosi' espressa: "Era risaputo che esistesse una forte connessione tra l'assunzione di frutta e verdura e le difese antiossidanti naturali del nostro organismo contro i radicali liberi. Si sapeva anche che cattive abitudini alimentari aumentano il rischio di un impoverimento cognitivo, in presenza o meno di demenza. Con questa ricerca, però, viene mostrato un legame multiplo tra frutta e verdura, difese antiossidanti e abilità cognitive in totale assenza di malattie, a qualsiasi età. Al di là del proprio stile di vita, è dunque vivamente consigliabile una consistente assunzione di questi elementi fin da bambini, per evitare il più possibile il rischio di demenza in età avanzata".

L'Università di Dusseldorf ha reso noto come il prossimo passo della ricerca sarà provare l'efficienza di frutta e verdura su individui affetti da Alzheimer o altre malattie neurodegenerative.

mercoledì 9 settembre 2009

Frutta: le insospettate proprieta' antiossidanti!

Che mangiare frutta rappresenti uno dei principali comportamenti per una dieta sana ed equilibrata lo si sa già da tempo.

Ma solo di recente una ricerca condotta da ricercatori Spagnoli, presso l'Institute of Food Research (IFR) di Norvich, ha permesso di stabilire che il contenuto di polifenoli di quest'alimento, presente in natura sottoforma di innumerevoli varietà, è stato finora sottostimato.

Rispetto alla frazione solubile, le sostanze polifenoliche che nella frutta si trovano in una forma difficilmente estraibile sono, infatti, 5 volte più abbondanti e solo l'utilizzo di acidi ne ha permesso l'estrazione.

«Ignorando il reale contenuto di proantocianidine, acido ellagico e catechine, negli studi nutrizionali condotti fino a questo momento, sono state purtroppo sottovalutate anche le proprietà antiossidanti di queste sostanze e i notevoli benefici di cui l'organismo può giovare attraverso un consumo costante di frutta» ha dichiarato Paul Kroon, coordinatore della ricerca.


martedì 8 settembre 2009

le afte, secondo uno studio recente la causa potrebbe essere l'intolleranza al glutine

Uno studio pubblicato sulla rivista «BMC Gastroenterology» rivela che la presenza di afte potrebbe nascondere una malattia celiaca o una predisposizione a svilupparla.
La stomatite afosa è un problema molto diffuso di cui non sempre si riesce a capire la causa.

Che cos'è la stomatite afosa?
Spiega Giovanni Cammarota, della Divisione di Medicina interna, del Policlinico Gemelli, di Roma: «Si tratta di un'infiammazione della mucosa della bocca che comporta la formazione di piccole ulcere. Inizialmente l'area interessata si arrossa, poi si forma una sorta di bolla e infine un'ulcera che può essere anche molto dolorosa».

Quali possono essere le possibili cause?
«Spesso la stomatite è legata alla presenza di germi, conseguenza di una cattiva igiene orale. Questi germi possono prendere il sopravvento sulle difese immunitarie del soggetto per diversi motivi per esempio per colpa dello stress, per una carenza di vitamine del gruppo B. Altre volte la presenza di afte può essere legata a un'alterazione della flora intestinale, o a malattie come la colite ulcerosa, il morbo di Crohn, la celiachia, forse a causa delle carenze vitaminiche e dell'alterazione della risposta immunitaria nei pazienti con intolleranza al glutine

Cosa bisogna fare?
«Bisogna chiarire la causa. Se si identifica la celiachia bisogna procedere con la dieta priva degli alimenti contenenti il glutine o se c'è una carenza vitaminica cercare di colmarla. In attesa di scoprire la causa si può ricorrere a diversi rimedi: da colluttori protettivi per l'igiene orale a preparati da utilizzare localmente».

domenica 6 settembre 2009

Sviluppata proteina per la protezione delle piante dalle principali malattie

E' stata sviluppata a Trento un composto a base di proteine, che protegge le piante dalle malattie.
Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'Istituto agrario di San Michele all'Adige (Iasma) e del Volcani Centre di Israele.

Il prodotto e' stato testato su fragola, vite, cetriolo e zucchino, serve per diverse malattie delle piante e non lascia residui, quindi non e' tossico.

A breve partira' un bando per la commercializzazione del nuovo preparato.

Fonte: ansa.it

Riparte Sana 2009. Dal 10 settembre la 21ma edizione del Salone Internazionale del Naturale

Sana 2009 il Salone Internazionale del Naturale riapre questanno con la 21 edizione.

La mostra si terra a Bologna dal 10 al 13 settembre e si preannuncia ricca di novità.

Tra le novità di rilievo da segnalare "Spazio Officinale" un'apposita area studiata e creata per gli operatori del settore benessere e quelli del settore piante officinali e poi il "Giardino dei semplici. Erbe e fiori tra scienza, bellezza e natura".

Nell’area dedicata all'Alimentazione si potranno trovare le aziende e i loro prodotti: biologici e quelli certificati Dop, Igp, Stg e Emas.

Infine, l'area dedicata ad Abitare proporrà un modello di casa che non spreca risorse, risparmia energia, utilizza materiali riciclati o provenienti da fonti rinnovabili. Il tutto senza dimenticare il rapporto tra bellezza, design e tecnologia. Non mancheranno le postazioni informative a disposizione del pubblico, le aree di documentazione e gli incontri. Da segnalare, inoltre, è la seconda edizione di "Sanakids": scenari possibili per l’infanzia e l’ambiente. Qui sono proposti prodotti rivolti all’infanzia, sempre nell'ottica del vivere sano e naturale.

sabato 29 agosto 2009

Patata rosso purpureo per combattere tumori, presto sul mercato

E' una superpatata dal colore inconsueto: rosso purpureo. Ma conviene metter da parte ogni riserva perché il tubero, modificato in laboratorio, è ricco di sostanze antiossidanti alleate preziose nella prevenzione del cancro e di altre patologie. E non è tutto. L'ortaggio messo a punto da Soyoung Lim, ricercatrice della Kansas State University (Usa), potrebbe coniugare salute e bellezza, grazie alla sua capacità di contrastare il temuto invecchiamento.

Proprio le preziose sostanze con cui il tubero è stato arricchito, le cosiddette antocianine, hanno finito per donargli l'inconsueto colore con cui la superpatata esordirà sulle tavole. E' dolce, assicura chi l'ha testata, e perfettamente commestibile. Nei test di laboratorio, spiega un articolo del britannico Telegraph, le antocianine di cui l'ortaggio è ricco hanno mostrato di rallentare la crescita del cancro del colon.


Ora la 'patata della salute' verrà sottoposta a ulteriori test clinici e, se tutto filerà liscio, approderà sul mercato.

Fonte: http://www.adnkronos.com/

venerdì 28 agosto 2009

Concessione dei terreni demaniali ai giovani per la competitività delle imprese

Nonostante le difficoltà del settore primario, la parola d’ordine è “guardare avanti e fare lobby per crescere. In agricoltura, spazi per fare questo mestiere ce ne saranno”. È questo il messaggio di Marco Saraceno, presidente nazionale dell’Anga, i giovani agricoltori di Confagricoltura, nella sua visita a Mantova, per i 50 anni dell’Anga provinciale, guidata da Davide Lorenzi.

Certo, secondo Saraceno in Italia bisognerà colmare il gap del dimensionamento. “Rispetto alle aziende agricole francesi, che possono contare su una superficie media di 40 ettari – specifica Saraceno – le aziende italiane superano di poco i 6 ettari: troppo piccole”. Per i giovani agricoltori nuove possibilità di crescita potranno essere sviluppate con l’assegnazione dei terreni demaniali. “Una battaglia proposta dall’Anga già con l’allora ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro e sostenuta con forza anche da Confagricoltura, direttamente dal presidente Federico Vecchioni – puntualizza il numero uno di Angae che costituisce uno strumento per rilanciare la competitività delle imprese agricole guidate dai giovani. Ora servirà attendere la mappatura dei terreni demaniali”.

Secondo il presidente Saraceno le imprese agricole dovrebbero poter contare su alcuni correttivi relativamente ai Piani di sviluppo rurale. Allineati su questa opinione il presidente lombardo dell’Anga, Alessandro Vecchi, e quello mantovano Davide Lorenzi. “Purtroppo il Psr 2007-2013 non ha predisposto misure sufficienti per i giovani agricoltori, mentre altre sono state sotto-utilizzate – ricorda Vecchi -. Speriamo che in corso d’opera, grazie anche al dialogo proficuo che da tempo Anga Lombardia ha instaurato con il Pirellone, vengano adattate al meglio le misure”.

martedì 25 agosto 2009

Celiachia e diabete: Le nuove strade della ricerca e della diagnosi su due dei principali disturbi alimentari del nuovo secolo.

Un importante appuntamento per chi è interessato alle dinamiche legate alla celiachia ed al diabete. Il giorno 13 settembre 2009 alle ore 16,30, presso il Centro Diurno di Gratteri (PA) si terrà la conferenza "Celiachia e Diabete", un incontro in cui docenti universitari e addetti al settore si confronteranno sulle nuove frontiere di diagnosi ed analisi preventiva.

La celiachia è oggi considerata come un disturbo alimentare estremamente diffuso nei paesi più ricchi, e soprattutto sta spingendo l'industria alimentare ad aprire una nuova fascia di mercato legato proprio alla produzione di alimenti senza glutine.

A questo dato non poteva non seguire un incremento sostanziale degli investimenti relativi alle tecnologie diagnostiche che molti laboratori stanno ponendo in essere proprio per migliorare la prevenzione e la cura di questa malattia.

Sul diabete sono state già spesi fiumi di parole: è indubbiamente la disfunzione alimentare del secolo, frutto del regime alimentare isterico e compulsivo dei paesi industrializzati e in netto e continuo aumento soprattutto nelle giovani generazioni.

Entrambe le problematiche richiedono abitudini alimentari ad hoc e tagliati sulle specifiche esigenze delle persone celiache e diabetiche, e questa conferenza vuole proprio evidenziare i nuovi sviluppi legati alla ricerca, test per diabetici e celiaci, conditi dalla degustazione di prodotti senza glutine preparati seguendo le ricette del volume "Delizie senza Glutine" (ed. Marsala).

PROGRAMMA
ore 16.30: Effettuazione dell’Eoruspital test per la celiachia.

Ore 17.00: Presentazione da parte del Sindaco di Gratteri Avv. Muffoletto

Seguirà il dibattito sui temi con l’intervento di:Giuseppe Brignola - Prof. Aggregato di Dermatologia - Università di Palermo; Carla Giordano - Prof. Associato di Diabetologia ed Endocrimnologia - Università di Palermo; Giuseppe Iacono - Responsabile dell’Unità di Gastroenterologia Pediatrica - Ospedale dei Bambini di Palermo; Francesco Scarlata - Prof. Aggregato di Infettivologia - Università di Palermo.

Al termine: Degustazione delle “delizie senza glutine” preparate dalla sig.ra Concetta Grisanti.

giovedì 20 agosto 2009

Pianta carnivora in grado di divorare un topo e' stata scoperta da un gruppo di ricercatori del Regno Unito

E' stata scoperta, da un gruppo di biologi inglesi, una delle più grandi piante carnivore esistenti al mondo. La pianta e' stat individuata a Palawan, nella zona centrale dell'arcipelago delle Filippine, è stata battezzata Nepenthes Attemboroughii essa è in grado di mangiare piccoli animali.
Raggiunge i 30 centimetri di diametro, ha la forma di una coppa piena di acqua e di enzimi acidi per la digestione della sfortunata vittima.

Con la stessa tattica di altre piante carnivore, attrae infatti il suo pasto emettendo un odore dolciastro: una volta che la preda è caduta nella coppa digestiva non può più uscire a causa delle pareti scivolose e affoga. In seguito viene lentamente digerita.

Nel corso della sua esplorazione la spedizione britannica ha scoperto oltre 20 nuove specie di piante carnivore e ha rinvenuto esemplari di altre due che si credevano scomparse nel bombardamento di Manila durante la Seconda guerra mondiale, quando fu distrutto l'Herbarium nazionale delle Filippine.


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